<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307</id><updated>2012-01-21T15:55:36.901+01:00</updated><title type='text'>Incontriamoci nel Partito Democratico</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>351</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-2387221297422191226</id><published>2008-11-28T20:49:00.003+01:00</published><updated>2008-11-28T21:35:41.789+01:00</updated><title type='text'>SI CHIUDE BOTTEGA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;font size="5"&gt;&lt;strong&gt;CON LA PUBBLICAZIONE DELL’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO A GERUSALEMME CHIUDE IL BLOG DI “INCONTRIAMOCINELPARTITODEMOCRATICO&lt;/strong&gt;”.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel suo discorso di ieri all’Università Ebraica di Gerusalemme, in occasione del conferimento della laurea Honoris Causa da parte di quella che è uno dei più importanti atenei del mondo, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha pronunciato parole amare e dure sul decadimento della politica “faziosa e miope” che caratterizza, purtroppo, negativamente, il nostro tempo.&lt;br /&gt;L’autorevolezza della carica istituzionale da cui tali giudizi provengono, la storia e il prestigio personali del Presidente, la circostanza ufficiale, fanno di questo discorso un caposaldo di una vasta riflessione e di un vasto dibattito aperto da qualche anno sulla crisi della politica in Italia ed in Europa (sugli Stati Uniti di Barack Obama va fatto un discorso a parte, molto legato alla vicenda politica, alle istituzioni e alla storia recente di quella grande democrazia).&lt;br /&gt;Insidiata dalla crescita del potere economico, la politica è sempre più subordinata, su scala globale, nazionale o locale, alla sfera economica e non di rado intrecciata in modo devastante col mondo degli affari e degli interessi privati.&lt;br /&gt;Mentre tutto si regola su scala globale: l’economia, la finanza, il commercio, la gestione delle risorse fondamentali, prima fra tutte l’energia, come anche la comunicazione e l’informazione, la politica rimane asfitticamente chiusa dentro la dimensione nazionale e dentro istituzioni ottocentesche.&lt;br /&gt;La democrazia, la più grande conquista politica degli ultimi secoli, è spesso ridotta a rituale privo di contenuti di reale partecipazione e di vera cittadinanza.&lt;br /&gt;Il confronto politico avviene su coordinate sempre più povere culturalmente e spesso scivola nella superficialità, nella rozzezza, nell’incompetenza, quando non nell’ignoranza.&lt;br /&gt;L’approfondimento di merito dei grandi problemi che l’inizio del XXI secolo propone, il rapporto tra uguaglianza e diversità, il confronto tra culture e religioni, il rinnovamento del welfare, i problemi etici posti dallo sviluppo delle scienze biologiche, la formazione e la libertà, la tutela dell’ambiente, ecc. è evitato con il ricorso ad una faziosità che delegittima tutto ciò che avviene in campo avversario e chiude il dibattito all’interno del proprio campo, riesumando antichi richiami al patriottismo di partito e alla fedeltà al capo di turno.&lt;br /&gt;La selezione delle classi dirigenti, tradizionalmente compito della dialettica politica, è affidata alla cooptazione e all’opportunismo, ammantate di un giovanilismo di facciata, riedizione di quel gattopardismo italico, per il quale è necessario, ciclicamente, che “tutto cambi perché nulla cambi”.&lt;br /&gt;Investite in pari misura da questi fenomeni, destra e sinistra reagiscono però molto diversamente. Mentre la destra, in quasi tutti i paesi d’Europa, dall’Italia alla Scandinavia, dalla Francia alla Polonia, ecc. trova più facilmente forme di convivenza con queste tendenze negative, con la mediazione di un populismo di nuovo tipo, di un nazionalismo compassionevole, di un leaderismo mediatico, la sinistra sbanda, a volte scimmiottando il leaderismo televisivo della destra, altre volte rincorrendola con eccesso di zelo mercantilista, oppure moltiplicando personalismi e divisioni.&lt;br /&gt;Negli ultimi due-tre anni abbiamo dedicato grandi energie a cercare di costruire un cambiamento di orizzonte di una vasta area di centro sinistra, potenzialmente maggioritaria in Italia come in Europa. In sintonia con processi e idee molto ampi e diffusi in Europa, nel nostro piccolissimo perimetro abbiamo promosso iniziative pubbliche, alimentato un dibattito e cercato di far circolare idee attraverso il Blog, abbiamo contribuito ai percorsi congressuali attraverso i quali i due partiti dei Ds e della Margherita hanno fondato il Partito Democratico. Abbiamo cercato di mantenere aperti canali di comunicazione tra l’area del Pd e altre aree politiche della sinistra. Abbiamo partecipato con entusiasmo a quella mobilitazione e a quel risveglio che, in occasione della nascita del PD, ha visto milioni di cittadini manifestare interesse e partecipazione politica.&lt;br /&gt;Oggi dobbiamo prendere atto, e le parole del Presidente della Repubblica non possono non essere un autorevole sigillo in tal senso, che il risultato di questi sforzi è molto modesto e molto debole. I segnali di questo esito sono così numerosi, che non c’è bisogno di citarli, anche perché il Blog ne ha spesso dato conto. Va aggiunto che, a livello locale, non sono mancati anche segnali di chiusura e di delegittimazione strisciante, attraverso l’insinuazione e l’allusione polemica, verso il ruolo delle libere associazioni politiche come Incontriamoci, prova di un clima sempre meno aperto al confronto politico.&lt;br /&gt;Non vogliamo certo gettare la spugna o arrenderci. Le persone che abbiamo incontrato in questo recente cammino, la crescente voglia di democrazia e trasparenza, la fiducia che meritano coloro che sono impegnati in prima linea in questa battaglia, giustificano un saldo ottimismo, nonostante tutto.&lt;br /&gt;Continueremo, quindi nell’impegno per il rinnovamento della politica e della democrazia.&lt;br /&gt;Tuttavia i tempi, i modi, le incertezze della sfida che abbiamo di fronte, rendono non più adatti strumenti e forme pensati ed attivati in una fase precedente, ormai chiusa.&lt;br /&gt;Con la pubblicazione dell’intervento del Presidente Napolitano chiude quindi il nostro Blog, anche se la sua motivazione di fondo resta attuale. Per tutti coloro che lo hanno frequentato in questi due anni e mezzo, questo è pertanto solo un caldo arrivederci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Claudio Frontera Daniela Miele&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Livorno, 28/11)08&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-2387221297422191226?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/2387221297422191226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=2387221297422191226' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2387221297422191226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2387221297422191226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/11/si-chiude-bottega.html' title='SI CHIUDE BOTTEGA'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-7880585219061180374</id><published>2008-11-28T20:40:00.000+01:00</published><updated>2008-11-30T11:09:03.133+01:00</updated><title type='text'>Un grazie di cuore</title><content type='html'>Un ringraziamento particolare a Paolo per la collaborazione e il supporto tecnico che non ci ha mai fatto mancare. Alla prossima!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Daniela e Claudio&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-7880585219061180374?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/7880585219061180374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=7880585219061180374' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7880585219061180374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7880585219061180374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/11/un-grazie-di-cuore.html' title='Un grazie di cuore'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-2911125098300494109</id><published>2008-11-28T20:21:00.007+01:00</published><updated>2008-11-28T20:42:26.483+01:00</updated><title type='text'>l'accusa di Napolitano:«Miopia e debolezza delle classi dirigenti POLITICA FAZIOSA».</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.quirinale.it/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;http://www.quirinale.it/&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;Da Lectio Magistralis del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Gerusalemme&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Dichiarazione di &lt;a href="http://www.openpolis.it/politico/1657"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Giorgio NAPOLITANO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Miopia e debolezza, in troppi casi, da parte delle classi dirigenti».&lt;br /&gt;(27 novembre 2008) - &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Capo dello Stato a Gerusalemme: i palestinesi devono riconoscere israele«Debolezza, in troppi casi, da parte delle classi dirigenti e delle leadership politiche nazionali».&lt;br /&gt;GERUSALEMME - Di fronte alla crisi finanziaria e ad altri processi che «su scala mondiale tendono a sfuggire a ogni controllo», Giorgio Napolitano vede «miopia e debolezza, in troppi casi, da parte delle classi dirigenti e delle leadership politiche nazionali». Lo ha detto nella lectio magistralis pronunciata all'Università Ebraica di Gerusalemme che gli ha conferito una laurea honoris causa in filosofia.. Bisogna invece «mettere l'accento contro le chiusure e i protezionismi nazionali», ha aggiunto.&lt;br /&gt;POLITICA FAZIOSA - «Dimenticando la lezione della storia si dà un clamoroso esempio di immiserimento della politica, riducendola a strumentalismo, spogliandola di ogni dimensione storico-culturale. Vedo in questo, in generale, una delle attuali malattie della politica, una delle cause del suo decadimento», ha aggiunto il presidente della Repubblica illustrando la sua convinzione che «l'ideale e il progetto sionistico», pur collocandosi nell'era dei nazionalismi, si distinsero e presero le distanze «da approcci aggressivi e ambizioni di potenza». In questo senso, ha concluso, «due anni fa denunciai chi non avendo il coraggio di dichiararsi antisemita assume come bersaglio il sionismo identificando con esso una presunta volontà di dominio».&lt;br /&gt;PALESTINESI E ISRAELE -  «Non si deve mai scivolare sul terreno della delegittimazione di Israele», ha proseguito poi Napolitano che ha espresso «preoccupazione» e considerazione per la «dura condizione della gente di Gaza» ma aggiungendo che ciò «non può mai mettere in ombra» per nessun palestinese e arabo «il problema del pieno inequivoco, coerente riconoscimento dello stato di Israele, della sua legittimità, del suo diritto all'esistenza e alla sicurezza &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fonte: Corriere della Sera.it &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/08_novembre_27/napolitano_crisi_miopia_125ce40a-bc66-11dd-88c4-00144f02aabc_print.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;vai alla pagina&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-2911125098300494109?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/2911125098300494109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=2911125098300494109' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2911125098300494109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2911125098300494109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/11/laccusa-di-napolitanomiopia-e-debolezza.html' title='l&apos;accusa di Napolitano:«Miopia e debolezza delle classi dirigenti POLITICA FAZIOSA».'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-4884076008091845384</id><published>2008-11-24T23:20:00.002+01:00</published><updated>2008-11-24T23:47:37.143+01:00</updated><title type='text'>Se in Italia i giovani leoni non hanno i denti ......</title><content type='html'>L´inchiesta di Repubblica sull´Italia da sbloccare, partita l´11 novembre, ospita, oggi, l'intervento di Giuseppe D'Avanzo, di cui riporto un brano. D'Avanzo propone un'interessante analisi dell'anagrafe della politica italiana, comparando i dati tra i partiti italiani, i partiti europei e gli USA.&lt;br /&gt;Risulta che il Paese è bloccato, ma l´analisi dell´anagrafe rivela un´altra verità. A partire dalla politica e dall´economia c'è una &lt;strong&gt;sorpresa : in Italia il potere è GIOVANE (o quasi)!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In Parlamento e nelle grandi società, l´Italia non è più un paese per vecchi A sorpresa tiene testa agli Stati Uniti e continua nel processo di rinnovamento. La Lega per prima ha puntato sulle nuove leve. Ma le università fanno eccezione&lt;br /&gt;"Le rogne di un ricambio generazionale sono tutte del Pd&lt;br /&gt;Il gruppo più giovane della legislatura è del Carroccio: solo 40 anni in media&lt;br /&gt;Il premier italiano è tra i più anziani d´Europa: 72 anni contro i 48 di Zapatero &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Semmai i problemi sono tutti nella gerontocratica università italiana. Tra gli oltre 18mila cattedratici, solo 9 hanno meno di 35 anni e tre su dieci ne hanno più di 65, hanno contato Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Epperò lo svecchiamento degli ultimi anni con il proliferare di corsi di laurea e di sedi universitarie, con l´aumento del 100 per cento dei professori ordinari (ma alcuni parlano del 150 per cento) non ha migliorato la qualità né della ricerca né dell´insegnamento. Non basta essere giovani per cambiare in meglio l´esistente. Di sicuro non nell´università italiana.A ben guardare, la politica se la passa meglio. Sei governatori hanno meno di 50 anni e l´età media è di 53 anni. Alla Camera l´età media degli eletti è di 50 anni e al Senato di 54 (senza i senatori a vita): una spanna meglio del Congresso americano dove, ricorda Leonardi, dal 1996 l´età media degli eletti è di 51 anni e al Senato di 58. In questo orizzonte, si dimentica sempre (colpevolmente, ottusamente) la rivoluzione della Lega. Il più "antico" partito del Parlamento italiano è la forza politica che, nell´ultimo decennio, ha governato un quarto del Paese creando, come ha osservato Andrea Romano, una classe dirigente «giovane e competente». Il 77 per cento degli eletti in Parlamento del Carroccio ha un´età che oscilla tra i 29 e i 49 anni (fonte, la voce.info) e la gran parte dei duecento sindaci leghisti sono quarantenni. I casi di Federico Bricolo (41 anni), già eletto nel 2001 (a 34), o dell´ex assessore del Veneto Francesca Martini (46 anni, già eletta alla Camera nel 2001 a 39) o di Matteo Bragantini (32) non sono eccezioni nel gruppo parlamentare più giovane della legislatura, età media 44 anni. È una classe dirigente cresciuta all´ombra della vecchia guardia padana, secessionista e folklorica, ma oggi pragmatica custode delle attese e le ambizioni di un elettorato che conosce come la sua famiglia e di un territorio che abita come la propria casa. È un´élite consapevole che debba essere la Lega «il motore riformatore del governo».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Silvio Berlusconi, si sa, non ha bisogno di una classe dirigente. Basta a se stesso. Come ha scritto Alberto Asor Rosa su questo giornale, il nostro carismatico premier «è un grande distruttore di élite: dove lui passa, non c´è straccio di classe dirigente che resista». Si sente Napoleone III o forse - meglio - Luigi XIV. Per governare gli è sufficiente un Richelieu (Gianni Letta, 73 anni), un Colbert (Tremonti) e, per antica abitudine, un avvocato (Niccolò Ghedini, 49). Per il resto, il sovrano si circonda di cortigiani sorridenti, fantaccini ostinati, belle e giovani signore e di un corteo di «vogatori, cruciferi, flabellieri, turiferari, toreadori», intercambiabili e ininfluenti come un Daniele Capezzone (36 anni). Da questo punto di vista, le rogne di un ricambio generazionale sono tutte allora del Partito Democratico, partito nuovo che si lascia alla spalle il suo solo leader vincente (Romano Prodi, 69 anni). Il PD, attor giovane del sistema politico italiano, dovrebbe essere più sensibile a liberarsi dell´autarchia generazionale e, a parole, è così.Altri sono i fatti. Tra gli eletti del Pd gli under 40 (dunque, i giovani autentici) sono appena il 13 per cento e, se si allarga la forbice ai 49 anni, si arriva soltanto al 43 per cento (34 per cento in meno rispetto alla Lega, il partito - ripeto - più «antico»). Un risultato assai modesto, anche se il PD è riuscito ad abbassare in questa legislatura la media dei suoi eletti da 54 a 49 anni, un anno in meno del Partito della Libertà (50). Se poi si guarda ai criteri di selezione o alla qualità di questa presenza giovanile, la luna diventa nera. Al contrario dei volti nuovi della Lega, non si scorge nessun radicamento nel territorio, nessun legame con la società. Paiono decisive cooptazione, fedeltà senza discussione, buona presenza mediatica.L´avventura politica di Marianna Madia ne è il prototipo più esplicito. Ventotto anni, scelta addirittura come capolista a Roma, presentata come «economista» tra le perplessità degli economisti, avventurosamente si presentò così: «Metto al servizio del Paese la mia incompetenza». Merito, competizione e senso di responsabilità non orientano i comportamenti e le scelte di chi governa il Partito Democratico né sollecitano quei giovani che chiedono di governarlo o almeno di contare di più, di avere più spazio e potere. Chi, con la giovane età, una competenza può vantarla come Irene Tinagli (34 anni, ricercatrice presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh) se ne va già disillusa («Ero stata contattata per le mie competenze tecniche, in un anno di PD non sono stata consultata nemmeno per un parere»). Nella convinzione che l´azione politica si svolga tutta all´interno dello spazio mediale, ha nel PD più visibilità un demi-monde mediatico, blogger come Luca Sofri (44 anni), Diego Bianchi (38), Mario Adinolfi (37). Competenze? Pochine. Luca Sofri lo ha ammesso con onestà durante i lavori di una direzione (è tra le venti personalità indicate da Walter Veltroni). Sofri disse a brutto muso: «Sono qui a discutere come affrontare il secondo decennio del Duemila le stesse persone che non hanno saputo affrontare il primo e che erano qui nel millennio precedente» per poi concludere: «. Non pretendo di spiegare a persone molto più esperte e competenti di me quali contenuti dare al presente e al futuro del Partito Democratico. Non sto parlando di contenuti e non sarei all´altezza di discussioni molto approfondite ed elaborate».Chapeau!Ho l´impressione che, in assenza di competenze, i giovani che vogliono fare del PD, come scrivono nel loro blog (Uccidere il padre), «un partito moderno, democratico, laico e di sinistra» (e capirai che puntuta e illuminante freschezza), chiedono soltanto di togliersi dai margini, di farsi benedire e riconoscere sventolando appartenenza. È l´accorta pulsione, temo, che può spiegare la rimozione in quel partito di ogni conflitto politico per mano dei più giovani.È il quarto e ultimo argomento: se si guardano i numeri, la politica italiana non è priva di giovani. Anzi, è giovane. Il suo deficit è un altro.Se si guarda al PD, è ossessionata dall´obbedienza, disinteressata alle competenze spendibili liberamente. È dominata dalla prudente ragione del primum vivere che orienta da sempre i maturi di ogni partito e ora anche gli acerbi dell´ultimo partito nato. E´ una politica che non conosce il conflitto.Il conflitto vero sulle questioni reali (non le cerimonie mediatiche) è, al contrario, sempre salutare e necessario se un corpo sociale, qualche che sia, non vuole sclerotizzarsi e conservare vitalità e dinamismo. E´ il conflitto il grande assente nel parolaio del discorso politico giovanilistico. Dove comme il faut si fa un gran parlare di Barack Obama (chi sarà il nostro Obama? dove troveremo il nostro Obama?).Si dimentica che il nuovo presidente americano ha sconfitto in campo aperto, al termine di una lunga e dura battaglia, Stato per Stato, elettore per elettore, due micidiali clan politici (Bush e Clinton) che hanno governato gli Stati Uniti negli ultimi venti anni. Lo ha fatto in splendida solitudine ché, in avvio, ha dovuto fare a meno anche dell´appoggio della macchina elettorale afroamericana di Al Sharpton e Jesse Jackson che lo guardavano con freddezza. Ce l´ha fatta non perché è su Facebook (anche), ma perché (innanzitutto) ha un´idea della natura della crisi degli Stati Uniti e un programma per affrontarla. È apparso autorevole, credibile, responsabile, capace di stringere forti legami sociali, di radicarsi nel Paese e tra la sua gente perché la sua intelligenza delle cose è maturata a contatto con la realtà in cui vive e si muove un popolo in carne e ossa e non nel mondo frammentato dell´immagine, dei consumi, delle mode, dello spettacolo dove abitano soltanto figurine di cartone.Se prendere atto delle metamorfosi non significa condividerle, si può dire - e non è una provocazione - che la declinazione della politica di Obama ha più a che fare con la giovane classe dirigente della Lega che non con i giovani leoni senza denti del Partito Democratico. Converrà allora che quei giovani si diano da fare. Riscoprano il conflitto. Comincino a pretendere regole certe per le primarie, come propone da tempo Tito Boeri. Pretendano il ritorno al voto di preferenza. Esigano che l´età di elettorato attivo e passivo coincida, come in Germania, Svezia, Spagna. Diano battaglia. Soltanto con un conflitto aperto di ideali, progetti, analisi, competenze, soltanto con un conflitto leale nella raccolta del consenso, quindi nella misura di un concreto radicamento sociale, si potrà coltivare la speranza di un nuovo riformismo, la convinzione di potercela fare a cambiare l´Italia, a fermarne il declino e la deriva autoritaria. Altra ambizione non può esserci e, se c´è, non è soltanto mediocre. È perdente e, peggio, noiosa come un´impotente lagna".&lt;br /&gt;Giuseppe D'Avanzo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-4884076008091845384?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/4884076008091845384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=4884076008091845384' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/4884076008091845384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/4884076008091845384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/11/se-in-italia-i-giovani-leoni-non-hanno.html' title='Se in Italia i giovani leoni non hanno i denti ......'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-9195623650462257532</id><published>2008-11-24T21:13:00.004+01:00</published><updated>2008-11-24T23:55:01.327+01:00</updated><title type='text'>Irene Tinagli si allontana dal PD...o è il PD che è lontano da Irene Tinagli?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Caro Walter,ti scrivo perché ho deciso di dimettermi dal Coordinamento Nazionale del Partito Democratico. Una scelta non facile che nasce dall’esperienza di quest’ultimo anno e dai dubbi crescenti sulla capacità del PD di proporsi come forza riformista e innovativa, come aveva detto di voler fare un anno fa. Un obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali, alla gestione di processi politici locali e nazionali, ma soprattutto alle posizioni in quegli ambiti piu’ cruciali per la crescita del paese: istruzione, ricerca e innovazione. Era su questi temi che coltivavo le aspettative maggiori verso il PD. Ero stata molto delusa dalle politiche del Governo Prodi, ma speravo che con il PD si aprisse una stagione nuova, fatta di elaborazione di idee e proposte significative. Di fronte alle posizioni del PD su questi fronti non posso che essere sconcertata. Non ho visto nessuna proposta incisiva, se non “andare contro” la Gelmini. Peraltro tra tutti gli argomenti che si potevano scegliere per incalzare il ministro sono stati scelti i piu’ scontati e deboli. Il mantenimento dei maestri, le proteste contro i tagli, la retorica del precariato, tutte cose che perpetuano l’immagine della scuola come strumento occupazionale. E’ questa la linea nuova e riformista del PD? Cavalcare l’Onda non basta. Serve una proposta davvero nuova, che ribalti certe logiche di funzionamento anziche’ difenderle. Ma non ho visto niente di tutto questo.La mia delusione e’ tanto piu’ forte quando penso alla propaganda fatta un anno fa riguardo all’apertura a idee nuove, quando penso alle molte persone provenienti da ambiti professionali qualificati che si erano avvicinate al progetto del PD e che avrebbero potuto portare un contributo in termini di idee e innovazione. Che fine hanno fatto queste persone? Quali nuove modalita’ di coinvolgimento e ricambio ha creato il Partito? Io stessa, che ero stata contattata (cosi’ mi era stato detto) per le mie competenze “tecniche”, in un anno di vita del PD non sono stata consultata mai nemmeno per un parere. Questa emarginazione non ha certo offeso ne’ me ne’, credo, le altre persone gia’ molto impegnate fuori dalla politica. Mi chiedo pero’ come mai, un anno fa, ci era stata chiesta una collaborazione con tanto apparente entusiasmo quando evidentemente di questa collaborazione non c’era bisogno. Mi chiedo se era necessario fare tanto chiasso sul ricambio generazionale quando basta guardare chi sta ancora in cabina di regia per capire che, in fondo, non e’ cambiato niente.Inneggiare al cambiamento, all’idea di una societa’ e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee. Sartre diceva che noi siamo quello che facciamo. Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su cio’ che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudichera’ per quello che abbiamo fatto. E di quello porteremo la responsabilita’. Per quanto mi riguarda non voglio portare la responsabilita’ delle scelte che sta facendo questo partito che in larga parte non condivido e sulle quali non ho avuto e non ho possibilita’ di incidere in alcun modo. Per questo ho deciso di dimettermi.&lt;br /&gt;Irene Tinagli &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-9195623650462257532?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/9195623650462257532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=9195623650462257532' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/9195623650462257532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/9195623650462257532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/11/irene-tinagli-si-allonrana-dal-pdo-il.html' title='Irene Tinagli si allontana dal PD...o è il PD che è lontano da Irene Tinagli?'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-3541026802380188079</id><published>2008-11-24T20:52:00.005+01:00</published><updated>2008-11-24T21:10:50.162+01:00</updated><title type='text'>“Talenti da svendere”</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SSsHeUpW24I/AAAAAAAAAe8/t4d1UJAS2vs/s1600-h/tinagli.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272316006286941058" style="WIDTH: 353px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SSsHeUpW24I/AAAAAAAAAe8/t4d1UJAS2vs/s400/tinagli.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;«Caro Walter, ci credevo: invece...»&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;«Mai consultata»: si dimette l’economista arruolata dal Pd&lt;br /&gt;«Nessuna sorpresa, è così da due anni» ci dice Irene Tinagli (nella foto), empolese, ricercatrice negli Usa, a Pittsburgh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Irene Tinagli, 34 anni, sposata è nata a Empoli. Insegna alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Allieva di Richard Florida, è una grande esperta di politiche pubbliche per l’innovazione, la creatività e lo sviluppo economico. Lavora come consulente per il dipartimento “Affari economici e sociali” dell’Onu e per la Commissione europea. È autrice e co-autrice di pubblicazioni internazionali e italiane, come il libro “Understanding Knowledge Societies”, pubblicato nel 2005 dalle United Nations Publications.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt; Il suo ultimo lavoro, per Einaudi, è il libro “Talenti da svendere” (2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;Il Tirreno&lt;br /&gt;24 Novembre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GUIDO FIORINI&lt;br /&gt;EMPOLI.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Molti amici le hanno detto: «ripensaci». Ma nessuno l’ha chiamata dai vertici del partito. L’avevano cercata a lungo per farla entrare nella direzione nazionale del Partito Democratico ma dopo le sue dimissioni pubbliche, con una lettera al “Riformista” tre giorni fa, neppure una telefonata: «Nessuna sorpresa, è così da due anni» ci dice Irene Tinagli, empolese, ricercatrice a Pittsburgh. «Nessuno - prosegue - mi ha mai cercato per chiedermi un consiglio su nessun argomento, per cui non mi aspettavo certo adesso una chiamata. E neppure tutto questo clamore per le mie dimissioni. Ma io non potevo restare a fare lo “specchietto per le allodole”. Ci credevo nel partito riformista di cui parlava Veltroni al Lingotto, volevo contribuire, ma non potendo fare niente mi sono chiamata fuori». Irene era entrata nella direzione del Pd per dare un contributo da esperta qual è di innovazione e sviluppo. Un ruolo che la stimolava, pur essendo spesso negli Usa per lavoro. Qualcuno la voleva anche in Parlamento, ma lei si era sempre rifiutata. Ora ha detto addio al Pd, con toni forti. «Chi mi ha chiesto di ripensarci mi ha detto “fai appello alla tua passione politica”. Ed è proprio per la mia passione politica che ho lasciato, per coerenza con le cose in cui credo. E in cui avevo creduto quando ho accettato». La giovane ricercatrice contesta le posizioni del Pd su scuola, pubblico impiego, temi etici. E non solo. «Hanno voluto mettere dentro persone nuove e continuano a cercare i voti vecchi. Su scuola e pubblico impiego non c’è stato niente di costruttivo, solo contrarietà su tutto, per difendere un bacino elettorale e inseguire i toni forti di qualcuno. All’inizio le mie dimissioni volevo restassero una cosa privata. Poi mi arrivavano centinaia di lettere, sms, note su “facebook”. E ho capito che il mio disagio lo sentono in tanti. Così ho deciso di dimettermi pubblicamente». Dimissioni che hanno fatto scalpore. Ma che non hanno spinto alcun dirigente del partito a chiamarla. «Se c’è stato tanto scalpore è perché là dentro nessuno ha mai preso posizioni di rottura. Tutti, in fondo, hanno qualcosa da perdere. Molti la pensano come me, ma tutti hanno una poltroncina, o aspirazioni per il futuro, rapporti da coltivare. Una mia amica parlamentare mi ha detto: «In 30 anni di politica non avevo mai visto dimissioni da una direzione nazionale»... «Ebbene - ribadisce Tinagli - io sono la prima. Se mi sono dimessa è perché volevo cambiare le cose, il modo di fare politica. Credevo in un partito nuovo e riformista. Non aspiravo ad altro. E dopo due anni mi sono resa conto di non poterlo fare, che ero solo un fiorellino all’occhiello e che i temi erano gli stessi di sempre. È stato anche un problema di onestà verso la gente che pensava che facessi chissà cosa: “Su quali temi lavori Irene per il partito?”, mi chiedevano per la strada. E io “su nulla”. Non potevo andare avanti così». Irene è delusa anche dalle posizioni del Pd su altri fronti. «Parlo di temi etici. Io non posso stare nello stesso partito di una come la Binetti, che ha dichiarato che gli omosessuali sono pedofili e malati mentali. Odio l’intolleranza. Se non ho mai votato a destra è perché ci sono personaggi come Calderoli che la manifestano ogni volta che parlano. Quindi non sarebbe coerente stare insieme a persone che sono altrettanto intolleranti. Eppure ero contenta che nascesse questo partito che metteva insieme l’anima riformista e socialista con quella cattolica. Ma speravo che si prendesse il meglio dalle due parti, non il peggio. Ho amici cattolici che hanno una grandissima apertura mentale. Con questi si sarebbe potuto lavorare insieme, per fare davvero qualcosa di nuovo. Invece...». &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-3541026802380188079?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/3541026802380188079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=3541026802380188079' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3541026802380188079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3541026802380188079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/11/talenti-da-svendere.html' title='“Talenti da svendere”'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SSsHeUpW24I/AAAAAAAAAe8/t4d1UJAS2vs/s72-c/tinagli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-5341671653976681760</id><published>2008-11-23T21:28:00.002+01:00</published><updated>2008-11-23T21:35:56.740+01:00</updated><title type='text'>Il principio della rana lessata</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SSm9YLN-2hI/AAAAAAAAAes/ze_TtZFAtIk/s1600-h/la+rana.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271953061839821330" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SSm9YLN-2hI/AAAAAAAAAes/ze_TtZFAtIk/s400/la+rana.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Immaginate un pentolone pieno d'acqua fredda nella quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l'acqua si riscalda piano piano. Presto diventa tiepida. La rana trova questo piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura continua a salire. Adesso l'acqua è calda. Un po' più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po' ma tuttavia non si spaventa. L'acqua ora è veramente calda. La rana comincia a trovare sgradevole ciò ma essa si è indebolita, allora sopporta e non fa nulla. La temperatura continua a salire fino al momento in cui la rana finisce semplicemente per cuocere e morire. Se la stessa rana fosse stata direttamente immersa nell'acqua a 50°, immediatamente avrebbe dato il giusto colpo di zampa che l'avrebbe presto proiettata fuori dal pentolone. Questa esperienza mostra che, quando un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta, sfugge alla coscienza e non suscita, per la maggior parte del tempo, nessuna reazione, nessuna opposizione, nessuna rivolta. Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni, noi subiamo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate, e ci disturbano leggermente, oggi, o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone. In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all'integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute. I foschi presagi annunciati per il futuro, anziché suscitare delle reazioni e delle misure preventive, non fanno che preparare psicologicamente il popolo ad accettare le condizioni di vita decadenti, perfino drammatiche. Il permanente ingozzamento di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non riescono più a discernere. Quando ho annunciato queste cose per la prima volta era per domani. Adesso, è per oggi. Allora se non siete come la rana, già mezzo cotti, date il colpo di zampa salutare prima che sia troppo tardi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Olivier Clerc &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Siamo già mezzi cotti o no?&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Dall’allegoria della Caverna di Platone a Matrix, passando per le favole di La Fontaine, il linguaggio simbolico è un mezzo privilegiato per indurre alla riflessione e trasmettere delle idee. Olivier Clerc, scrittore e filosofo, in questo suo breve racconto, attraverso la metafora, mette in evidenza le funeste conseguenze della non coscienza del cambiamento, che infetta la nostra salute, le nostre relazioni, l’evoluzione sociale e l’ambiente. Un condensato di vita e di saggezza che ciascuno potrà piantare nel proprio giardino per goderne i frutti.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.scrivi.net/newforum/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=1046&amp;amp;sid=d075a39c8d1bab5e7a2fe9c72c6b0b3b"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.scrivi.net/newforum/search.php?search_author=losimana&amp;amp;showresults=posts&amp;amp;sid=d075a39c8d1bab5e7a2fe9c72c6b0b3b"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.scrivi.net/newforum/privmsg.php?mode=post&amp;amp;u=1046&amp;amp;sid=d075a39c8d1bab5e7a2fe9c72c6b0b3b"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="132206"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-5341671653976681760?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/5341671653976681760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=5341671653976681760' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5341671653976681760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5341671653976681760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/11/il-principio-della-rana-lessata.html' title='Il principio della rana lessata'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SSm9YLN-2hI/AAAAAAAAAes/ze_TtZFAtIk/s72-c/la+rana.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-8679699048661823182</id><published>2008-11-22T08:58:00.002+01:00</published><updated>2008-11-22T09:06:41.491+01:00</updated><title type='text'>Partito nuovo Il futuro è a rischio</title><content type='html'>&lt;a onmouseover="Chiudi()" href="http://www.radicali.it/index.php"&gt;&lt;/a&gt;Corriere della Sera&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;21 novembre 2008&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Paolo Franchi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando, un paio di anni fa, la nave del Pd prese finalmente il largo, si disse che stava per nascere non un nuovo partito, ma un partito nuovo. Non voleva essere soltanto un gioco di parole. Di nuovi partiti, dopo il collasso della Prima Repubblica, ne erano nati e morti un'infinità: nessuno avrebbe potuto entusiasmarsi all'idea di metterne su un altro, seppure più grosso, nella speranza che le debolezze di Ds e Margherita, sommate, dessero luogo a una forza. Porre mano alla costruzione del partito nuovo del centrosinistra, invece, rivelava, o avrebbe dovuto rivelare, ben altre ambizioni. Magari di natura diversa. Quelli che avevano una qualche dimestichezza con il Pci potevano cogliervi, volendo, anche un richiamo al miracolo politico di Togliatti au retour de Moscou (in fondo l'unica rifondazione che il comunismo italiano, trasformandosi da setta di rivoluzionari di professione in partito di massa fedele all'Urss, certo, ma anche radicato in tutte le pieghe della società, abbia mai conosciuto), e insomma una trasfigurazione, e al tempo stesso un inveramento, della loro storia: veniamo da lontano, e andiamo lontano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma di Togliatti in giro non ce n'erano, e nel costituendo Pd potevano al massimo inverarsi e trasfigurarsi, come in effetti è accaduto, il Pds e i Ds, che del Pci avevano ereditato quasi tutti i vizi ma quasi nessuna virtù. Quelli che con questa storia non avevano legami, o li avevano più nettamente recisi, immaginavano qualcosa di diverso: un partito come in Italia non c'era mai stato, la casa in cui tutti i riformismi e tutti i riformisti avrebbero potuto vivere da liberi e da eguali, una grande forza post ideologica a vocazione maggioritaria in grado di candidarsi a governare in una democrazia bipolare, e anzi tendenzialmente bipartitica. Ma per gettare le basi di un partito così sarebbe servito un big bang, o almeno un vigoroso rimescolamento delle carte: non se ne è vista traccia, come per primi hanno dovuto constatare (a modo loro, e comunque in solitudine) Marco Pannella e i radicali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I risultati si vedono. Nessuno, nemmeno quelli che sul nascente Pd erano stati critici e comunque dubbiosi, immaginava che, in un così breve volgere di tempo, la realtà si sarebbe rivelata peggiore delle previsioni più pessimistiche. Sette mesi dopo la sconfitta elettorale, fatica oltremisura a prendere corpo non solo la poesia del partito nuovo, ma anche la prosa del nuovo partito. Magari perché un partito, vecchio nuovo o seminuovo che sia, è tante cose, nobili e meno nobili. Ma prima di tutto è una comunità di valori e, perché no di interessi, un «grumo di vissuto», direbbe Pietro Ingrao, che non sta insieme se non c'è un mutuo riconoscimento di buona fede e di lealtà. Una comunità in cui si discute, ci si divide e, nel caso, ci si accapiglia, ma avendo sempre chiaro che c'è un limite oltre il quale l'unica prospettiva diventa la scissione o, peggio ancora, l'implosione: e cioè, parafrasando Marx, la comune rovina delle parti in lotta. È tutto da stabilire se il Pd abbia queste caratteristiche. Anzi, a dire il vero sembrerebbe proprio di no. E sembrerebbe pure che quel limite, se non è già stato superato, sia sul punto di esserlo. Saremmo felici di sbagliare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma già ora non ci si chiede tanto quale sarà il futuro del Partito democratico, quanto piuttosto se un futuro il Partito democratico lo abbia, o se invece siamo già all'inizio di una fine annunciata. Come se al Pd stesse capitando qualcosa di simile a quello che capitò, quaranta e passa anni fa, al Partito socialista unificato, con la differenza che allora, nel momento della separazione, fu comunque possibile ai contendenti, peggio che ammaccati, rientrare nelle vecchie case, il Psi e il Psdi, mentre stavolta non ci sarebbero tetti, seppure malcerti, sotto cui trovare riparo nella bufera. O stesse succedendo qualcosa di simile a quello che potrebbe succedere ai socialisti francesi, paralizzati dai contrasti insanabili, di potere e di linea, tra prime donne che non riescono a prevalere l'una sull'altra, ma a bloccarsi reciprocamente sì. Esagerazioni, forzature, indebite drammatizzazioni? Può darsi. Ma a chi trovasse ingeneroso porre la questione in questi termini, basterebbe suggerire di scorrere le cronache di questi giorni, con il loro ampio corredo di reciproci sospetti sempre più velenosi e di reciproche accuse (dall'insussistenza politica all'intelligenza con il nemico) sempre più infamanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si può esercitare nel tentativo di stabilire chi porti le responsabilità maggiori. Molto probabilmente, con tutto quello, e non è davvero poco, che gli si può rimproverare, non è il segretario. Ma non è questo il punto. Il punto è se il tutto il Pd è in grado di provarsi a stabilire subito, non domani o dopodomani, come e perché si è andato a cacciare in una situazione come questa, che non si lascia spiegare soltanto con una batosta elettorale prevedibile ma mai davvero indagata, e che la gente del Circo Massimo non merita; e se è ancora possibile uscirne, e per quali vie. Il punto è, in altri termini, se stiamo parlando di un organismo malato sì, ma vitale. In caso contrario, sarebbero guai seri. Per il Pd, si capisce. Ma anche per la democrazia italiana. Che, come tutte le democrazie, di un'opposizione degna di questo nome ha un bisogno vitale. Specie in tempi calamitosi come quelli che si avvicinano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-8679699048661823182?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/8679699048661823182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=8679699048661823182' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8679699048661823182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8679699048661823182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/11/partito-nuovo-il-futuro-rischio.html' title='Partito nuovo Il futuro è a rischio'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-7697963689545372135</id><published>2008-11-22T07:54:00.002+01:00</published><updated>2008-11-22T07:58:03.048+01:00</updated><title type='text'>Entro il 15 dicembre le firme Il voto sarà il 1º febbraio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;IL TIRRENO&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;SABATO, 22 NOVEMBRE 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; La corsa alle primarie per la scelta dei candidati alla carica di sindaco dei 211 Comuni (di cui 33 sopra i 15mila abitanti) in cui si vota a primavera si concluderà entro il 15 dicembre. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco un breve vademecum. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Presentazione candidature.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Entro il 15 ottobre i sindaci e presidenti di provincia uscenti, rieleggibili a norma di legge, hanno comunicato in forma scritta al Comitato organizzatore del Pd la disponibilità a ricandidarsi. Le candidature alternative di cittadini che si dichiarano elettori del Pd possono essere presentate con il quorum minimo di sottoscrizione del regolamento quadro nazionale: cioè dal trenta per cento dei componenti della Assemblea del relativo livello territoriale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt; Raccolta firme&lt;/strong&gt;. La data di raccolta delle firme cambia da comune a comune. Essa si deve svolgere in 3 settimane. Per cui chi ha iniziato il 15 novembre dovrà terminare la raccolta entro il 6 dicembre. In altri Comuni la chiusura slitta di qualche giorno, proprio perché l’inizio è stato posticipato. Quando si vota. Le primarie si svolgono a tutti i livelli domenica 1 febbraio. I seggi saranno aperti dalle 8 alle 21. Chi vince sarà il candidato a sindaco o a presidente della provincia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Chi ha diritto.&lt;/strong&gt; Hanno diritto di partecipare alle primarie tutte le persone che, al momento del voto, siano in possesso dei seguenti requisiti: residenza nel comune dove si vota, sedici anni di età e dichiarazione di adesione alla proposta del Pd. Gli elettori che partecipano alle primarie devono versare, al momento del voto, una quota di almeno un euro. (m.l.)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-7697963689545372135?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/7697963689545372135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=7697963689545372135' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7697963689545372135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7697963689545372135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/11/entro-il-15-dicembre-le-firme-il-voto.html' title='Entro il 15 dicembre le firme Il voto sarà il 1º febbraio'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-4048616136386629397</id><published>2008-11-12T10:53:00.004+01:00</published><updated>2008-11-17T11:30:17.910+01:00</updated><title type='text'>Una missione per la politica</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La Repubblica&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tito Boeri&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;11/11/08&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono in molti in Italia ad avere issato lo spinnaker sperando di gonfiarlo col ponente teso che spira dopo la vittoria di Barack Obama. Ma non basta usare vele con nomi anglosassoni e agitare le bandiere di "chi può" per tornare a essere politicamente competitivi. Il nuovo Presidente degli Stati Uniti ha di fronte a sé un'agenda obbligata e margini di manovra molto ristretti. Ha vinto con un programma meno radicale di quello di Hillary Clinton. Né si intravedono sin qui quei grandi cambiamenti nelle coalizioni di governo, i cosiddetti "political realignments", che preludono alle grandi svolte nella politica americana. I ripetuti messaggi di continuità con l'amministrazione Bush lanciati nella prima conferenza stampa da presidente degli Stati Uniti in pectore sono indicativi. Investire sul futuro di Obama è perciò un'impresa ad alto rischio. Molto meglio investire sul passato di Obama, sulla sua incredibile campagna elettorale, fatta di primarie vere, dall'esito spesso imprevedibile perché molto più partecipate che in passato, e di internet, come strumento di comunicazione e di finanziamento. Abbiamo molto da imparare dal candidato Obama nel migliorare i processi di selezione della classe politica all'interno del nostro paese. Il suo "yes, we can" è soprattutto un riconoscimento alla democrazia di internet, alla sua capacità di moltiplicare il potere delle idee, al di là, se non contro, i grandi mezzi di comunicazione. Ma internet non sarebbe bastato se non ci fossero state regole che permettono una vera competizione all'interno dei partiti, aperta anche a chi sta fuori dall'establishment.&lt;br /&gt;Chi vuole raccogliere la bandiera di Obama deve accettare queste regole, deve permettere una vera competizione nel mercato del lavoro dei politici. Ne abbiamo disperato bisogno. I problemi del nostro paese sono in gran parte problemi di inadeguatezza della nostra classe dirigente, a partire dalla classe politica. Nel passaggio dalla Prima alla seconda Repubblica il processo di selezione della nostra classe politica è solo peggiorato. Una volta esistevano i partiti di massa che svolgevano al loro interno la selezione. Contavano le decisioni dei vertici, ma anche i militanti potevano dire la loro. Difficile essere candidato senza il gradimento della base, anche in un collegio elettorale sicuro. Poi i partiti di massa si sono sgonfiati, il rapporto fra militanti ed elettori è crollato, e sono rimasti quasi solo i capi partito a selezionare la classe politica. Il loro potere è sopravvissuto alla crisi dei partiti, in alcuni casi si è addirittura rafforzato grazie alla crisi dei partiti, come dimostrano i tanti one-man party che sono fioriti negli ultimi anni. Cosa ha dato a questi comandanti senza esercito tanto potere? Sicuramente il finanziamento pubblico dei partiti che ha messo ingenti risorse a disposizione delle segreterie. Ma anche regole elettorali, come le liste bloccate, che hanno reso autocratica la selezione dei politici. Come è stato usato tutto questo potere dai segretari dei partiti? Male, molto male, almeno dal nostro punto di vista. Abbiamo avuto parlamentari sempre più vecchi e sempre meno istruiti, come documentano i dati raccolti da un gruppo di ricercatori coordinati da Antonio Merlo dell'Università della Pennsylvania (www. frdb. org). La quota femminile è rimasta più o meno la stessa. Sono, invece, aumentate le cooptazioni all'interno della classe dirigente: la quota di manager tra i nuovi parlamentari, ad esempio, è costantemente cresciuta fino a toccare il record nelle ultime elezioni, con un manager ogni quattro nuovi eletti. La candidatura di qualcuno dell'establishment rientra spesso in uno scambio di favori. Meglio se il candidato è inesperto e non intende fare carriera in politica. Anche a costo di sguarnire le commissioni parlamentari, è bene tarpare le ali a potenziali concorrenti. Fatto sta che in Italia c'è una fortissima rotazione nei parlamentari: un deputato su tre rimane in carica per un solo mandato, contro, ad esempio, uno su cinque negli Stati Uniti. E' un bene? Niente affatto. La politica è una professione impegnativa, si impara facendo. Oggi l'Italia è dominata da un gruppo ristretto di politici a vita che danno l'illusione del ricambio permettendo a innocui "volti nuovi" di entrare a Montecitorio o a Palazzo Madama. Non si investe in nuovi parlamentari. Né i nuovi parlamentari investono in una carriera tra gli scranni: semmai il Parlamento diventa un parcheggio, una pausa in cui coltivare reti di relazioni utili per il dopo. Il tutto avviene, ovviamente, a carico dei contribuenti. Ed è un carico elevato dato che gli stipendi dei parlamentari sono aumentati a tassi da boom economico (+4% l'anno) dal 1980 ad oggi, mentre il Paese entrava progressivamente in una lunga fase di stagnazione. La nostra ben pagata pattuglia al Parlamento Europeo è storicamente quella coi tassi di rotazione più alti dell'Unione: addirittura un parlamentare su tre lascia prima della fine del suo mandato. E' un mestiere complicato quello del parlamentare europeo. Quando si comincia a imparare qualcosa, si sono già fatte le valige, meglio i bauli, del rimpatrio. I cappellini pro-Barack sono "one size fits most", una taglia va bene per molti, ma non per tutti. Chi vuole metterseli in testa deve accettare di cambiare le regole di selezione della classe politica. Basta col finanziamento pubblico dei partiti. Basta con le liste bloccate. Meno parlamentari e, quei pochi, scelti con cura dalla base dei partiti nell'ambito di primarie vere, il cui esito non è precostituito dalle segreterie. C'è qualcuno lassù disposto a raccogliere questa sfida? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-4048616136386629397?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/4048616136386629397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=4048616136386629397' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/4048616136386629397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/4048616136386629397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/11/una-missione-per-la-politica.html' title='Una missione per la politica'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-1114907465813431946</id><published>2008-11-09T19:30:00.000+01:00</published><updated>2008-11-09T19:31:32.424+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;Dobbiamo vedere non le idee generiche ma come si possono realizzare le cose. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;Vittorio Foa (1910 - 2008)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-1114907465813431946?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/1114907465813431946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=1114907465813431946' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1114907465813431946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1114907465813431946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/11/dobbiamo-vedere-non-le-idee-generiche.html' title=''/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-7421975951723458545</id><published>2008-11-09T12:58:00.003+01:00</published><updated>2008-11-09T12:59:20.805+01:00</updated><title type='text'>La Telefonata</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SRbQgN4lWhI/AAAAAAAAAek/xBDwMZFEKLo/s1600-h/GIANNELLI09.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266626066157754898" style="DISPLAY: block; 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"E IO DICO: YES, WE CHANGED"</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SRJZs0hOuhI/AAAAAAAAAeU/_3oKjVNU0fQ/s1600-h/BarackCapitol.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265369540896668178" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 389px; CURSOR: hand; HEIGHT: 336px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SRJZs0hOuhI/AAAAAAAAAeU/_3oKjVNU0fQ/s400/BarackCapitol.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Una vittoria schiacciante, netta, totale, inappellabile. Un esito addirittura imprevedibile nelle proporzioni in cui è maturato: circa il doppio dei grandi elettori ottenuti dal rivale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;McCain&lt;/span&gt; ed un vantaggio netto anche nel voto popolare non lasciano spazio a recriminazioni: in una notte sono stati spazzati via tutti i dubbi sulla regolarità del voto, tutti i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;retropensieri&lt;/span&gt; sul pregiudizio razziale che avrebbero potuto condizionare molti elettori nel segreto dell’urna. L’America, come sempre nei momenti cruciali della propria storia, dimostra ancora una volta di non avere paura del cambiamento, nonostante le sue contraddizioni. Molti cercheranno di gettare acqua sul fuoco, di raccomandare prudenza, di predicare concretezza. Io non voglio essere tra questi, almeno oggi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ accaduto qualcosa di grandioso questa notte, la cui portata è difficilmente comprensibile: non c’è in gioco, infatti, solo l’aspetto emozionale della vicenda, ma il senso di una prospettiva storica .&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Immanuel&lt;/span&gt; Kant nel 1798 pubblicava “Se il genere umano sia in costante progresso verso il meglio”, uno dei saggi più straordinari che il XVIII secolo abbia partorito. Kant, pur riconoscendo senza sconti le atrocità e gli eccessi della Rivoluzione Francese, la considerava un segno, un indicatore del fatto che sì, nonostante tutto, la Storia viaggia sempre in una direzione, quella del progresso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ebbene, l’elezione di Obama mi sembra un segno , una bandiera piazzata, mossa da un vento che spira sempre dalla stessa parte, anche se a volte con intensità scarsa o nulla: basti pensare alla condizione dei neri due secoli fa, basti pensare al fatto che ci volle una sentenza della Corte Suprema nel 1954 per consentire ai ragazzi di colore di frequentare le università .&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse Obama non sarà il miglior Presidente degli Stati Uniti d’America e deluderà i milioni di elettori che è riuscito a mobilitare per arginare la deriva alimentata dall’illusione liberista, dall’incompetenza di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Bush&lt;/span&gt; e da una politica estera fallimentare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; Il punto è però un altro, sostanziale, seppur in molti ne riconoscano solo il valore simbolico: un afroamericano sarà l’uomo più potente – e con le maggiori responsabilità – del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa notte si è aperta una era nuova, piena di incognite, ma soprattutto di grandi speranze.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'America ha dimostrato di essere pronta per il primo presidente nero, che sarà ora chiamato al compito più difficile. Guidare il Paese certo, ma anche evitare di deludere le enormi aspettative che si sono andate creando nel corso della campagna elettorale, che lo stesso senatore democratico ha contribuito a creare con il suo messaggio, - speranza e cambiamento, - ripetuto migliaia di volte, durante ogni comizio, ogni intervista, ogni discorso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; Obama ci ha creduto e, lasciando con un palmo di naso i suoi detrattori, che lo ritenevano troppo o troppo poco, - troppo giovane, inesperto, arrogante, troppo poco qualificato, addirittura troppo poco nero, - ha strappato una vittoria storica. Un risultato che riporta alla memoria leader che sono stati in grado di cambiare l'America, dall'ex presidente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;John&lt;/span&gt; F. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Kennedy&lt;/span&gt; al leader dei diritti civili Martin &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Luther&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;King&lt;/span&gt;, il cui segno è rimasto indelebile, e non solo per la loro tragica fine.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;E noi?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Obama ha dichiarato: “Gli Stati Uniti sono il posto dove tutto è possibile”. Obama, giovane, colto, slanciato, intelligente, di colore, parla di futuro, di innovazione. “Il cambiamento è arrivato”, ha detto. “La nostra vittoria è partita dal basso”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; Da noi quando arriverà? Gerontocrazia e oligarchia regnano ovunque.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' come se vivessimo in una stanza piena di aria viziata. Chi vuole aprire la finestra, portare venti di cambiamento, puliti, onesti, viene massacrato, o emarginato, combattuto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' come se stanotte si fosse tutti invecchiati di colpo. Cosa siamo diventati? Cosa ci aspetta senza un cambiamento radicale? Forse riusciremo a spalancare la finestra, loro non molleranno mai, noi neppure. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-223966310061171386?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/223966310061171386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=223966310061171386' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/223966310061171386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/223966310061171386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/11/obama-presidente-usa-e-io-dico-yes-we.html' title='OBAMA PRESIDENTE USA. &quot;E IO DICO: YES, WE CHANGED&quot;'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SRJZs0hOuhI/AAAAAAAAAeU/_3oKjVNU0fQ/s72-c/BarackCapitol.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-107348331109438831</id><published>2008-11-01T09:07:00.000+01:00</published><updated>2008-11-01T09:10:27.404+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQwO0cvs_HI/AAAAAAAAAeE/wwhN1c9c06k/s1600-h/staino+crisi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263598358721526898" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 304px; CURSOR: hand; HEIGHT: 355px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQwO0cvs_HI/AAAAAAAAAeE/wwhN1c9c06k/s400/staino+crisi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-107348331109438831?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/107348331109438831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=107348331109438831' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/107348331109438831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/107348331109438831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/11/blog-post.html' title=''/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQwO0cvs_HI/AAAAAAAAAeE/wwhN1c9c06k/s72-c/staino+crisi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-5195039282714193710</id><published>2008-11-01T08:52:00.004+01:00</published><updated>2008-11-01T09:02:05.517+01:00</updated><title type='text'>RINNOVAMENTO nel PD</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Corriere della Sera &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2008-11-01&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Cuperlo attacca il braccio destro di Walter: no alla pulizia etnica&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;«Rinnovamento». «Voi sconfitti» Pd, lite veltroniani-dalemiani&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Bettini: ora facce nuove. E Sposetti: siamo lontani dalla gente&lt;br /&gt;Il duello nato da un intervento sul «Riformista». E Lusetti: Bettini si rilegga gli scritti di Max&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Weber &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ROMA — Nuova lite nel Pd. Fra chi vuole il ricambio generazionale nei quadri di partito. E chi invece rivendica un ruolo per la vecchia dirigenza. Fra veltroniani e dalemiani, ma non solo. Stavolta ad accendere la miccia è stato Goffredo Bettini, molto vicino a Walter Veltroni, con un intervento sul Riformista. Lo «stratega » del Pd romano, rispondendo all'intervista rilasciata il giorno precedente dal deputato triestino Gianni Cuperlo, ha proposto un rinnovamento puntando sui giovani per scongiurare il rischio del leaderismo, ma ha scatenato vivaci reazioni non solo del dalemiano Ugo Sposetti, ma anche del rutelliano Renzo Lusetti.«La novità su cui insisto — ha scritto Bettini sul quotidiano diretto da Antonio Polito — deve essere il protagonismo di facce nuove e di certi pensieri, emozioni, sensibilità politiche che solo i giovani possono avere. Il rinnovamento del partito non prevede affatto l'emarginazione delle generazioni precedenti». Per Bettini, «questi giovani ci sono» (nei giorni scorsi aveva citato a titolo di esempio Matteo Colaninno e Marianna Madia come i nomi per il futuro del Ps) e «se non dovessimo riuscire a costruire un vero nuovo partito sempre più larghi pezzi di noi assomiglierebbero nella pratica quotidiana ai nostri avversari. Leaderismo in alto, scambio, mercato, clientele (quando non corruzione) nei piani bassi e diffusi nell'esercizio del potere. Saremmo noi stessi la concausa della crisi».Duro il commento di Sposetti, ex tesoriere Ds: «Sono forse così tanto anziano che nemmeno le esperienze passate mi aiutano a capire dove stiamo andando e come si può partecipare democraticamente alla vita del nostro partito, ma se il gruppo dirigente si auspica sia costituito dagli stessi uomini che hanno portato alla sconfitta a Roma, allora proprio non capisco». Secondo Sposetti il Pd si «è allontanato dalla gente della quale non riusciamo più a comprendere i bisogni » e «mi auguro che ai nuovi dirigenti scampati alla mannaia dell'anagrafe sia riconosciuta autonomia» e che «si trovino rapidamente nuove modalità di discussione e di confronto» proprio per scongiurare «leaderismo in alto, scambio, mercato e clientele quando non corruzione nei piani bassi ».Gianni Cuperlo, considerato vicino a Massimo D'Alema, ha a sua volta replicato a Bettini: «Non si rinnova il Pd con la pulizia etnica. Sono preoccupato per il modo in cui molti, fra cui lo stesso Bettini, affrontano il nodo del rinnovamento. Ci sono due modi: riconoscere l'autorevolezza di una nuova generazione quando si manifesta. L'altro è usare la retorica giovanilistica come una clava, quella secondo cui bisogna sgomberare il quartier generale dai vecchi arnesi ». E sarebbe appunto questa seconda strada quella scelta da Bettini e dai veltroniani. Secondo Renzo Lusetti, «la classe dirigente non si inventa, non si improvvisa, non si coopta nei partiti ma cresce con gradualità, nella quotidianità del lavoro politico». Il deputato rutelliano suggerisce a Bettini «la lettura di Max Weber che ha fatto dei saggi molto interessanti sulla leadership e su come essa sia legittimata dal consenso e dal carisma. Bisognerebbe tener conto di queste due cose per esercitare una capacità di convinzione sul-l'elettorato ».Proprio ieri, dalle colonne di Repubblica, Massimo D'Alema aveva invitato il leader del Pd a rivedere la strategia, affermando che «nel Pd si deve aprire una nuova fase», «Veltroni coinvolga tutti, il profilo riformista del partito va alzato». D'Alema ha anche aggiunto che comprende «l'appello di Veltroni all'unità, ma deve prendere lui l'iniziativa, altrimenti non ci si lamenti se poi nascono le fondazioni».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-5195039282714193710?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/5195039282714193710/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=5195039282714193710' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5195039282714193710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5195039282714193710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/11/rinnovamento-nel-pd.html' title='RINNOVAMENTO nel PD'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-3361894556963587357</id><published>2008-10-31T18:51:00.003+01:00</published><updated>2008-10-31T19:09:04.271+01:00</updated><title type='text'>L'INTERVISTA A MASSIMO D'ALEMA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La Repubblica&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;VENERDÌ, 31 OTTOBRE 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Pagina 11&lt;br /&gt;I moderati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Tra Berlusconi e il paese idillio finito nel Pd si deve aprire una nuova fase"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D´Alema: Veltroni coinvolga tutti, il profilo riformista va alzato&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Lavoriamo ad una vasta coalizione per tornare a dialogare con i ceti moderati che hanno votato Berlusconi&lt;br /&gt;Capisco l´appello di Walter all´unità ma è lui che deve prendere l´iniziativa altrimenti non ci si lamenti se nascono le fondazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;MASSIMO GIANNINI&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ROMA -&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;«La protesta di massa sulla scuola, la drammatica crisi economica che attanaglia famiglie e imprese. Ormai è evidente: l´idillio tra Berlusconi e l´Italia si sta incrinando e la vicenda della legge elettorale europea, di cui apprezziamo il ritiro, non è solo il risultato della fermezza dell´opposizione ma anche di difficoltà interne alla maggiranza. Di qui dobbiamo partire per rifondare un nuovo centrosinistra, che rappresenti agli occhi dei cittadini un´alternativa vera e credibile per il futuro governo del Paese». &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ammainate le bandiere della grande manifestazione del 25 ottobre, Massimo D´Alema scende in campo e suona la carica al Partito democratico e a Veltroni. «Adesso - dice l´ex premier ed ex ministro degli Esteri - bisogna lavorare per costruire intorno al Pd una vasta coalizione democratica, e che ci permetta di alzare il nostro profilo riformista, di dialogare con tutte le opposizioni, di parlare ai ceti moderati che hanno votato Berlusconi, e che ora capiscono la sua palese inadeguatezza».&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Onorevole D´Alema, non è che state scommettendo un po´ troppo su questa «fine della luna di miele» tra il Cavaliere e gli italiani? «Nessuna illusione. Ma non possiamo non vedere quello che sta succedendo. L´Italia attraversa una crisi senza precedenti, che sarà di lungo periodo. Si è ormai dissolta l´idea che Berlusconi vivesse una sorta di `luna di miele permanente´ con il Paese. Stanno esplodendo i primi, seri problemi nel rapporto tra il governo e i cittadini. Sta crollando come un castello di carta la straordinaria `fiction´costruita dal governo in questi mesi. Ci sono problemi enormi, il governo li ha gravemente sottovalutati e oggi dimostra di non avere la forza per affrontarli con la necessaria radicalità».In realtà, l´unico serio «problema nel rapporto tra il governo e i cittadini», come lo chiama lei, riguarda la scuola.«E le pare una cosa da poco? Quello che sta accadendo sulla scuola merita una grandissima attenzione. Un insegnate mi faceva notare una cosa molto giusta: mentre nel 77 in prima fila c´era la parte meno qualificata del corpo studentesco, oggi in testa ai cortei ci sono i primi della classe, che non vedono più una prospettiva per il futuro. Perché questo succede: se tagli gli investimenti nelle università, blocchi il turn over e cacci i ricercatori, rubi il futuro agli studenti più bravi e più capaci. Ora, io penso che l´opposizione debba rispettare e non strumentalizzare i fatti. Ma gli scontri dell´altro ieri a Roma mi hanno enormemente allarmato. Ci sono aspetti che devono essere chiariti e che riguardano anche la condotta della polizia: il centro era tutto bloccato alla circolazione, per chiunque, eppure un furgoncino carico di mazze è potuto arrivare fino a Piazza Navona, dove ha scaricato la sua `merce´, e dove un gruppo di squadristi ha atteso il corteo degli studenti. Com´è possibile?».Comunque sulla scuola chi è senza peccato scagli la prima pietra.«E´ evidente, ma da questa crisi non si esce con le scelte primitive della destra. Giusto colpire gli sprechi e i privilegi, ma per farlo non si possono prosciugare le risorse di tutta la scuola. Giusto colpire gli abusi al diritto di assistenza dei disabili, ma per farlo non si può eliminare il diritto. Giusto colpire i casi di `baronato´ e i corsi universitari con un solo studente, ma per farlo non si può tagliare 1 miliardo di euro a tutta l´università. L´autonomia non è arbitrio. E il fatto che non ci siano i soldi è una scusa. Le scelte compiute dal governo su Alitalia alla fine costeranno 2 miliardi ai contribuenti. La soppressione dell´Ici per i più abbienti è costata 3,5 miliardi.Quei soldi c´erano. Il problema è che sono stati usati per effettuare una politica redistributiva a favore della parte più ricca del Paese. Quindi il governo non è stato costretto a tagliare: ha fatto una scelta, ben precisa. Ed è una scelta di destra che il Paese mostra di non gradire».Lei ha qualche dubbio sul referendum contro la legge Gelmini.Perchè?«Non è questione di dubbi. Penso che il referendum è uno strumento monco e improprio, perché i tagli alla scuola approvati in Finanziaria non sono materia da referendum, e le norme della Gelmini, se e quando il referendum si facesse, cioè all´incirca nel 2010, avranno già prodotto i loro effetti. Quindi io dico: raccogliamo pure le firme, ma impegniamoci davvero, qui ed ora, per costringere il governo a un cambiamento di rotta».Quali altri segnali vede, di questa incrinatura tra il governo e il Paese? «C´è il profondo malessere che sta crescendo dentro la stessa maggioranza sulla riforma delle legge elettorale per le europee.Su questo abbiamo fatto una riunione con tutti i gruppi parlamentari. Ebbene, oltre a una convergenza sul tema specifico, è emersa la preoccupazione condivisa sulla visione della democrazia di questa maggioranza: questa idea oligarchica, presidenzialista e plebiscitaria del potere, indebolisce la democrazia e produce solo una parvenza di decisionismo».Ma la denuncia di questa situazione, e tutti i no che ne derivano, basta a voi dell´opposizione per mettervi l´anima in pace? «No, non basta. E qui veniamo al cuore del problema. Questa crisi, drammatica, non è solo della maggioranza, è del Paese. E questo da un lato getta le basi per una prospettiva politica nuova, dall´altro lato carica l´opposizione di una grande responsabilità. &lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;em&gt;Dobbiamo alzare nettamente il nostro profilo riformista. Dobbiamo ridefinire il progetto politico dell´opposizione, e aprire una fase nuova che ci consenta di creare un campo di forze per l´alternativa&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;. E non sto parlando di nomenklatura, ma di pezzi della società italiana, di ceti moderati, di classi dirigenti, che devono tornare a guardare a noi come a un nuovo centrosinistra di progetto e di governo, che non riproduca i limiti e gli errori del passato. La costruzione di questa coalizione va di pari passo con la nostra capacità di parlare al Paese, che non è solo quello che scende in piazza».La vostra piazza del 25 ottobre non doveva servire proprio a questo? «E´ stata una piazza molto bella, soprattutto perché è stata festosa.&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Tuttavia, dopo il grande sforzo comune di quella manifestazione, mi piacerebbe adesso che l´insieme del gruppo dirigente fosse coinvolto in una riflessione per il rilancio della nostra prospettiva&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. Capisco l´appello di Veltroni all´unità, ma è innanzitutto da lui che deve venire l´iniziativa per favorirla e renderla efficace. Siamo in uno scenario che sta cambiando profondamente. Siamo passati dall´illusione di una partnership con Berlusconi per fare le riforme (quello che Ferrara sul Foglio sintetizzava con l´espressione `Caw´), ad una aspra conflittualità, di cui innanzitutto il premier porta la responsabilità. Ora, però, è molto importante dare anche forza propositiva alla nostra iniziativa e rilanciare la capacità di dialogare con l´intera società italiana».Partiamo dall´opposizione. Il suo ragionamento implica che, a partire da Di Pietro, vadano ridiscusse le alleanze. E´ così? « &lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Prima ancora di questo occorre mettere a fuoco un nuovo progetto riformista e riformatore per l´Italia, sul quale cercare il massimo dei consensi possibili, e non solo nell´opposizione. I temi non mancano: dai meccanismi per il voto europeo al federalismo, dal referendum sulla legge elettorale al Mezzogiorno&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. Insomma, anziché una inutile discussione tra di noi se si debba guardare a destra o a sinistra, ciò che dobbiamo fare è accrescere la nostra capacità di attrazione, a partire dal nostro progetto riformista e dall´iniziativa politica che mettiamo in campo. &lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;L´obiettivo, certamente, è quello di allargare il campo delle alleanze».E cosa intende quando parla di riflessione sul Pd e sulla sua organizzazione interna? &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;Siamo di nuovo alla diarchia conflittuale D´Alema-Veltroni? «No, nessuna diarchia e nessun conflitto. Ma per il Pd il problema non pienamente risolto continua ad essere quello della piena valorizzazione delle sue risorse. Andiamo verso la conferenza programmatica, e quello sarà un momento di verifica importante proprio per marcare il nostro profilo riformista. Questo richiederebbe il contributo di tutti, perché in caso contrario è inevitabile che le forze si disperdano. &lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Se non è il partito a chiamare ed impegnare tutti, non ci si può lamentare se nascono fondazioni, associazioni, e iniziative di vario segno»..&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; La sua Red come la vogliamo giudicare? «Io mi occupo della Fondazione Italianieuropei. Red è un´associazione che ci aiuta a sviluppare i nostri progetti, e sta coinvolgendo molte persone anche fuori dal Pd. Non c´è nulla di anormale in questo. E´ sbagliata l´immagine di un partito che si identifica in un principe buono, minacciato da un gruppo di pericolosi oligarchi cattivi».E questa idea chi la mette in giro, se non tutti voi messi insieme? «Io non mi riconosco tra i diffusori di questa immagine. Veltroni è il leader del Pd. Come sa io non ho incarichi e non ne cerco. Sono uno dei pochi che ha lasciato incarichi per favorire il rinnovamento. Ma in questo partito c´è un gruppo dirigente formato da molte personalità, e non da oligarchi cattivi. Questo gruppo dirigente è anche una garanzia del rapporto tra il Pd e il Paese. Mettere al lavoro queste persone, vecchie e giovani, non indebolisce Veltroni, ma al contrario lo rafforza».E il congresso straordinario che fine ha fatto? Ormai si farà dopo le europee.«Non ho mai chiesto che si tenesse un congresso straordinario. Il congresso com´è previsto dallo statuto, si terrà dopo le europee».Comunque di tempo ne avete. Il Cavaliere vi consiglia un riposo di 5 anni.«Berlusconi non ha molto da ironizzare. I sondaggi dicono che le difficoltà della maggioranza sono serie, il governo ha perso 18 punti. Ma la fine dell´idillio non si traduce in un travaso di consensi dalla maggioranza all´opposizione. Quando un Paese non ha fiducia né nel governo, né nell´opposizione significa che c´è il rischio di una democrazia più debole. Anche per questo è urgente rilanciare non solo la nostra battaglia di opposizione, ma il nostro progetto politico. Il partito del centrosinistra riformista è nato per questo».&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-3361894556963587357?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/3361894556963587357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=3361894556963587357' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3361894556963587357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3361894556963587357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/lintervista-massimo-dalema.html' title='L&apos;INTERVISTA A MASSIMO D&apos;ALEMA'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-5661069989994466741</id><published>2008-10-26T08:31:00.002+01:00</published><updated>2008-10-26T09:37:28.795+01:00</updated><title type='text'>ROMA. «Noi al Circo Massimo, Berlusconi al massimo al circo».</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQQsIJ7kYbI/AAAAAAAAAd8/lLAreBlt44c/s1600-h/NZ_261008_E_03.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5261378783291924914" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 261px; CURSOR: hand; HEIGHT: 391px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQQsIJ7kYbI/AAAAAAAAAd8/lLAreBlt44c/s400/NZ_261008_E_03.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;DOMENICA, 26 OTTOBRE 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La folla grida a D’Alema: sei meglio di Clooney&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ROMA. «Noi al Circo Massimo, Berlusconi al massimo al circo». Porta la firma del gruppo Venturina, provincia di Livorno, uno dei cartelli più ironici preparati dai militanti del Pd che ieri hanno invaso Roma come un fiume in piena. Due milioni e mezzo di persone a sentire gli organizzatori, arrivate da ogni angolo della penisola. Una risposta oceanica, un mare di bandiere che hanno attraversato la città da piazza dei Partigiani e piazza della Repubblica per riunirsi al Circo Massimo e dire basta al governo Berlusconi, ai tagli di Tremonti, alle riforme della Gelmini, al razzismo, ai salari da fame, ai lodi salvapotenti e a tutte le mafie. I treni speciali e gli autobus di linea hanno cominciato ad arrivare nella capitale alle prime luci dell’alba. Delegazioni da tutte le regioni, dalla Lombardia alla Toscana, dal Lazio alla Sicilia, dall’Emilia Romagna alla Calabria, dall’Umbria all’Abruzzo. Gente comune, mica no global. Impiegati, insegnanti, pensionati, professionisti, operai, precari licenziandi, cassintegrati, famiglie con zainetti dai quali spuntano panini arrotolati nella carta stagnola. Quasi tutti over cinquanta, e spesso anche sessanta. I due cortei gemelli hanno sfilato pacati e imponenti, aperti da un grande striscione con una citazione del senatore Leopoldo Elia, padre costituente da poco scomparso: «Abbiamo il dovere morale di mantenere in vita tutte le libertà conquistate per i nostri figli, per i nostri nipoti, di conservarle, valorizzarle, difenderle». Tra la folla che si incanala lungo via Cavour, il corteo più nutrito, spicca una parte del gruppo dirigente nazionale. Ci sono Piero Fassino e Anna Finocchiaro. Ci sono Franco Marini ed Enrico Letta. Walter Veltroni, invece, fa la spola tra i due cortei. E quando arriva la gente lo accoglie con un boato. «Walter ci siamo tutti», gli grida un manifestante della sezione Pd del Prenestino mentre la folla inizia a scandire lo slogan «Chi non salta Berlusconi è», fin quasi a far tremare l’asfalto, mentre a piazza dei Partigiani la folla invoca unità e acclama Massimo D’Alema come una star. «Massimo sei meglio di Clooney», urla qualcuno. Ma la gente, nonostante i numeri, non dà problemi al rodato servizio d’ordine del partito. I cortei sfilano disciplinati tra migliaia di bandiere del Pd, ritmati dal suono dominante di fischietti e tamburelli. Qualche gruppo intona «Bella ciao», altri optano per l’inno di Mameli. C’è anche uno striscione con la scritta «Barack Obama». I ragazzi che lo tengono issato per le strade del centro hanno una maglietta che è una dichiarazione di voto a favore del senatore nero dell’Illinois, candidato democratico alla Casa Bianca: «Americans in Italy for Obama». Qualcuno innalza un cartello artigianale scritto a pennarello: «Disintossicatelo». Tanti indossano una maglietta verde dove si legge che «il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini». Altri giovanissimi che sono in piazza per la prima volta e rifiutano etichette di partito al ministro della Pubblica Istruzione hanno invece dedicato un santino: «Beata Ignoranza». Più degli studenti, però, stavolta sono gli anziani e i pensionati. «Niente inciuci. Il portafoglio è vuoto», ammonisce un cartello. «25 aprile, 1º maggio, 2 giugno», ricorda un altro striscione. (n.a)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-5661069989994466741?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/5661069989994466741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=5661069989994466741' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5661069989994466741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5661069989994466741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/roma-noi-al-circo-massimo-berlusconi-al.html' title='ROMA. «Noi al Circo Massimo, Berlusconi al massimo al circo».'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQQsIJ7kYbI/AAAAAAAAAd8/lLAreBlt44c/s72-c/NZ_261008_E_03.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-7875873063661012448</id><published>2008-10-25T20:42:00.003+02:00</published><updated>2008-10-25T20:54:00.562+02:00</updated><title type='text'>" Signore perdonali, perché a noi  non  ci riesce"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Illuminante anche l'intervento  del Senatore a vita Cossiga sui futuri percorsi formativi&lt;br /&gt;"In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...Lasciar fare gli universitari . Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città   Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri . Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano  Soprattutto i docenti,non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. "&lt;br /&gt; Ma l'istigazione a delinquere è stata abolita? Perché con tutti questi lodi ... non ci si capisce più nulla !&lt;br /&gt;Turms&lt;br /&gt;       &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Pensierino della sera &lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; Per coloro che  continuano a sostenere questa "elite" governativa  possiamo  forse  richiedere l'intervento divino : &lt;br /&gt;                         " &lt;em&gt;Signore perdonali, perché a noi  non  ci riesce&lt;/em&gt;. "&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sacripanti.blog.tiscali.it//index.shtml"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;http://sacripanti.blog.tiscali.it//index.shtml&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse qualcuno potrebbe pensare che è un vecchio rimbambito, un picconatore suonato dalle sue stesse picconate, ma non è così. Egli non è nuovo a questa ideologia della violenza e le cose che ora dice le ha fatte davvero quando era ministro dell'Interno. La povera Giorgiana Masi è un esempio dell'uso sistematico della provocazione come strumento di ordine pubblico, ma ci sono molti altri casi. Per questo durante il movimento del '77 molti di noi giovani in tutta Italia andavano nottetempo a scrivere 'Kossiga boia' con la K e la doppia s alla nazista, nelle città come in provincia, e di giorno manifestavano la rabbia e il desiderio di un paese migliore e più democratico. Ma vinse lui... dopo essere stato Ministro dell'Interno nel '77 e nel '78, ministro al tempo dell'uccisione di Aldo Moro, negli anni '80 è stato fatto anche Presidente della Repubblica. Incredibile. Infatti, e non solo per questo, l'Italia è ulteriormente peggiorata e la sua classe dirigente ne è lo specchio fedele. E oggi ritira fuori quell'ideologia fascista perché sa di non predicare nel deserto e di trovare orecchie attente... purtroppo i pericoli per questa debole democrazia non finiscono mai.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rossano Pazzagli&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;dal  &lt;a title="cantiere_della_democrazia@yahoogroups.com" href="mailto:cantiere_della_democrazia@yahoogroups.com"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Cantiere della democrazia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-7875873063661012448?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/7875873063661012448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=7875873063661012448' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7875873063661012448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7875873063661012448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/signore-perdonali-perch-noi-non-ci.html' title='&quot; Signore perdonali, perché a noi  non  ci riesce&quot;'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-3733150236574730609</id><published>2008-10-23T23:33:00.002+02:00</published><updated>2008-10-23T23:37:44.444+02:00</updated><title type='text'>UNIVERSITARI IN PIAZZA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQDuZb2adbI/AAAAAAAAAdk/sOZtAFZkMqY/s1600-h/universitarinpiazza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260466485508863410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 170px; CURSOR: hand; HEIGHT: 126px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQDuZb2adbI/AAAAAAAAAdk/sOZtAFZkMqY/s400/universitarinpiazza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQDuY0dmlYI/AAAAAAAAAdc/FljcWOxUtvo/s1600-h/berluscaz.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260466474935817602" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 133px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQDuY0dmlYI/AAAAAAAAAdc/FljcWOxUtvo/s400/berluscaz.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://universitarinpiazza.giovani.it/diari/2875662/berlusconi_non_permetteremo_occupazioni_scuole_e_universit_saranno_sgombrate_dalla_polizia.html"&gt;&lt;strong&gt;Berlusconi: "Non permetteremo occupazioni. Scuole e università saranno sgombrate dalla polizia"&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Non permetteremo che vengano occupate scuole e università". Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi con il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "E' una violenza, convocherò oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine"."L'ordine deve essere garantito. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule".Ieri 21 ottobre in Piazza Cadorna a Milano si sono verificati i primi scontri tra studenti che tentavano di arrivare in stazione e polizia decisa ad impedire il blocco dei binari. Oggi le dichiarazioni del premier fanno intendere che il governo userà "il pugno duro" contro le occupazioni proprio mentre si annuncia che la Facoltà di Lettere di Torino è stata occupata. La situazione sta precipitando? &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-3733150236574730609?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/3733150236574730609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=3733150236574730609' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3733150236574730609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3733150236574730609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/universitari-in-piazza.html' title='UNIVERSITARI IN PIAZZA'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQDuZb2adbI/AAAAAAAAAdk/sOZtAFZkMqY/s72-c/universitarinpiazza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-6809776424999093176</id><published>2008-10-23T23:29:00.001+02:00</published><updated>2008-10-23T23:30:53.597+02:00</updated><title type='text'>Informazioni</title><content type='html'>&lt;a id="target1" href="mms://videowm.palazzochigi.it/gelmini221008.wmv" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Video Berlusconi su scuola e forze dell'ordine&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dal minuto 21 al minuto 22 circa&lt;br /&gt;Fonte: governo.it&lt;br /&gt;&lt;a id="target2" href="http://www.partitodemocratico.it/salvalitalia/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Come venire alla manifestazione PD&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fonte: partitodemocratico.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a id="target3" href="http://www.studenti.it/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Manifestazioni degli studenti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-6809776424999093176?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/6809776424999093176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=6809776424999093176' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/6809776424999093176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/6809776424999093176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/informazioni.html' title='Informazioni'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-5989785605327653980</id><published>2008-10-23T14:07:00.000+02:00</published><updated>2008-10-25T14:14:30.101+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQMMy1wfJfI/AAAAAAAAAd0/X1npGsYDXNo/s1600-h/youdemreporter.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5261062857262310898" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 238px; CURSOR: hand; HEIGHT: 142px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQMMy1wfJfI/AAAAAAAAAd0/X1npGsYDXNo/s400/youdemreporter.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/default.aspx"&gt;Vai a www.partitodemocratico.it&lt;/a&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQMMGuK-paI/AAAAAAAAAds/0BNRuK1Ua8U/s1600-h/25ott.jpg"&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5261062099311699362" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 207px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQMMGuK-paI/AAAAAAAAAds/0BNRuK1Ua8U/s400/25ott.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-5989785605327653980?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/5989785605327653980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=5989785605327653980' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5989785605327653980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5989785605327653980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/vai-www.html' title=''/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SQMMy1wfJfI/AAAAAAAAAd0/X1npGsYDXNo/s72-c/youdemreporter.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-784599628996653917</id><published>2008-10-22T20:15:00.002+02:00</published><updated>2008-10-22T20:20:14.454+02:00</updated><title type='text'>Ombre Cinesi</title><content type='html'>&lt;a href="http://sacripanti.blog.tiscali.it/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;http://sacripanti.blog.tiscali.it&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;"In Livorno e le elezioni " Claudio Frontera percepisce il clima di una città da troppo tempo senza identità, tormentata da vaganti ombre cinesi in cerca di un autore. Se accanto ad una presenza dell'uomo storicamente segnata non si riesce a comprendere il presente, prospettare il futuro diventa solo una pura esercitazione linguistica; è il valore d'uso del territorio che deve essere reinventato secondo scelte efficaci di carattere politico. Il non aver colto il mutamento complessivo che si è diversamente articolato nel nostro territorio nel corso degli anni ha eluso quella dinamica culturale, stimolo necessario per un'attività progettuale, ripensata in tutte le fruizioni possibili, nelle diverse variabili e non solo in chiave occupazionale.&lt;br /&gt;Ci sono almeno dieci anni di pura e semplice gestione della res pubblica cittadina, che ha volutamente ignorato ogni possibile confronto innovativo e come tale potenzialmente "creativo". Quando per gratuita supponenza si pensa di essere rappresentativi per una sorta di appartenenza "religiosa-partitica" o per innata supremazia etica , l'ottusità politica trionfa sicuramente e non allontana quella storica diffidenza nei confronti del centro sinistra che il PD ha in parte ereditato..&lt;br /&gt;In un'assemblea del PD ho avuto modo di ricordare che questo deve essere il momento massimo dell'ascolto, ascoltare chi, con nuovo entusiasmo si è avvicinato al PD, ma qualche dotto inquisitore d'apparato ha immediatamente osservato che l'ascoltare potrebbe essere interpretato come una possibile deficienza dialettica! ...&lt;br /&gt;Nella società del disincanto non essere capaci di ascoltare apre ulteriori foschi scenari e tra l'altro mette in discussione anche lo zoccolo duro: non si è, infatti, capito che molti di noi "ragazzi" del ‘46 ( ed anni limitrofi), per meglio capirci, quelli dai tanti sogni infranti che sempre hanno costituito gli irriducibili votanti del partito di maggioranza nella nostra città, abbiano esaurito la loro vocazione, logorati da una vacua ed abulica dialettica politica, stanchi di un sistema mercenario di regime e di una totale assenza di meritocrazia, e potrebbero serenamente, senza troppo chiasso, decidere anche di non votare ...nonostante i sondaggi.&lt;br /&gt; E' vero, dei figli del dopo guerra si può anche fare a meno, ma almeno, è garantito il consenso delle nuove generazioni? La questione è dubbia, non si comprende, infatti, per quale motivo la discontinuità genetica dovrebbe sostenere "la continuità" di una forza politica e di personaggi inaffondabili che si proclamano diversi e nuovi, ma imitano la politica degli avanzi e del personalismo del cavaliere.&lt;br /&gt;E' il momento di avere il coraggio di mettersi veramente in gioco a tutto campo con un confronto aperto con la cittadinanza attiva e riformista della città e con i giovani scesi in piazza in difesa della scuola pubblica ed evitare di confrontarsi solo nelle segrete stanze dei palazzi con gli amici degli amici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;em&gt;Giancarlo Sacripanti&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;P.S. Sia bene chiaro tutti hanno il diritto e in molti casi i meriti necessari per ricandidarsi o candidarsi per le prossime amministrative, ma ad una condizione: nel rispetto della democrazia partecipata e del confronto dialettico con gli elettori, ascoltare per capire perché molto è cambiato in questi ultimi anni...per una frase simile detta negli anni ‘90 nella direzione dei DS venni "monarchicamente " esiliato per lesa maestà. Speriamo bene...&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-784599628996653917?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/784599628996653917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=784599628996653917' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/784599628996653917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/784599628996653917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/ombre-cinesi.html' title='Ombre Cinesi'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-7111139671970776065</id><published>2008-10-21T08:15:00.002+02:00</published><updated>2008-10-21T08:18:59.295+02:00</updated><title type='text'>«La sinistra si confronti sulle questioni reali»</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il Tirreno&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;21/10/08&lt;br /&gt;Mi inserisco nell’analisi di Claudio Frontera sulle prossime elezioni amministrative pubblicata dal “ Il Tirreno “ il 15 ottobre scorso, da persona esterna al Partito Democratico ed alla maggioranza che amministra il Comune e la Provincia di Livorno, e come consigliera provinciale di Rifondazione Comunista, partito all’opposizione nelle due istituzioni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’ho trovata analisi interessante e, pur se di parte, ispirata da forte senso critico purtroppo motivato dalla realtà e dall’aspirazione alla politica dello spirito di servizio e della passione civile.Personalmente aggiungerei l’aspirazione alla prossimità dei/delle cittadini/e alle Istituzioni, alla percezione diffusa di far parte ognuno/a di una complessa attività sia programmatica che amministrativa includente, al vivere solidalmente in una Livorno ricca sì di problemi ma con un’anima ed un cuore pulsanti. Frontera, nel tratteggiare la Sinistra radicale la descrive incerta tra “ confrontarsi con una maggioranza che non fa concessioni programmatiche o restare all’opposizione “. Io ritengo che questo sia solo uno degli argomenti che impegnano la cosiddetta Sinistra radicale (per me oggi più che mai radicalità significa elaborazione di strumenti per l’ottenimento di risultati rispondenti ai bisogni presenti nella società). Gli altri argomenti sono, a mio parere e tra gli altri, reagire alla batosta elettorale, alla banalizzazione di “ tanto sono tutti uguali “, all’arroganza preistorica della maggioranza che governa il nostro Paese alimentando la paura nella popolazione. Alla drammatica situazione indotta dal Governo a lavoratori/trici dipendenti e pensionati/e tutta la Sinistra livornese dovrà trovare risposte forti, necessarie, efficaci. Certo le elezioni amministrative rappresentano per la comunità locale un momento di partecipazione diretta alla politica e mi piacerebbe che si vivessero con consapevolezza e rispetto ma anche con la volontà di innovare ciò che non ha finora convinto, di individuare modalità anche coraggiose, di soddisfare le tante esigenze della nostra città rispettandone l’habitat ambientale e culturale. Per l’amministrazione comunale c’è una grande questione sospesa: le migliaia di firme raccolte e divenute inutili per lo svolgimento del referendum sull’offshore. E’ una questione di democrazia che non può essere rimossa. La congiuntura economica è preoccupante, certo e non solo per Livorno, ma riscoprire la voglia di confrontarsi sulle questioni reali senza condizionamenti precostituiti, sarebbe sicuramente il miglior auspicio per la nostra comunità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Graziella Pierfederici&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;consigliera provinciale del partito della Rifondazione Comunista&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-7111139671970776065?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/7111139671970776065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=7111139671970776065' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7111139671970776065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7111139671970776065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/la-sinistra-si-confronti-sulle.html' title='«La sinistra si confronti sulle questioni reali»'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-2585821079640677197</id><published>2008-10-20T23:17:00.002+02:00</published><updated>2008-10-20T23:22:01.028+02:00</updated><title type='text'>Dal coordinatore cittadino dell'ASSOCIAZIONE  INCONTRIAMOCI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Istruzione: non solo tagli ma strategie studiate a tavolino&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Molto si è parlato in questi giorni della “bufera Gelmini” con tutto il flusso di detriti che porta con sé un’ondata di piena che di fatto copre quanto di buono si era cominciato a fare per avvicinare l’Italia ai nuovi standard europei di istruzione e formazione che partiranno ufficialmente e presumibilmente senza ritardi dal 2012.&lt;br /&gt;In tutte queste discussioni si è spesso attribuito al decreto che vuol riformare il sistema scolastico una sottesa volontà non tanto dettata da scelte di merito ma semplicemente dalla necessità di far quadrare i bilanci dello stato facendo passare l’idea che questa sia la vera ragione che travalica e domina quella della riforma del sistema scolastico.&lt;br /&gt;Ora, se sicuramente l’obiettivo di far quadrare il bilancio non è assente da questo ragionamento è anche vero che dobbiamo considerare se ci siano delle altre questioni, più nel merito delle scelte politiche di cui il governo Pdl è portatore e che si esprimono in modo chiaro anche riguardo ai temi dell’istruzione e della formazione. Parlare quindi solo di necessità di bilancio che dettano tutte le politiche del governo potrebbe essere solo una parte del problema e, da un certo punto di vista, neanche la più grave, per quanto negativa.&lt;br /&gt;Una prima considerazione riguardo all’approccio conservatore riguarda il concetto di costo applicato all’erogazione dei servizi pubblici, fra cui intendiamo anche l’istruzione e i servizi scolastici. Parlare in modo generico di tagli porta infatti con sé una precisa filosofia che vede il servizio pubblico solo come un costo e non già come investimento. Questo significherebbe, secondo il primo approccio, che un servizio pubblico, che quindi porta con sé un alto “ritorno” in termini di “valore sociale” viene interpretato solo dal punto di vista del valore economico nella misura in cui debba produrre utili o efficienza solo contabile.&lt;br /&gt;Il problema, che è tuttora parte di ampi dibattiti su scala mondiale su cui si interrogano molti economisti e sociologi a diversi livelli è che pare ormai accertato come un investimento sui servizi sociali, che di per sé può essere guidato si da criteri di efficienza  nell’utilizzo delle risorse ma senza essere comandato solo dall’analisi costo-beneficio economica deve (dovrebbe) essere misurato nel valore di crescita sociale che realizza verso una comunità, sia nazionale che territoriale/locale. Ed è pure ormai dimostrato come questo risultato sociale sia in realtà ben misurabile, non sia cioè solo una bella dichiarazione d’intenti. Infatti, attraverso specifiche analisi dell’incremento del Pil, sia a livello nazionale che locale è possibile misurare quanto un servizio strategico per la crescita sociale di una comunità possa incidere nel miglioramento dei parametri di misura del benessere della stessa.&lt;br /&gt;In questo senso un governo che parla solo di tagli alla scuola potrebbe far pensare che stia cercando di consolidare un vero e proprio approccio politico dettato da una precisa filosofia di pensiero di stampo un po’ antico e non già di rispondere solo a necessità di tipo contingente. E questo, se così fosse, sarebbe ancora più grave poiché dimostra il tentativo di incidere in modo profondo nel contesto e nei modi in cui si manifesta la vita sociale di un paese senza che i cittadini abbiano piena coscienza della reale portata del cambiamento che è in atto e, soprattutto, delle conseguenze negative che ne deriveranno oltre quelle immediate dei tagli al personale della scuola e il decadimento dei livelli qualitativi di erogazione dei servizi.&lt;br /&gt;Ma non è solo questo. L’altro approccio o filosofia che sembra essere sottesa  riguarda l’istruzione e la formazione e,  vede la contrapposizione fra un modello di apprendimento “cognitivo” (uso il termine per semplificare) rispetto ad un modello che valorizza i risultati di apprendimento (che è quello europeo). Cioè si assiste ancora una volta ad estenuanti dibattiti sui tempi di fruizione della materia oggetto di studio ma non si accenna a come i risultati di apprendimento, che ogni persona produce in modo diverso e  a seconda del contesto formativo-educativo in cui si trova a vivere, vengano in realtà prodotti e realizzati. Peccato che l’Unione Europea abbia “partorito” un sistema denominato EQF (European Qualification Framework) che identifica 8 livelli di apprendimento, da quello di base all’alta formazione, e che legge ogni livello in termini di risultato di apprendimento, in modo indipendentemente (come concetto) dai tempi e dai modi in qui questo possa essere avvenuto, in questo volendo considerare anche gli apprendimenti non formali che derivano da esperienze di lavoro o di vita e non solo quelle scolastiche in senso stretto.&lt;br /&gt;E’ questa una novità importante, che cela una sua complessità di cui qui non mi dilungo e sarà pienamente attuata a partire dal 2012 alla fine di un lungo periodo di sperimentazione, e che ha visto già molti soggetti muoversi nella giusta direzione, fra le prime sicuramente la Regione Toscana e lo stesso governo Prodi attraverso alcuni provvedimenti significativi presi dall’allora ministro Fioroni.&lt;br /&gt;Tutto questo che fine farà? Il dubbio è quindi che la nuova riforma che il ministro Gelmini ci propone sia espressione non solo della volontà di operare tagli, ma anche nell’intenzione di voler applicare una sorta vetero-liberismo (contrapposto al welfare, per quanto in discussione) e di una buona dose di antieuropeismo o euroscetticismo che dir si voglia. Di questo è opportuno essere consapevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Bettinetti&lt;br /&gt;Esperto di formazione, consulente Sistema Regionale delle Competenze, Regione Toscana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;L'articolo è stato pubblicato su Il Corriere di Livorno del 20 ottobre&lt;br /&gt; &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-2585821079640677197?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/2585821079640677197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=2585821079640677197' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2585821079640677197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2585821079640677197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/dal-coordinatore-cittadino.html' title='Dal coordinatore cittadino dell&apos;ASSOCIAZIONE  INCONTRIAMOCI'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-1264803649240689089</id><published>2008-10-20T22:46:00.003+02:00</published><updated>2008-10-20T22:57:21.836+02:00</updated><title type='text'>Sintonie</title><content type='html'>&lt;a href="http://ilprimocerchio.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;http://ilprimocerchio.blogspot.com/&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ci son due frasi che sento spesso in questo periodo, e denotano tutta la superficialità e l'arrendevolezza che ci sta opprimendo: "Da qualche parte si deve pur cominciare" e "Qualcosa bisogna pur fare". No! Si deve cominciare dalla parte giusta e fare cose sensate e ben fatte.Vi avviso che sto diventando intollerante verso chi le pronuncia, da qualche parte dovrò pur iniziare... di [domitilla]&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Se non l'avete visto in tv ieri sera, guardate il monologo della Littizzietto cliccando qui sotto. Verso la fine è molto efficace contro /&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;sulla Gelmini e anche molto divertente&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=K6FZ1UpA8oU"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;http://it.youtube.com/watch?v=K6FZ1UpA8oU&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-1264803649240689089?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/1264803649240689089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=1264803649240689089' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1264803649240689089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1264803649240689089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/sintonie.html' title='Sintonie'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-8104413590986416746</id><published>2008-10-19T17:22:00.003+02:00</published><updated>2008-10-19T17:35:02.293+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Libertà religiosa&lt;br /&gt;nel Mediterraneo?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Pensieri in margine a&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guido Bellatti Ceccoli, &lt;em&gt;Tra Toscana e Medioriente&lt;br /&gt;La storia degli arabi cattolici a Livorno&lt;/em&gt; &lt;em&gt;(sec. XVII-XX)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Livorno, EdiTasca, 2008&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ne parlano&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;dott. Claudio Frontera&lt;br /&gt;Associazione Incontriamoci&lt;br /&gt;prof. Renato Burigana&lt;br /&gt;Fondazione Giovanni Paolo II&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Coordina &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;dott. Andrea Faggioli&lt;br /&gt;Toscana Oggi &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Lunedì 20 ottobre ore 18.00&lt;br /&gt;Toscana OggiVia de Pucci 2 - Firenze&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-8104413590986416746?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/8104413590986416746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=8104413590986416746' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8104413590986416746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8104413590986416746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/libert-religiosa-nel-mediterraneo.html' title=''/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-4394247671880329195</id><published>2008-10-15T07:33:00.001+02:00</published><updated>2008-10-15T07:36:47.224+02:00</updated><title type='text'>Cercasi guizzo per non restare in ginocchio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;IL TIRRENO&lt;br /&gt;MERCOLEDÌ, 15 OTTOBRE 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pagina 1 - Prima Pagina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Livorno e le elezioni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;CLAUDIO FRONTERA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ci avviciniamo alle elezioni amministrative, appuntamento democratico fondamentale per le comunità locali, nelle quali si decide di cose concrete come lavoro, scuole, strade, servizi sanitari, traffico e impianti sportivi. In una città moderna, europea o, come direbbe D’Alema, “normale”, si sentirebbe discutere, ora più che mai, dei problemi cittadini e delle prospettive. Si farebbero confronti con altre città, per imparare dalle esperienze degli altri, si accantonerebbero per un momento fedi e ideologie per scoprirsi anime dello stesso villaggio, o meglio, come vuole la nostra Costituzione repubblicana, cittadini. Impegnati a discutere e a scegliere liberamente il futuro nostro e dei nostri figli. Nella nostra Livorno, invece, si assiste da troppo tempo e, marcatamente, da alcune settimane, ad una accesa personalizzazione della politica locale. C’è un sindaco in carica che si autoricandida per un nuovo mandato. C’è un misterioso sondaggio. C’è l’attivismo dell’ex sindaco, della cui giunta ha fatto parte l’attuale sindaco. Districarsi è difficile, come dimostrano i due più recenti editoriali che il direttore del Tirreno ha impiegato per interrogarsi su che cosa farà quello o quell’altro possibile candidato, quello o quell’altro dirigente del Pd. Del resto, come dargli torto? A Livorno il Pd parte da quota 54%. Gli altri partiti della coalizione sono, tutti insieme, meno di un decimo del Pd. La Sinistra radicale dopo il drammatico esito delle elezioni politiche discute se confrontarsi con una maggioranza che non fa concessioni programmatiche o restare all’opposizione. Il Centro-destra pare rassegnato in partenza alla sconfitta. La partita del governo locale sembra giocarsi quindi davvero soprattutto dentro il perimetro del Pd, nel quale sarebbe pertanto utile, per la città, un confronto autentico tra idee e programmi diversi. Si reagirebbe così positivamente all’ondata di personalismo, puntando sulla “bella politica”, quella della competenza e della responsabilità, della passione civile e dello spirito di servizio. Perché, sotto la cenere, cova anche qui la voglia di essere cittadini di una città politicamente normale, che si parlano, commentano e si interrogano. Ci sono aziende in crisi da anni, con le famiglie dei lavoratori appese alla cassa integrazione e altre che rischiano il ridimensionamento a causa del collasso della finanza globale. La disoccupazione o la precarietà giovanile e femminile aumentano. I servizi sanitari incontrano ogni giorno nuove difficoltà. La dispersione scolastica è tra le più alte della Toscana. Per un posto al nido si entra in lista di attesa insieme ad altre centinaia di famiglie. Sul porto si addensano le nubi della contrazione del commercio mondiale. Il turismo non decolla. Mai come adesso, dal dopoguerra, Livorno ha avuto bisogno di un guizzo, di una voglia di andare avanti, di trovare risposte e appare invece, a momenti, ripiegata su se stessa, come se stare in B sia in fondo un destino ineluttabile. La personalizzazione estrema della politica e una città senza progetto e senza ambizioni per il futuro sono due facce di una stessa medaglia, che si alimentano a vicenda. Fino a quando non ci decideremo a spezzare il cerchio del conformismo e dei pregiudizi, mettendo finalmente in campo idee e innovazioni vere e forti.&lt;/div&gt;Claudio Frontera&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-4394247671880329195?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/4394247671880329195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=4394247671880329195' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/4394247671880329195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/4394247671880329195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/cercasi-guizzo-per-non-restare-in.html' title='Cercasi guizzo per non restare in ginocchio'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-1435004720626042500</id><published>2008-10-14T13:55:00.003+02:00</published><updated>2008-10-14T14:00:13.964+02:00</updated><title type='text'>SUICIDIO DEL CAPITALISMO FACILE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;MARTEDÌ, 14 OTTOBRE 2008&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il Tirreno&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;LE RAGIONI DELLA CRISI&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;MASSIMO PAOLI&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;La crisi finanziaria che sta scuotendo il mondo, come tutti i grandi eventi economici mette in discussione il sistema. In molti oggi pensano di riconoscere in questa crisi l’inizio della fine del capitalismo. In realtà il capitalismo cui sembrano pensare quelli che ritengono o sperano che abbia finalmente iniziato il suo definitivo declino è già morto da tempo, e senza averli avvertiti. Questa infatti non è la crisi del capitalismo liberale, è semmai, la crisi prima di tutto ideologica, oltre che tecnica, della degenerazione di quella forma del capitalismo. E’ la sconfitta di un sistema di valori che non appartiene affatto al rigore ideale di quel modello (che, vedrete, da domani sarà rievocata e rimpianta da molti). E’ la crisi del capitalismo oligarchico-populista e post-industriale, del capitalismo facile, quello di carta appunto, nel quale anche un “bischero” qualsiasi può fare soldi e un “genio” perderli, perché il principio non è più lo “scambio” di un bene o servizio che prima di tutto deve essere pensato e poi prodotto con tutti i rischi e la complessità che ciò comporta, ma la “scommessa” fine a sé stessa. Un capitalismo che non richiede competenze tecnologiche e organizzative, saperi ed esperienze, è il capitalismo dei 28enni (mille scuse ai 28enni bravi) come si disse, quando qualche anno fa un giovinastro che, sorprendentemente, poteva operare senza limiti e senza controllo fece fallire la banca Barclays. Un capitalismo che non è più fondato sugli ideali di realizzazione, per i quali l’importante era concretizzare i propri sogni, ma su quelli fondati sulla pura accumulazione del danaro senza aggettivi. Un capitalismo che cede alla mitologia del denaro fine a sé stesso anche le sue logiche più profonde a partire dai principi meritocratici. Che senso ha in effetti che il maggior responsabile di Lehman Brothers nell’anno del fallimento della banca da lui diretta abbia guadagnato come sembra oltre 400 milioni di dollari? Questo non è capitalismo è la sua degenerazione post-industrial-managerial-finanziaria. Una degenerazione pericolosa perché alla fine induce fenomeni “reali” profondi. Qualche anno fa, nel mio piccolo, anticipando questo tema me la prendevo con questa tendenza anticapitalistica del capitalismo finanziarieggiante, mettendo in luce come i 500 top manager delle imprese di maggior valore quotate a Wall Street già nel 2005 guadagnavano diverse volte il monte salari di tutti i loro addetti, ma, affermavo, non avrebbero mai consumato quanto i loro addetti (soprattutto se questi avessero guadagnato anche solo poco di più, magari a discapito dei loro sontuosi stipendi). La via che ha condotto questo capitalismo post-industriale ad affossare sé stesso è anche costellata di queste scempiaggini. Distruggere la classe media arricchendone una parte, iper-minoritaria, e ploretarizzandone un’altra, ultra-maggioritaria, è la strada maestra per un ritorno ad un capitalismo cavernicolo ben conosciuto. Perché distruggere i redditi medi significa far crollare i consumi, indebolire la domanda aggregata interna e via con la più semplice e conosciute delle spirali perverse. E’ anche vero che intere popolazioni vivevano e vivono molto al disopra dei loro mezzi e come per qualsiasi famiglia, prima o poi questo provoca una razionalizzazione. Quello in corso è quindi anche un necessitato riassestamento del tenore di vita dell’intero popolo nord americano, seguirà inevitabilmente qualche cosa di analogo anche per la vecchia Europa, speriamo che i nuovi attori sulla scena economica mondiale, India, Cina, resto dell’Asia e finalmente anche diversi paesi del sud-america, compensino la frenata con la loro dinamicità. Se conoscessimo i confini del dissesto, oggi potremmo fare anche altre e più precise valutazioni, invidio molto chi a questo punto della crisi sembra avere già le idee chiare. Io non me la sento ancora di parlare di conseguenze, la crisi è appena iniziata e mi sembra proprio di essere immerso in uno degli aforismi più belli e misteriosi di Eraclito: il fulmine governa ogni cosa. Il fulmine nella notte ci illumina e d’improvviso scorgiamo tutto quanto intorno a noi, ma subito tornano le tenebre, che a quel punto sembrano ancora più profonde. Così siamo adesso, un fulmine ogni tanto ci illumina e ci sembra di aver capito, ma subito è di nuovo tutto buio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-1435004720626042500?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/1435004720626042500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=1435004720626042500' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1435004720626042500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1435004720626042500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/suicidio-del-capitalismo-facile.html' title='SUICIDIO DEL CAPITALISMO FACILE'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-571117595014307758</id><published>2008-10-11T12:49:00.002+02:00</published><updated>2008-10-11T12:56:30.464+02:00</updated><title type='text'>In Parlamento o in piazza: Il dilemma (e l'opportunità) del PD</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il PUNTO di Stefano Folli&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;da Il Sole 24 Ore del 09.10.2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discutere e poi votare le misure finanziarie sfida prioritaria. Il 25 può creare confusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Rimboccarsi le maniche in Parlamento o scendere in piazza il 25? Messo in questi termini, il dilemma che scuote il Partito democratico può sembrare riduttivo. Viceversa nasconde un problema politico di fondo che riguarda il modo di fare opposizione in questo frangente drammatico. È chiaro che esiste un "prima" e un "dopo" rispetto alla crisi finanziaria. Nel giro di pochi giorni il mondo è cambiato. Sono saltate un certo numero di certezze, in America e in Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio ieri sera il governo Berlusconi ha preso decisioni importanti, al pari di altre capitali dell'Unione (o di quello che ne resta). Ora si pone la questione di fondo: cosa farà l'opposizione in Parlamento? Sosterrà il piano governativo, sia pure negoziando emendamenti e correttivi, ovvero si arroccherà nel rifiuto? Si direbbe che il vertice del Pd abbia scelto con saggezza la prima ipotesi. Ci si è resi conto che si tratta di una sfida cruciale, se si vuole riaffermare la cultura di governo del centrosinistra, definendo i contorni e l'identità dell'opposizione per i prossimi due-tre anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo punto. Sarà anche vero, come dice Veltroni, che «non si capisce tanta preoccupazione per una manifestazione democratica ». Ma proprio perché la situazione è cambiata, il grande raduno del 25 rischia di trasformarsi in una prova, non di forza, ma di schizofrenia. Si rischia di avere un Pd che da un lato si assume le sue responsabilità e concorre a una approvazione «bipartisan» del piano,mentre dall'altro va in piazza a urlare slogan contro il «regime» berlusconiano. In Parlamento unisce i suoi voti a quelli della maggioranza e al di là del portone del palazzo denuncia quella stessa maggioranza ( Veltroni, pochi giorni fa: «La crisi finanziaria è colpa delle politiche della destra»).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È chiaro che l'opposizione ha il dovere, non solo il diritto, di esprimere con forza le sue idee, specie quando sono in gioco i diritti di libertà. In piazza, in Parlamento o dove preferisce. Ma mescolare troppo i piani nel momento sbagliato rischia di mandare un messaggio sbagliato agli italiani. Come ha detto per primo proprio un esponente del Pd,Marco Follini.E c'è da supporre che molti, dietro le quinte,siano d'accordo con lui:a cominciare da D'Alema.Se oggi la prioritàè unirsi in Parlamento contro il collasso finanziario, mettendo da parte lo spirito di fazione in nome dell'interesse generale, è evidente che tutto il resto diventa fuorviante. Compresa la manifestazione del 25.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un centrosinistra «di governo» non dovrebbe aver dubbi su cosa fare. E bene ha fatto Veltroni, ieri sera, a sollecitare la maggioranza perché accetti di discutere con l'opposizione alcuni aspetti del provvedimento. Giusto aver indicato il nodo della stretta creditizia – un rischio reale per il sistema delle imprese – come uno dei passaggi centrali del piano di Berlusconi e Tremonti. Altrettanto logico, da parte del segretario del Pd, è aver accantonato il risentimento contro un presidente del Consiglio che insiste, ed è incomprensibile, a irridere il leader dell'opposizione («Non me ne frega niente di quello che dice...»).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È opportuno che il centrosinistra si concentri sugli aspetti concreti delle misure economiche. E poi che non faccia mancare il suo sostegno. La posizione di rifiuto l'ha già assunta Di Pietro, che naturalmente parla dei provvedimenti come di un grande imbroglio. L'ex magistrato andrà in piazza, così come l'estrema sinistra. È proprio il caso che ci vada anche il Pd, buon ultimo?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-571117595014307758?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/571117595014307758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=571117595014307758' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/571117595014307758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/571117595014307758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/in-parlamento-o-in-piazza-il-dilemma-e.html' title='In Parlamento o in piazza: Il dilemma (e l&apos;opportunità) del PD'/><author><name>PaoloL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08370801511974087183</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-2362532404247069295</id><published>2008-10-11T08:33:00.002+02:00</published><updated>2008-10-11T08:38:28.804+02:00</updated><title type='text'>PERICOLI : EFFICIENZA, MA DEMOCRATICA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;IL TIRRENO&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;SABATO, 11 OTTOBRE 2008&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;  EMANUELE ROSSI&lt;br /&gt;Vi è la sensazione diffusa che nel nostro Paese vi sia ormai se non una aperta insofferenza, perlomeno un atteggiamento di minor considerazione verso la democrazia e le sue regole rispetto ad esigenze di efficienza e di risultati. Sembra che la maggior parte degli italiani sia disposta a rinunciare a qualcosa in termini di democrazia purché in cambio si risolvano i problemi: se per ottenere questo risultato si deve fare a meno di processi di condivisione e partecipazione democratica, pazienza. I sintomi sono tanti: crescente insofferenza verso i riti della politica; mugugno nei confronti dei tempi del Parlamento a fronte delle esigenze di celerità del Governo; malessere degli amministratori locali nei riguardi dei vari Consigli (regionali, provinciali e comunali); difficoltà di far funzionare in modo democratico i partiti e la loro vita interna. Il fenomeno non è del tutto nuovo: si pensi a come le riforme relative alle modalità di elezione e di funzionamento degli enti locali degli anni Novanta traessero ispirazione anche da questo tipo di atteggiamento. La contrapposizione tra efficienza decisionale e democrazia è antica: anzi, da sempre una delle critiche mosse nei confronti della democrazia è la sua difficoltà di garantire risultati efficienti, che invece una gestione non democratica più facilmente ottiene (come nelle aziende, dove infatti non vi è un’organizzazione democratica). E sebbene tutti (o quasi) riconoscano che la democrazia ha altri vantaggi, questi sono evidentemente considerati, almeno oggi, meno importanti e non conciliabili: un po’ come accadde nei confronti dello Stato sociale, allorché si cominciò ad accusarlo di essere diventato troppo assistenziale e se ne è giustificato il disfacimento. Non voglio esaminare le cause e le ragioni di questo atteggiamento: credo però che sia necessario vigilare ed anche cominciare ad essere preoccupati, per almeno due ragioni. La prima è che è falso ritenere che, nei sistemi pubblici moderni, l’efficienza decisionale possa fare a meno della democrazia e della partecipazione. Al contrario, i processi effettivi di cambiamento richiedono oggi sempre più, per essere efficienti, percorsi di partecipazione, consenso e condivisione. Le società complesse esigono processi inclusivi e quindi partecipati, perché soltanto attraverso la conoscenza ed il successivo confronto le diverse istanze riescono a trovare sintesi positive ed efficaci, capaci di essere accettate e sostenute da chi ne è il destinatario. La seconda è evidente a tutti: pensare che vi possano essere degli illuminati che grazie alle loro brillanti capacità o intuizioni possano trovare la soluzione ai problemi di tutti è un pensiero che gli italiani hanno già conosciuto, e che sappiamo bene dove ci ha portati. Occorre certo lavorare perché la democrazia sia più efficiente, ma intanto dobbiamo operare per impedire che alcuni possano pensare che della democrazia se ne può fare anche a meno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-2362532404247069295?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/2362532404247069295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=2362532404247069295' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2362532404247069295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2362532404247069295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/pericoli-efficienza-ma-democratica.html' title='PERICOLI : EFFICIENZA, MA DEMOCRATICA'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-7244926404717383109</id><published>2008-10-06T23:04:00.001+02:00</published><updated>2008-10-06T23:04:54.149+02:00</updated><title type='text'>Una Poesia</title><content type='html'>DATECI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Date qualche cosa da distruggere&lt;br /&gt;Una corolla, un angolo di silenzio,&lt;br /&gt;Un  compagno di fede, un magistrato,&lt;br /&gt;Una cabina telefonica&lt;br /&gt;Un giornalista, un rinnegato,&lt;br /&gt;Un tifoso dell'altra squadra, Un lampione, un tombino, una panchina.&lt;br /&gt;Dateci qualche cosa da sfregiare,&lt;br /&gt;Un intonaco, la Gioconda,&lt;br /&gt;Un parafango, una pietra tombale.&lt;br /&gt;Dateci qualche cosa da stuprare,&lt;br /&gt;Una ragazza timida,&lt;br /&gt;Un'aiuola, noi stessi.&lt;br /&gt;Non disprezzateci: siamo araldi e profeti.&lt;br /&gt;Dateci qualche cosa che bruci, offenda, tagli, sfondi, sporchi,&lt;br /&gt;Che ci faccia sentire che esistiamo.&lt;br /&gt;Dateci un manganello o una Nagant,&lt;br /&gt;Dateci una siringa o una Suzuki.&lt;br /&gt;Commiserateci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo Levi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-7244926404717383109?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/7244926404717383109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=7244926404717383109' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7244926404717383109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7244926404717383109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/una-poesia.html' title='Una Poesia'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-5369301851595450022</id><published>2008-10-05T10:45:00.004+02:00</published><updated>2008-10-05T12:33:09.788+02:00</updated><title type='text'>L'intervento di Veltroni alla Direzione Nazionale del 3 Ottobre</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SOiBSyE_I3I/AAAAAAAAAdM/uEGEGkWfipo/s1600-h/toolcioche.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253591125007999858" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SOiBSyE_I3I/AAAAAAAAAdM/uEGEGkWfipo/s400/toolcioche.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SOiBTNpnTII/AAAAAAAAAdU/_3QwPk0u3Y0/s1600-h/salva_italiatemp.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253591132409384066" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SOiBTNpnTII/AAAAAAAAAdU/_3QwPk0u3Y0/s400/salva_italiatemp.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/documenti/indice.htm&amp;amp;area=1"&gt;PRIMO PIANO &lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/documenti/indice.htm&amp;amp;tipodoc=52"&gt;Relazioni &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblichiamo una sintesi per temi dell'intervento di Walter Veltroni alla Direzione Nazionale del PD.Perfezionisti della vita democratica.Siamo dei perfezionisti della vita democratica, ma non credo che esista un partito al mondo che ne abbia una così ricca articolata come la nostra. All’estero la crisi della tradizione dei partiti di massa si è consumata rapidamente e noi siamo un organismo che crede alla ricchezza della vita democratica come valore. La discussione però è un mezzo non un fine, un partito deve essere utile a un paese, a una comunità. La discussione che si svolge al suo interno deve essere costantemente finalizzata all’idea di accrescere la comunicazione con la società, capire come essa si muove. Il nostro modo di lavorare deve essere ispirato a questo, il pluralismo interno è una ricchezza con pezzi di società che guardano a pezzi del PD e affluiscono in esso. Va bene se è questo e non diventa asfissiante, l’imposizione di una maglia che finisce per comprimere. Abbiamo una bellissima libertà intellettuale: testa e cuore che agiscono autonomamente facendo parte di una comunità fatta di singoli, non una gabbia di ferro. Una singolare combinazione: massimo pluralismo interno e massima capacità di attrarre i singoli. L’impresa è far convivere persone con origini diverse, ma tra qualche mese si dimenticherà da dove si viene. A me già viene da pronunciare un solo noi, che è quello del PD. Non è facile altre esperienze in passato sono fallite e non ho gli strumenti che ha Berlusconi per tenere insieme un partito. Può dire: questi qui non li mando più in tv, è capitato nel Popolo delle libertà. Noi abbiamo lo strumento della direzione politica , del convincimento, dello spirito di squadra e siamo un gruppo di persone responsabili che sanno che c’è un punto oltre il quale si fa del male all’impresa collettiva. Le feste ce l’hanno detto con chiarezza anche se uno dei nostri difetti è quello di non capire quando il tamburo sta suonando. Il tamburo della gente dice: attenti, avete discusso, ma ora pensate a quello che sta succedendo.YouDem. YouDem Tv non nasce come tv ma come forma moderna di un partito moderno: non sarà una tv con palinsesto ma lo strumento con il quale il PD comunicherà con la rete, fatto dai cittadini e non da chi confezionerà il tutto, andrà sul satellite per parlare: è un pezzo di un’idea di partito moderno che costruisce comunità dove politici e cittadini si incontrano, come i blog e i network. Non c’è nulla di male in due tv, abbiamo anche cercato di intrecciarci con Red TV. Le tre fasi del PD. Il segretario ha ripercorso quelle che per lui sono state le tre fasi: la prima quella dal discorso del Lingotto, le elezioni primarie, le elezioni dello scorso aprile. “Un periodo che ci ha dato sensazioni esaltanti e un risultato elettorale importante”. La seconda quella post-elettorale “difficile, anche per me. Dava l’impressione che tornasse qualcosa di antico”. La terza quella “delle feste, della summer school. Non ne ho sentito le tracce perché non avete partecipato ma è stata una grande fabbrica di esperienze, conoscenze,culture. E ora la manifestazione del 25 e poi la conferenza programmatica. E’ la fase dell’”ora che succede” c’è attenzione e sarà una grande e positiva manifestazione per l’alternativa.La crisi della democrazia e la crisi economica.Ho fama di essere una persona moderata, che bilancia la passione interiore. Potete immaginare se le cose che dico, che sono lo sviluppo di quel che ho detto al Lingotto quando ho usato l’espressione “crisi della democrazia” e quello che sto dicendo con accenti e toni diversi da chi è accomunato a questa valutazione. È quello che ho trovato in un articolo sul Sole di Carlo Bastasin che ragionava sul voto del congresso USA che nel cuore di una tempesta monetaria ha respinto il piano Paulson. Ho avuto la sensazione di una manifestazione del più drammatico problema con cui occidente si torva a fare i conti. Siamo a un tornante della storia, dopo il quale difficilmente le cose resteranno com’erano prima. Per noi capire che a assetti strutturali corrispondono modifiche dell’opinione pubblica significa capire che bisogna prepararsi a una battaglia. La crisi dei subprime da dove nasce? Da una crisi sociale, da un processo d’impoverimento della parte della società americana che faceva i mutui e non ha i soldi per pagare. È una crisi che proseguirà perché ci sono i pignoramenti e avrà effetto sull’economia reale. C’è una crisi sociale perché i manager sono in uscita e c’è chi ha la casa pignorata. È la crisi sociale di un modello di sviluppo che ha come sua origine la destra con la deregulation, con il salto dell’idea del mercato regolato. Come nasce Forza Italia? Con l’idea che lo stato fosse tutto lacci e lacciuoli e ogni autorità indipendente una rottura di scatole. Nasce ideologicamente liberista discendendo dal reaganismo e oggi approda al contrario senza elementi di rottura. Ed è tutto normale? Se lo avessimo fatto noi ci avrebbero impalato e invece loro rievocano lo stato al centro del sistema economico.Una società impaurita e l’autoritarismo. Le notizie dei giornali dal razzismo all’aumento dell’Euribor sono tutte figlie di questa famiglia come quelle su chi si sente male e nessuno lo aiuta sull’autobus. Hanno tutte il segno di una società impaurita e incattivita. Il messaggio della destra è ‘chiuditi in casa che al resto ci penso io’. Nella storia ogni volta che si sono fatte strada opinioni di questo tipo e si sono intrecciate crisi sociale e istituzionale la società ha conosciuto le sue tenebre. Siamo di fronte a una società veloce e ad una decisione politica lenta! Ma una società veloce ha bisogno di decisioni veloci. Berlusconi quando dice quelle cose si mette in sintonia con l’opinione pubblica perché la democrazia deve decidere senno non è democrazia e non risponde alla missione di governare una società complessa. Non è un problema solo in Italia ma in tanti paesi europei e comporta lo spostamento a destra dell’opinione pubblica mentre l’Europa è vista distante e incapace di decidere portando all’euroscetticismo. L’Europa è utile vogliamo dirlo? Se non avessimo la nostra moneta nell’euro saremmo in un maremoto, l’euro ci consente di reggere meglio a questa sfida. C’è il rischio di un autoritarismo moderno, l’idea di una società che quando la guardi non è più la stessa perchè non ci sono più le garanzie di una democrazia che decide. Mettere insieme gli elementi specifici del rischio italiano non significa abbracciare la teoria del regime. A me fa paura l’abitudine a cose alle quali non dobbiamo abituarci. E non m’importa se fai un sondaggio sugli immigrati perché sento il dovere che qualcuno in un paese costituisca la forza morale per rappresentare un’alternativa possibile. Le aggressioni a Parma e Torbellamonaca indicano un male: quello del rischio della xenofobia del razzismo che appaga chi ci prende i voti ma distrugge il tessuto sociale, è l’insecurizzazione della società. “Il governo è responsabile del malessere italiano”, per via dei suoi atteggiamenti intollerabili. Non è possibile che il presidente del consiglio dice cose palesemente non vere, l’altro giorno ha detto che prendeva l’elicottero per andare a vedere i campi nomadi e prima che non si recava all’Onu per seguire Alitalia!. L’idea che si può dire tutto e il contrario di tutto senza essere contraddetti è assurda. Ha insultato il capo dell’opposizione, i sindacati. Il governo manda a sbattere le trattative, un’opposizione contraria ma che si adopera per trovare una soluzione, informa il governo, la fa uscire dal binario morto e il premier invece di darcene atto o non dire nulla si scaglia contro il capo dell’opposizione! Il paradigma di un’opposizione iper-responsabile e un premier che fa annunci e spot. Ma le cose cominciano a cambiare il paese fa i conti con la situazione reale. Cito due cose.Costo della vita: ci so occupa della borsa di Milano e va bene ma la borsa di chi va a fare la spesa è vuota. E se è vuota peggiorano le imprese i lavoratori, il paese. Ma il governo in questo momento in cui siamo in ginocchio, e non solo per la crisi mondiale, non fa interventi anticiclici. Cosa fa il governo per venire incontro alle esigenze della classe media che si sente precipitare verso il basso. Il 60% dei poliziotti cede un quinto dello stipendio per arrivare a fine mese. Cosa fa il governo oltre che occuparsi delle cose dei sondaggi come grembiuli e scritte sui muri? Questa questione dobbiamo farla irrompere con grande determinazione perché dalla soluzione di questa crisi deriva la capacità della società di sottrarsi alla paura. Il PD forza dell’innovazione.Come pensano di far ripartire un paese bloccato senza diminuire le tasse, non sostenendo salari e pensioni, né facendo investimenti?Il governo ombra elabora di continuo proposte di legge. Abbiamo fatto una proposta sulle intercettazioni, ci siamo messi d’ascolto sul federalismo, sono convinto che guardando la storia italiana il nostro assetto dovrebbe far leva sulle regioni, sulla giustizia. Non dobbiamo difendere cose indifendibili ma la sostanza di un’assetto costituzionale mentre l’avvocato e deputato Ghedini definisce la magistratura non democratica! Abbiamo ragionato sul rapporto tra coscienza religiosa e impegno politico, come sul testamento biologico. È il modo di lavorare giusto, quello che cerca la sintesi. Non possiamo dimenticare di aver vissuto tempi in cui la democrazia faticava a decidere e dei ceti sociali hanno scelto di affidare dei compiti a chi prendeva una via semplificata.Da dove diavolo riparte l’Italia?Da un mercato libero e regolato dallo stato, con in valore d’impresa come funzione democratica. Lo stato in aree dove ha un valore strategico come l’acqua. Preoccupiamoci del destino delle classi medie, di chi ormai dorme nella sala d’attesa degli aeroporti di Milano. Dobbiamo essere la forza che rassicura il paese responsabile, che non racconta balle agli italiani che assolve il destino delle classi medie e risponde alle paure ambientali. Non sottovalutiamola.La manifestazione del 25 dovrà andare in questa direzione, siamo una grande forza per l’alternativa o pensavano che fossimo il club della pipa? Si sono stupiti ma siamo un grande partito d’opposizione. Venite con noi e non ci sarà scritto contro il regime per la libertà. Scriveremo salva l’Italia. Dalla condizione d’impoverimento nella quale si trova, dai tagli alla scuola, da una perdita di ruolo in Europa e dal punto di vista dei valori. Non dobbiamo avere paura, Follini e Tonini lavoreranno a un convegno sul tema della paura che si chiami come il libro di Woytila, Non abbiate paura.Materie per un PD nuovo che continui la sua sfida di opposizione che si distingua da forze estremiste, che appaia rassicurante e capace di costruire un destino nazionale.Forze nuoveDobbiamo rapportarci a associazioni e movimenti. Diverse forze si stanno avvicinando al PD ed è positivo, il sindaco di Gela, Rosario Crocetta ha deciso di aderire, un gruppo di persone a partire da Gavino Angius hanno deciso di avviare un rapporto di collaborazione e scambio, tante forze che stavano nella sinistra guardano al PD. A livello locale dobbiamo fare alleanze programmatiche e avere il massimo consenso possibile. Sono d’accordo a fare un’organizzazione degli immigrati anche se sono in tutte le strutture e chiedo a Nando Della Chiesa, Marcella Lucidi e Gad Lerner di costituire una consulta dell’immigrazione.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/documenti/indice.htm&amp;amp;area=1"&gt;tutti gli articoli di PRIMO PIANO &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodempocratico.it/"&gt;http://www.partitodempocratico.it/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;TAGS / PAROLE CHIAVE &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a class="tags" href="http://www.partitodemocratico.it/servizi/ricerca.aspx?str=veltroni&amp;amp;tags=1"&gt;veltroni &lt;/a&gt;&lt;a class="tags" href="http://www.partitodemocratico.it/servizi/ricerca.aspx?str=direzione" tags="'1"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;direzione nazionale&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;&lt;a class="tags" href="http://www.partitodemocratico.it/servizi/ricerca.aspx?str=pd&amp;amp;tags=1"&gt;pd &lt;/a&gt;&lt;a class="tags" href="http://www.partitodemocratico.it/servizi/ricerca.aspx?str=opposizione&amp;amp;tags=1"&gt;opposizione &lt;/a&gt;&lt;a class="tags" href="http://www.partitodemocratico.it/servizi/ricerca.aspx?str=salva" tags="'1"&gt;salva l'italia &lt;/a&gt;&lt;a class="tags" href="http://www.partitodemocratico.it/servizi/ricerca.aspx?str=tv&amp;amp;tags=1"&gt;tv &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.democratica.tv/"&gt;PALINSESTO DEL GIORNO &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.democratica.tv/"&gt;apri democratica tv &lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.democratica.tv/video/"&gt;indice dei video&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.democratica.tv/upload/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-5369301851595450022?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/5369301851595450022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=5369301851595450022' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5369301851595450022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5369301851595450022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/10/lintervento-di-veltroni-alla-direzione.html' title='L&apos;intervento di Veltroni alla Direzione Nazionale del 3 Ottobre'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SOiBSyE_I3I/AAAAAAAAAdM/uEGEGkWfipo/s72-c/toolcioche.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-6649555738018108703</id><published>2008-09-30T13:33:00.002+02:00</published><updated>2008-09-30T13:38:10.709+02:00</updated><title type='text'>LA VECCHIA NARRAZIONE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;VELTRONI E IL PUTINISMO&lt;br /&gt;Corriere della sera&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;di PierLuigi Battista&lt;br /&gt;Un partito, oltre che dai suoi programmi e dalle sue linee di condotta, è necessariamente tenuto insieme da una «narrazione», da una chiave narrativa ed emotiva che legge simbolicamente il mondo e modella il lessico del suo popolo, ravvivandone il senso di appartenenza. La denuncia di Veltroni della deriva autoritario- putiniana in cui starebbe sprofondando la maggioranza di governo dimostra che se sul piano dei programmi e dei valori il Partito democratico ha portato a compimento una coraggiosa frattura con il passato, sul piano della «narrazione» appare invece ancora prigioniero degli schemi, degli automatismi mentali e del discorso retorico dell'oramai defunta Prima Repubblica. Riaffiora il disegno narrativo che prevede la descrizione dell'avversario come nemico ontologico della democrazia e di conseguenza anima l'appello «unitario» per fronteggiare il pericolo incombente. Contro Putin non si impone forse la mobilitazione straordinaria e la messa tra parentesi di dissensi e diversità?Sembrava che questo schema narrativo finalmente si fosse frantumato con le elezioni, e prima ancora con la scelta dello stesso Veltroni di sottrarsi all'imperativo dell'ammucchiata eterogenea cementata solo da un corale «contro », anziché da un progetto condiviso. Un gigantesco equivoco ha preteso che il nuovo schema dovesse necessariamente prevedere l'autocensura moderata dell'opposizione, la sordina sulle critiche anche veementi all'azione del governo. Invece no, è assolutamente normale che l'opposizione demolisca, eventualmente, la politica economica, le scelte sull'immigrazione, i provvedimenti sulla scuola, gli orientamenti sulla giustizia del governo. È ciò che fanno tutte le opposizioni del mondo democratico, che talvolta si confrontano con la maggioranza, e molto più spesso ne contrastano duramente la politica. Ma se si cede alla tentazione di alimentare il sospetto sulla stessa lealtà democratica dell'avversario, se tra la maggioranza e l'opposizione si costruisce un muro invalicabile che tende a dividere inappellabilmente il campo della democrazia da quello dell'antidemocrazia, allora si finisce per svuotare il principio stesso della reciproca legittimazione tra le parti politiche che competono alla guida dell'Italia.Crede davvero il leader del Pd che lo stesso avversario con cui solo pochi mesi fa si chiedeva un patto per le riforme istituzionali più urgenti, che lo stesso Berlusconi con cui proprio in questi giorni D'Alema (ma la coincidenza cronologica è davvero casuale: la conversazione con Bruno Vespa è di alcuni mesi fa) ha avviato una discussione sul modello presidenzialista, che dunque proprio l'interlocutore di ieri si sia trasformato nell'odierno rischio democratico? L'ipotesi più verosimile è che Veltroni, dopo aver imboccato con successo (anche se accolto con le reazioni sgarbate del capo del governo) la via del «confronto» nelle ultime fasi della vicenda Alitalia, abbia in mente la scadenza del 25 ottobre, in cui il popolo democratico manifesterà in piazza contro il governo Berlusconi. Conoscendo il suo popolo e le sue pulsioni, il leader del Pd sa quanto la «narrazione » della democrazia in pericolo, costruita in un quindicennio dominato dal vecchio schema, abbia ancora un'influenza pervasiva nella mentalità e nell'emotività diffusa nella sinistra. Un residuo del passato. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-6649555738018108703?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/6649555738018108703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=6649555738018108703' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/6649555738018108703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/6649555738018108703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/la-vecchia-narrazione.html' title='LA VECCHIA NARRAZIONE'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-7634115409474059794</id><published>2008-09-29T23:26:00.002+02:00</published><updated>2008-09-29T23:32:42.752+02:00</updated><title type='text'>CONVERGENZE PARALLELE</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_tWB74lutJg8/SDEv2UgK1vI/AAAAAAAAAAU/hrV-ZXRPh4g/s1600-h/tanfucio.jpg" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;/a&gt;Provincia, 29 settembre 2008&lt;br /&gt;Il presidente della provincia di Pisa, Giovanni Pieroni, sta facendo di tutto per evitare le primarie, nel contempo, a San Miniato, per la corsa a sindaco, c'è una giovane donna che vorrebbe farle: sta per esplodere una Grana.&lt;br /&gt;da &lt;a title="(http://ilprimocerchio.blogspot.com/)" style="FONT-WEIGHT: normal; FONT-SIZE: 22px; COLOR: #888; FONT-FAMILY: Arial, Helvetica, sans-serif; TEXT-DECORATION: none" href="http://ilprimocerchio.blogspot.com/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;strong&gt;Il primo cerchio&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ilprimocerchio.blogspot.com/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Il primo cerchio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-7634115409474059794?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/7634115409474059794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=7634115409474059794' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7634115409474059794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7634115409474059794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/convergenze-parallele.html' title='CONVERGENZE PARALLELE'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-2515437549145376741</id><published>2008-09-29T19:55:00.001+02:00</published><updated>2008-09-29T19:57:13.125+02:00</updated><title type='text'>AVANTI CON LE PRIMARIE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Dall’Assemblea Comunale del Partito Democratico, riunitasi l’ultima volta alla fine di maggio, l’argomento ”primarie” sembra scomparso, comparendo sporadicamente di riflesso solo rispetto alla definizione delle regole di svolgimento regionale.&lt;br /&gt;Le primarie sono un valore e non una procedura burocratica così come ricorda Gianfranco Pasquino nel suo recente articolo su L’Unità “ Chi ha paura delle Primarie”. Sono anche un momento fondamentale in cui si attua una cultura democratica e aperta di confronto delle istanze politiche.&lt;br /&gt;La questione, nel territorio provinciale, non è irrilevante. Abbiamo Sindaci non rieleggibili, perché a fine del secondo mandato, e Sindaci alla fine del primo mandato così come lo stesso Presidente della Provincia.&lt;br /&gt;Le procedure sono ormai fissate da tempo, il 3 febbraio, in tutta la regione, si svolgeranno le primarie. Il tempo a disposizione non è molto.&lt;br /&gt;Il primo passo, stabilito dal regolamento  regionale, è costituito dalla formulazione per scritto, da parte degli amministratori in carica, qualora siano al primo mandato, di una dichiarazione in cui dovranno manifestare la propria decisione di candidarsi. Solo dopo tale dichiarazione (da formulare entro il 15 ottobre) potranno essere avviate le raccolte di firme per candidature diverse.&lt;br /&gt;Nella realtà cittadina livornese dei due amministratori uscenti, il Sindaco ha già affermato pubblicamente in più occasioni di non volersi autocandidare, ma di aspettare un pronunciamento del partito democratico.&lt;br /&gt;Tale percorso non è previsto dal regolamento e del resto non sembra neppure che rimanga il tempo sufficiente per una verifica adeguata, presso gli iscritti ed elettori dato che il termine per l’eventuale candidatura alle primarie è il 15 ottobre.&lt;br /&gt;Delle volontà del Presidente della Provincia Kutufà non si hanno notizie.&lt;br /&gt; Tale verifica non è ancora partita ed il rischio, in un clima incerto come sembra determinarsi, è quello di non far percepire l’importanza politica e di partecipazione democratica che le primarie portano con sé come loro significato profondo e come valore.&lt;br /&gt;Niente, meglio delle primarie, rende credibile agli occhi degli elettori la sincerità del progetto di rinnovamento della politica su cui è nato il PD, mentre svalutarne il ruolo in qualsiasi modo potrebbe danneggiare irrimediabilmente tale credibilità.&lt;br /&gt;Facciamo pertanto appello a tutte le risorse del partito affinché sviluppino un dibattito aperto e sereno che sdrammatizzi e renda legittimo agli occhi di tutti gli iscritti ed elettori un confronto aperto e leale tra idee, programmi e candidati.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Daniela Miele Coordinamento territoriale Associazione INCONTRIAMOCI&lt;br /&gt;Daniele Bettinetti Coordinamento comunale Associazione INCONTRIAMOCI&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-2515437549145376741?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/2515437549145376741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=2515437549145376741' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2515437549145376741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2515437549145376741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/avanti-con-le-primarie.html' title='AVANTI CON LE PRIMARIE'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-9145375407195271853</id><published>2008-09-28T18:00:00.002+02:00</published><updated>2008-09-28T18:07:08.512+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SN-qXWGKmjI/AAAAAAAAAc8/xsrCybrVf7o/s1600-h/banner_primarie.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251103008582441522" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SN-qXWGKmjI/AAAAAAAAAc8/xsrCybrVf7o/s400/banner_primarie.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SN-qXamo3KI/AAAAAAAAAdE/tGxv4Np6zDQ/s1600-h/banner_primarie+vere.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251103009792384162" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SN-qXamo3KI/AAAAAAAAAdE/tGxv4Np6zDQ/s400/banner_primarie+vere.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Berlusconi sembra deciso ad eliminare le preferenze anche dalle elezioni europee. Il Partito Democratico si è già detto contrario, e si prepara ad opporsi, ma abbiamo già verificato che questa destra non si fa scrupoli a cambiare le regole del gioco a colpi di maggioranza: maggioranza che è molto netta, alla Camera e al Senato.Di fronte a questa probabile, ennesima riduzione degli spazi della democrazia, noi crediamo che il PD debba rispondere rilanciando le primarie anche per scegliere i candidati per le Europee. Se il nostro partito rendesse noto da subito che, in caso di liste bloccate, queste saranno decise dagli elettori e non dalle segreterie, allontanerebbe qualunque sospetto che, sotto sotto, quella soluzione non gli dispiace.La nostra campagna Primarie vere, primarie sempre - &lt;a href="http://wpop5.inwind.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=UZH6/UDM8uJ7xBaObESwsAl4JC081pf1VKJmhOqTu9rbqAGN4cLbt3Rk%2BpsC4yZk5pQ5i3Lz%2BaU%3D&amp;amp;Link=http%3A//www.primariesempre.org/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;www.primariesempre.org&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; - raccoglie adesioni per assicurare le primarie anche alle europee. Ci siamo posti l'obiettivo di arrivare a mille firme entro la fine di settembre, e questo obiettivo è alla portata: ne mancano meno di 150. Però ci serve la collaborazione di tutti. Per chi non ha ancora aderito, questo è il momento giusto per farlo; per tutti, è il momento di far conoscere l'iniziativa e trovare nuove adesioni.Vi chiediamo solo due cose: fate girare questo messaggio fra tutti i vostri amici, conoscenti, fra tutti quelli che hanno a cuore la democrazia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E, se non lo avete ancora fatto, aderite! Basta andare sul sito della campagna, oppure mandare un'email con nome, cognome e città a &lt;a href="mailto:primariesempre@gmail.com" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;primariesempre@gmail.com&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Diamoci da fare, facciamo capire agli italiani chi sono i veri democratici!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il gruppo di Primarie vere, primarie sempre &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.primariesempre.org/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;www.primariesempre.org&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://wpop5.inwind.libero.it/cgi-bin/webmail.cgi?Act_V_Compo=1&amp;amp;mailto=primariesempre@gmail.com&amp;amp;ID=IFEJRouEQYcD0wVU5IFbsofY2j5TMyaDobRbBoPWvWLC0gxfOAlJxo&amp;amp;R_Folder=SU5CT1g=&amp;amp;msgID=7402&amp;amp;Body=0" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;primariesempre@gmail.com&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-9145375407195271853?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/9145375407195271853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=9145375407195271853' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/9145375407195271853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/9145375407195271853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/berlusconi-sembra-deciso-ad-eliminare.html' title=''/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SN-qXWGKmjI/AAAAAAAAAc8/xsrCybrVf7o/s72-c/banner_primarie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-5416518363300461259</id><published>2008-09-28T12:04:00.005+02:00</published><updated>2008-09-28T12:26:48.340+02:00</updated><title type='text'>Dal blog di Giancarlo Sacripanti:http://sacripanti.blog.tiscali.it//I_tempi_della_politica_1930503.shtml</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SN9b1cOxlhI/AAAAAAAAAcs/_XlTrp1l28o/s1600-h/sacripanti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251016664206644754" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SN9b1cOxlhI/AAAAAAAAAcs/_XlTrp1l28o/s400/sacripanti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il silenzio degli ignavi&lt;br /&gt;Gli ignavi oggi sono coloro che si adeguano senza mai schierarsi , senza mai esprimere una propria idea evitando quel confronto critico e responsabile necessario per una società culturalmente partecipata. Hanno scelto il silenzio, il non rispondere nella certezza che è meglio tacere e rinviare piuttosto che sottoporsi al dialogo; " ..non ragioniam di lor , ma guarda e passa" il verso dantesco andrebbe benissimo se tanti ignavi non fossero entrati in politica ....&lt;br /&gt;Turms&lt;br /&gt;Appello&lt;br /&gt;Le fortezze che si ritengono inattaccabili , inespugnabili per tradizione e rendita storica , hanno sicuramente un difetto: invecchiano. E allora ... perché l'oligarchia degli eterni duplicanti e degli arrivisti senza alcuna qualità non toglie il disturbo ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Turms&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Turms divinità etrusca che trovava un corrispettivo nel mondo greco in Hermès, il messaggero degli dèi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Grazie, Giancarlo e benvenuto nel mondo dei bloggers!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Daniela&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sacripanti.blog.tiscali.it//I_tempi_della_politica_1930503.shtml"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;http://sacripanti.blog.tiscali.it//I_tempi_della_politica_1930503.shtml&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-5416518363300461259?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/5416518363300461259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=5416518363300461259' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5416518363300461259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5416518363300461259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/dal-blog-di-giancarlo.html' title='Dal blog di Giancarlo Sacripanti:http://sacripanti.blog.tiscali.it//I_tempi_della_politica_1930503.shtml'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SN9b1cOxlhI/AAAAAAAAAcs/_XlTrp1l28o/s72-c/sacripanti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-5193242933788777942</id><published>2008-09-26T17:08:00.004+02:00</published><updated>2008-09-26T17:23:13.953+02:00</updated><title type='text'>Giulia, la radicale che sfida i «young dem» «Sembrano la Dc, ma organizzati peggio»</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SNz8UUr1aFI/AAAAAAAAAck/iQ8NtnRaTU4/s1600-h/giulia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250348691687303250" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SNz8UUr1aFI/AAAAAAAAAck/iQ8NtnRaTU4/s400/giulia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Storia di.....PRIMARIE!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Corriere della Sera intervista Giulia Innocenzi &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;26 Settembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="Visualizza tutti gli articoli in Giulia Innocenzi" href="http://it.wordpress.com/tag/giulia-innocenzi/" rel="category tag"&gt;&lt;strong&gt;Giulia Innocenzi&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;,&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a title="Visualizza tutti gli articoli in Partito Democratico" href="http://it.wordpress.com/tag/partito-democratico/" rel="category tag"&gt;Partito Democratico&lt;/a&gt;, &lt;a title="Visualizza tutti gli articoli in primarie" href="http://it.wordpress.com/tag/primarie/" rel="category tag"&gt;&lt;strong&gt;primarie&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il personaggio: tra sit-in e denunce, la 24enne Innocenzi ha fatto slittare le primarie dei giovani Pd.&lt;br /&gt;Roma - «Questa storia delle primarie giovanili nel Pd è gravissima… anzi, no: è comica. A pensarci bene è più comica che grave». (&lt;em&gt;Sa giocare con le parole. Talento indispensabile, per militare nel Partito radicale: Giulia Innocenzi è la coordinatrice studenti dell’associazione Luca Coscioni, ha 24 anni, è nata a Rimini, madre inglese, l’Erasmus a Parigi, poi ospite di una famiglia a Las Vegas, quindi la laurea in Scienze politiche: diciamo che avrebbe un identikit perfetto per piacere a Walter Veltroni).&lt;/em&gt; «E invece direi proprio che…».Andiamo con ordine.«Allora, salto indietro d’un paio di settimane: mi parlano delle primarie, ci penso, l’idea mi piace, decido di candidarmi».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Come?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;«&lt;/strong&gt;Ecco, appunto. Apro il sito del Pd: zero, nemmeno una parola. Allora telefono al partito: ma, pure lì, nessuno sa niente».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Scusi: sul sito del Pd non c’era traccia delle primarie giovanili?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Ripeto: neppure mezza parola».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Lei, a questo punto, che fa?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Insisto con il partito. Finché un tipo caritatevole non mi dà il numero di un certo Fausto Raciti, mio coetaneo, ex segretario dei piccoli diessini e, a quanto ne so, il più autorevole candidato alla carica di segretario dei giovani del Pd».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Come se…&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Come se, fatte le debite proporzioni, avessero detto a Hillary di chiamare Obama per sapere cosa fare per candidarsi alle primarie americane».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Singolare.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«No, ridicolo. Comunque Raciti mi spiega che la bozza di programma che gira sui blog, piena di date scadute e imprecisioni, è ufficiosa, perciò mi consiglia di stare ferma e buona, tanto sarà lui a richiamarmi».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La richiama?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«No. Così, giovedì scorso, sul quotidiano Europa, scrivo una lettera aperta a Veltroni, spiegandogli ciò che accade».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;E lui?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Non risponde».Nemmeno un sms?«Nemmeno».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Strano&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Giuro: mi ignora. Per fortuna, però, domenica sera mi chiamano certi tipi di un blog, pdnetworkgiovani.it: e mi spiegano che finalmente c’è, sia pure clandestino, un regolamento ufficiale».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Contenuto?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Per candidarsi bisogna presentare 6oo firme entro giovedì, cioè oggi».Quattro giorni di tempo. Pochini.«Infatti domenica sera chiamo l’agenzia Ansa e detto un’altra lettera, la seconda, destinata a Veltroni».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Risultato?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Continua a far finta di niente. Solo che io, lunedì mattina, mi scateno…».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;strong&gt;Giovane cuore radicale…&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Creo un blog, giuliainnocenziworldpress.it, spedisco una email di denuncia a tutti i parlamentari del Pd e comincio a raccogliere le firme utilizzando i moduli che Pannella usò un anno fa, per le primarie dei grandi».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Martedì, che succede?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Organizzo un sit-in davanti alla sede del partito, al Nazareno, dov’era convocata la segreteria… chiedo di vedere Veltroni, e aspetto lì due ore, mentre passano tutti, Bersani, la Bindi che mi incoraggia…».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;E Veltroni?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Niente. Ad un certo punto, mi manda fuori Franceschini. Che, tutto soddisfatto, annuncia due decisioni: il regolamento andrà sul sito, la data del voto slitta al 3 ottobre».È qualcosa.«E qualcosa di patetico. Sono divisi per correnti, tutti hanno un piccolo candidato… D’Alema ha il suo, un certo Roberto Speranza… Rutelli ha il suo, un tal Nobile… insomma sembrano proprio la Dc, senza però averne l’organizzazione…» .&lt;br /&gt;di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Fabrizio Roncone&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-5193242933788777942?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/5193242933788777942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=5193242933788777942' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5193242933788777942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5193242933788777942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/giulia-la-radicale-che-sfida-i-young.html' title='Giulia, la radicale che sfida i «young dem» «Sembrano la Dc, ma organizzati peggio»'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SNz8UUr1aFI/AAAAAAAAAck/iQ8NtnRaTU4/s72-c/giulia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-7394899259448863933</id><published>2008-09-25T20:21:00.001+02:00</published><updated>2008-09-25T20:23:20.195+02:00</updated><title type='text'>CHI HA PAURA DELLE PRIMARIE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’Unità 25/09/08&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Gianfranco Pasquino&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Partito Democratico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un partito si impianta, si costruisce, si rafforza e, persino, si espande quando le sue procedure di reclutamento degli iscritti sono inclusive, vale a dire aperte ad un seguito potenziale molto ampio, e le sue procedure di selezione dei dirigenti e dei candidati sono altrettanto aperte, ma anche trasparenti e competitive. Nel suo Statuto nazionale (e, per quello che è possibile saperne, anche negli Statuti regionali), il Partito Democratico afferma solennemente principi.&lt;br /&gt;Il primo, che tutte le cariche monocratiche debbono essere contendibili. Il secondo, che le primarie debbono costituire lo strumento principale per scegliere le candidature a quelle cariche, ovvero per consentire agli iscritti e, forse anche agli elettori potenziali di partecipare ai processi di selezione. Naturalmente, almeno in una certa misura, è comprensibile che il passaggio dalla lettera (e dallo spirito) degli statuti alla pratica risulti in non poche realtà locali alquanto complicato e conflittuale. Tuttavia, almeno su un punto, dovrebbe essere reso chiaro e ribadito che non si può tornare indietro. Qualora ci sia più di una candidatura ad una carica elettiva si debbono indire elezioni primarie e non come qualcuno ha sostenuto convocare «robuste e sane (a parere di chi?) assemblee cittadine» che non sono menzionate da nessuna parte nello Statuto e che certamente sarebbero tutto meno che mobilitanti per gli iscritti e gli elettori. A Firenze, grazie al fatto che il sindaco non è rieleggibile, la situazione sembra chiarissima. Si sono variamente manifestate diverse candidature e, dunque si dovranno tenere elezioni primarie per scegliere fra di loro il prossimo candidato sindaco. Rimane, però, da specificare un punto chiave: saranno primarie ristrette ai soli iscritti al Partito Democratico oppure saranno primarie di coalizione aperte sia a candidature non del Pd, ma espresse da partiti disposti a governare con il Pd, sia agli elettori dei partiti coalizzabili? Comunque si decida, ed esistono buone ragioni per entrambe le opzioni, un altro punto dovrebbe essere chiaro o chiarito. I dirigenti dei partiti, a cominciare dal Pd, hanno il diritto di esprimersi a favore di una candidatura piuttosto che di un’altra, ma nessuno di loro può impegnare il partito in quanto tale. A Bologna e in tutte le situazioni nelle quali vi sia un sindaco in carica che aspira al secondo mandato, la situazione è più complessa. E, infatti, non mancano le tensioni. Il principio generale dello Statuto nazionale deve essere fatto valere senza tentennamenti e senza eccezioni. La carica è contendibile. Dunque, se qualcuno vuole candidarsi, bisogna, anzitutto, che si faccia avanti e alzi la mano, come ha detto Arturo Parisi, ma subito dopo quel qualcuno deve darsi da fare per raccogliere il numero di firme stabilite dal regolamento del Partito Democratico. Per il sindaco in carica, la raccolta di firme non dovrebbe essere necessaria, ma questo non significa affatto che il sindaco possa firmare, come ha provocatoriamente dichiarato un paio di volte Cofferati, per il suo eventuale oppositore, che sia uno o più di uno. Leggo che, un po’ dappertutto serpeggia il timore di primarie laceranti che conducano poi alla sconfitta nelle elezioni amministrative. Sembra che sia già anche successo così, ma mi riserverei di approfondire se la causa della sconfitta non fosse un partito già diviso piuttosto che il prodotto di primarie male congegnate e peggio praticate. Mi parrebbe ovvio che chi si candiderà alle primarie debba assumere il nobile e solenne impegno ad appoggiare chiunque conquisterà la candidatura. Continuo anche a pensare che un partito che si chiama “democratico” debba essere costituito da persone, gentildonne e gentiluomini, che si comportano in maniera democratica, accettando il verdetto espresso dagli elettori e che sappiano che un Partito cresce quando vince le elezioni e che, dunque, la vittoria del prescelto dalle primarie servirà a tutto il partito e quindi anche a candidate sconfitti nelle primarie. Non voglio, in conclusione, in nessun modo negare che le primarie sono uno strumento che produce anche tensione e delusione. Penso, poiché molti richiamano le primarie presidenziali Usa (ma quelle italiane dovrebbero essere piuttosto paragonate alla scelta dei candidati governatori Usa), al sofferto discorso di “concessione” splendidamente pronunciato da Hillary Clinton. Ma, le primarie producono anche informazioni sulla biografia politica dei candidati, sui programmi e sulle priorità. Non sono mai “concorsi di bellezza” e, infine, lanciano, sulla coda della mobilitazione conseguita, una campagna elettorale che parte con l’abbrivio. I cittadini coinvolti non soltanto saranno più soddisfatti, ma probabilmente saranno anche disponibili a partecipare attivamente per fare vincere il candidato prescelto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-7394899259448863933?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/7394899259448863933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=7394899259448863933' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7394899259448863933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7394899259448863933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/chi-ha-paura-delle-primarie.html' title='CHI HA PAURA DELLE PRIMARIE'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-1176875691703321242</id><published>2008-09-23T21:11:00.002+02:00</published><updated>2008-09-23T21:15:15.263+02:00</updated><title type='text'>Ci sono momenti nella vita.........</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ci sono dei momenti nella vita… (no, non è l’incipit del famoso sketch di Gigi Proietti) nei quali viene naturale porsi seriamente delle domande fondamentali sulla razionalità dell’umanità a partire da quella parte che,con arroganza (pari solo alla sua ignoranza), dice di formare sistemi che supponentemente si dichiarano, ma soprattutto si sentono, “avanzati” (e forse avanzati lo sono sul serio, “ma nel frigorifero”, ormai marci fino al midollo).&lt;br /&gt;Della fragorosa esplosione in corso a livello planetario e avente per oggetto il bubbone finanziario, l’unica cosa che sorprende davvero, consentitemi di aggiungere “noi economisti reali” (per intendersi quelli che si sporcano le mani con imprese, settori ecc., e per questo raramente vanno nei salotti televisivi e ancora più raramente fanno il ministro e così via), è la sorpresa generale. In fin dei conti cosa è accaduto davvero? Un castello di carta e di carte, come per tutti questi anni avevamo temuto, avevamo previsto, avevamo delineato per implorarne la limitazione, è crollato, e data la dimensione finanziaria raggiunta sta per interessare l’equilibrio economico dell’intero pianeta. Peccato che il mondo non sia costretto a portare i libri in tribunale e risolvere così la sua crisi, si potrebbero vivere momenti di rara e imperdibile comi-tragicità e forse potremmo sperare in un poco di trasparenza. Ma non è possibile.&lt;br /&gt;Comunque vada, ormai è chiaro, saranno inevitabilmente “lacrime sudore e sangue”. Speriamo che, soprattutto il sangue (virtuale ovviamente) sia dei molti responsabili e non quello invece dei milioni di poveri piccoli risparmiatori, che convinti dalla mitologia liberista di questi ultimi anni, artatamente enfatizzata da ogni servo del potere ovunque dislocato nei mezzi di comunicazione di massa, hanno investito ingenuamente lungo le direttrici indicate da banche, agenti di borsa, intermediari di ogni risma, giornali e giornalisti (della carta stampata e della TV) finendo con il rimetterci i loro risparmi ed il loro tenore di vita, presente e soprattutto futuro.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Accuso &lt;/strong&gt;il sistema capitalistico contemporaneo di aver tramato consapevolmente al fine di creare, anzi ri-creare, giacché gli economisti liberali ne avevano già sgombrato il campo più di una volta, il “mito” dell’infallibilità del mercato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Accuso&lt;/strong&gt; tale sistema di aver tramato per convincere milioni di sciagurati che il denaro o il “prodotto finanziario” che dir si voglia sia una merce come qualsiasi altra.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Accuso &lt;/strong&gt;il sottosistema-finanziario di aver creato a fini di bieca massimizzazione del profitto, senza alcun rispetto per i valori etici sbandierati a destra e manca e con il massimo della cinica crudeltà, ogni sorta di “falso prodotto” pur di vendere e ri-vendere e ri-ri-vendere ancora, una sola effettiva entità economica reale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Accuso&lt;/strong&gt; le migliaia di testimoni (tecnici e politici) di questo scempio di avere taciuto.Gli ayatollah del liberismo nazionalizzano a catena per non restare travolti dallo tsunami che la loro ideologia ha creato, mostrando non tanto e non solo l’ultima ridicola incoerenza, ma la loro doppiezza pronta a rimangiarsi tutto appena è in gioco qualche voto. Liberisti che ora teorizzano l’intervento dello stato per socializzare le perdite prodotte dal fallimento di quel sistema da loro stessi voluto e creato e che pure ha di fatto privatizzato in questi anni miliardi e miliardi di euro e di dollari di profitti nelle loro tasche ed in quelle dei loro clienti. Ecco allora che si rivelano per quel che sono, non hanno ideologie, non sono liberisti, tantomeno liberali o semplicemente dei pragmatici, sono solo dei “pronti a tutto".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;MASSIMO PAOLI&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-1176875691703321242?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/1176875691703321242/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=1176875691703321242' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1176875691703321242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1176875691703321242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/ci-sono-momenti-nella-vita.html' title='Ci sono momenti nella vita.........'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-6268983689470442364</id><published>2008-09-21T16:23:00.000+02:00</published><updated>2008-09-21T16:25:33.769+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Pier Paolo Pasolini Vie Nuove n. 36, 6 settembre 1962&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-6268983689470442364?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/6268983689470442364/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=6268983689470442364' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/6268983689470442364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/6268983689470442364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/litalia-sta-marcendo-in-un-benessere.html' title=''/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-8805054502007487675</id><published>2008-09-21T01:27:00.005+02:00</published><updated>2008-09-21T01:37:58.513+02:00</updated><title type='text'>Da IL TIRRENO del 15 GENNAIO 2008  un articolo di CLAUDIO FRONTERA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SNWIROJzaEI/AAAAAAAAAcU/a6jC5hfYPdc/s1600-h/frintera%25201piano.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248250770208548930" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SNWIROJzaEI/AAAAAAAAAcU/a6jC5hfYPdc/s400/frintera%25201piano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caro Cosimi, le primarie non sono certo lesa maestà&lt;br /&gt;Il sindaco Cosimi, con le sue dichiarazioni al Tirreno, ha scelto di aprire sulla stampa, e non nel partito in cui milita, un dibattito sulle primarie per la scelta del candidato sindaco alle prossime amministrative. Per chi, nello stesso partito, ha idee diverse su tale argomento, manifestarle nello stesso modo, è di conseguenza, legittimo, se non addirittura doveroso, perché tacere oggi potrebbe essere frainteso domani. Le tesi di Cosimi, secondo me ancora lontane dal rinnovamento della politica avviato con la nascita del Partito Democratico, si possono riassumere in tre punti: (...) «sono pronto a ricandidarmi per un secondo mandato, ma se fossi ricandidato non deciderei da solo»; (...) «ho sempre pensato ad un arco temporale di dieci anni e non di cinque, necessari per fare le cose»; (...) «non temo le primarie». Queste le mie considerazioni: in politica oggi è centrale il concetto di responsabilità. La carica di sindaco è ad elezione diretta. Ciò vuol dire che il sindaco, una volta eletto, in virtù del mandato popolare, esercita un potere diretto, di nomina (giunta, dirigenti, enti derivati) e di gestione di tutti gli aspetti dell’amministrazione. Ritengo indubbio che ad una elezione diretta debba corrispondere una assunzione di responsabilità diretta, che favorisce la trasparenza e la serenità delle scelte dei cittadini. La legge dice che il mandato amministrativo è di cinque anni. Per un uomo delle istituzioni non sono opportune, credo, interpretazioni personali su argomenti del genere. Il programma del 2004 era per cinque anni, i cittadini hanno dato un mandato per cinque anni. Dopo cinque e non dopo dieci anni si sceglie di nuovo. Ciascuno valuti i risultati del mandato e si esprima liberamente. Se un sindaco dicesse: «Temo le primarie», ci sarebbe da preoccuparsi! È scontato, mi auguro, che un esponente del Pd non le tema. Le primarie non sono una sfida o un atto di lesa maestà, ma una scelta fondamentale per dare risposta ad un crescente bisogno di partecipazione dei cittadini e alla campagna che dipinge la classe politica come «casta». Sta scritto nel Dna del Pd ed è stato ripetuto un’infinità di volte. La politica è cambiata e ha bisogno di piena disponibilità al confronto e al giudizio degli altri. Il punto non è temerle o no, ma crederci o no. In quattordicimila hanno partecipato, a Livorno, lo scorso 14 ottobre, alla scelta del segretario nazionale del Partito Democratico, ma quando si sceglierà il candidato sindaco che quel partito proporrà nel nostro comune, dovrebbero stare a guardare? Le primarie servono per consentire a tutti gli elettori del Pd una valutazione sul futuro che non li escluda dalle scelte. È una opzione essenziale, non negoziabile, per quanto da regolamentare. Chi, in un modo o nell’altro, tentasse di condizionarne il percorso, si assumerebbe una grave responsabilità. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Claudio Frontera membro della Costituente regionale del Pd&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-8805054502007487675?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/8805054502007487675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=8805054502007487675' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8805054502007487675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8805054502007487675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/da-il-tirreno-del-15-gennaio-2008-un.html' title='Da IL TIRRENO del 15 GENNAIO 2008  un articolo di CLAUDIO FRONTERA'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SNWIROJzaEI/AAAAAAAAAcU/a6jC5hfYPdc/s72-c/frintera%25201piano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-8733545462210259020</id><published>2008-09-19T20:42:00.000+02:00</published><updated>2008-09-19T20:44:31.205+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SNPy7Jf7JUI/AAAAAAAAAcE/2nxpR8HFXdI/s1600-h/appuntamenti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247805088792782146" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SNPy7Jf7JUI/AAAAAAAAAcE/2nxpR8HFXdI/s400/appuntamenti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-8733545462210259020?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/8733545462210259020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=8733545462210259020' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8733545462210259020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8733545462210259020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/blog-post.html' title=''/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SNPy7Jf7JUI/AAAAAAAAAcE/2nxpR8HFXdI/s72-c/appuntamenti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-3549983676170907488</id><published>2008-09-16T21:06:00.000+02:00</published><updated>2008-09-16T21:11:03.584+02:00</updated><title type='text'>LA SINDROME DEL CONTROLLO TOTALE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Italia, 16 settembre 2008Il Partito Democratico è sempre più profondamente ammalato: non sa fare opposizione (ha convocato una manifestazione il 25 ottobre senza sapere per cosa si dovrebbe manifestare); la democrazia interna è sempre più debole, tanto che le direzioni nazionale, regionali e provinciali sono state fatte con un listone letto dal segretario e ratificato dai presenti; non è più aperto alla società, ha evitato accuratamente le primarie alle scorse elezioni, aprendo la porta a sconfitte inaspettate e clamorose (da Roma a Viareggio), ed ora sembra pronto a ricascarci, grazie all'&lt;a href="http://ilprimocerchio.blogspot.com/2008/09/la-sagra-del-porcellum.html" target="_blank" rel="nofollow"&gt;europorcellum tentatore&lt;/a&gt;. Inoltre la classe dirigente ormai si mostra anacronistica e incapace di rinnovarsi, è il risultato della fusione freddissima tra DS e Margherita, ed ha perso tutta la parte nuova che c'era stata nella fase di gestazione del PD. Per non parlare di come il PD governi stancamente gli enti locali ancora in mano al centrosinistra. Quale è la malattia che ha ridotto così cieca la classe dirigente del PD? Mi rifiuto di pensare che sia la malafede, cioè l'egoismo e la volontà di gestire l'esistente per salvarsi il posto di lavoro nelle giunte, negli enti consorziati e in parlamento. Io credo semplicemente che si sia compiuto un solo errore, ma fatale: si è fatto il PD senza capire che dovevamo anche cambiare il nostro modo di pensare e di agire, ed abbiamo portato nel PD la vera eredità del PCUS, l'ossessione del PCI-PDS-DS, soprattutto dove e quando si governava: la sindrome del controllo totale. Perché non si fanno le primarie? Perché si ha paura di non saper gestire la situazione se non vince il candidato designato. Perché si fanno le liste bloccate? Perché si ha paura di non poter gestire gli equilibri interni se viene eletta quella invece di quell'altro. Provate a pensare a tutte le cavolate recenti del PD, tutte si spiegano con la sindrome del controllo totale. Condizione necessaria per guarire è capire che malattia abbiamo. E qualcuno che provi a fare un pò di &lt;a href="http://www.martameo.net/?p=440" target="_blank" rel="nofollow"&gt;terapia sperimentale&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;da &lt;a title="(http://ilprimocerchio.blogspot.com/)" style="FONT-WEIGHT: normal; FONT-SIZE: 22px; COLOR: #888; FONT-FAMILY: Arial, Helvetica, sans-serif; TEXT-DECORATION: none" href="http://ilprimocerchio.blogspot.com/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;Il primo cerchio&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-3549983676170907488?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/3549983676170907488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=3549983676170907488' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3549983676170907488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3549983676170907488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/la-sindrome-del-controllo-totale.html' title='LA SINDROME DEL CONTROLLO TOTALE'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-7261993181757577303</id><published>2008-09-15T21:51:00.002+02:00</published><updated>2008-09-19T01:51:12.730+02:00</updated><title type='text'>i commenti dei nostri lettori......</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Peccato,&lt;br /&gt;il Partito Democratico si è sciupato sul nascere nella fase della costituente, quando abbiamo ventilato si dare dignità a cittadino dicendoli che tu puoi sceglierti il candidato, invece non è stato così.&lt;br /&gt;Siamo andati al Governo e non abbiamo fatto nemmeno la riforma elettorale per dare al cittadino quel Diritto Costituzionale, invece pretendiamo che i cittadini siamo funzionari del partito votando il “Simbolo”&lt;br /&gt;A Livorno, quando si parlerà di politica a cose fatte?&lt;br /&gt;Siamo alla disfatta ma tutto si può aggiustare se si usano sistemi diversi e candidati capaci che conoscono magari la Costituzione Italiana che hanno carisma e che siano persone molto conosciuti a Livorno. Non la “Corrida “ Dilettanti allo sbaraglio .&lt;br /&gt;Luigi Turtur&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-7261993181757577303?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/7261993181757577303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=7261993181757577303' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7261993181757577303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7261993181757577303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/i-commenti-dei-nostri-lettori.html' title='i commenti dei nostri lettori......'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-3499930815329261769</id><published>2008-09-14T11:36:00.001+02:00</published><updated>2008-09-14T11:40:10.823+02:00</updated><title type='text'>VIA DAI CORRIDOI</title><content type='html'>Corriere Fiorentino&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Carlo Fusaro&lt;br /&gt; La telenovela primarie Pd è alla stretta finale. Ora che Lapo Pistelli ha rotto gli indugi sappiamo che, come questo giornale aveva auspicato da mesi, sarà primaria vera: e questo è un bene per quel partito e per la città.Ricordiamo cos'è una primaria (aperta): è un'elezione cui siano chiamati a partecipare tutti cittadini interessati per decidere col voto chi debba essere il candidato di un partito o di più partiti a una importante carica politico-amministrativa.Chi vince, poi, dovrà ottenere i voti per essere eletto/a alle elezioni vere e proprie.Ma dati i rapporti politici a Firenze, sarà la primaria, di fatto, a scegliere il sindaco: su questo non ci piove. Ecco perché (non per picca accademica o giornalistica) si disse subito che la primaria doveva essere «vera» e non «finta».Primaria finta è quella in cui c'è un supercandidato/a (indicato magari dal gruppo dirigente del partito che la indice) che, come nelle vecchie palestre di boxe, si allena con degli sparring partner pronti a pigliar cazzotti e a non darne (tipo punching ball).Primaria finta è una specie di consacrazione popolare di una scelta già fatta: come fu per Prodi e per Veltroni.La primaria vera è invece quella in cui tutti partono alla pari: e si vede dopo chi taglia il filo di lana per primo.Questo è, infatti, ciò che ha giustamente chiesto Daniela Lastri, trasparente candidata da mesi; è quello che ha fatto di tutto per garantire Leonardo Domenici (bravo!) ed è quello, infine, che con la sua scelta di partecipare, ha garantito ora a tutta la città, come che vada, Lapo Pistelli.Se verranno altri candidati, da chiunque sostenuti e sponsorizzati, si dovranno allineare anche loro al via con Lastri e Pistelli: senza vantaggi, né corsie privilegiate.Non credo saranno tanti: da noi la cultura del lanciarsi senza rete, rischiando ciò che uno già è (assessore, presidente o altro), in nome di una bella battaglia aperta, frontale e incerta, non si è ancora affermata.Da noi hanno funzionato sempre i corridoi. Ecco perché chi è convinto che le primarie siano uno strumento di partecipazione prezioso, indispensabile in un contesto come Firenze (senza uscenti da confermare, senza leader maximi da incoronare, e con un nuovo sindaco da eleggere e non da nominare) registra volentieri questo passo avanti dal quale non si tornerà indietro.E non importa più se la primaria sarà di coalizione o del solo Pd: conta la sostanza, conta che sarà vera.Se altri vorranno mettersi in gioco e disputare i voti a Lastri e Pistelli, meglio. Un consiglio tecnico: per fare ancora melina, checché dicano i regolamenti, non c'è molto tempo a disposizione (giorni e ore, non settimane: agli elettori chi la fa cascar dall'alto piace poco).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-3499930815329261769?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/3499930815329261769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=3499930815329261769' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3499930815329261769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3499930815329261769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/via-dai-corridoi.html' title='VIA DAI CORRIDOI'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-7184509328009613056</id><published>2008-09-14T10:43:00.004+02:00</published><updated>2008-09-14T11:42:05.900+02:00</updated><title type='text'>Il "percorso diverso" del "ragazzo di S. Frediano"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Non sarà "autocandidato" Conti che aspetta un segnale chiaro da parte del suo partito e di larghe fette della società fiorentina e delle sgreterie dei partiti della coalizione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'annuncio di Riccardo Conti, &lt;em&gt;il ragazzo di S.Frediano&lt;/em&gt;, ha sciolto i primi dubbi: «Io non mi autocandido», ma ha ammesso di pensare seriamente all'ipotesi di correre. Aspetta una &lt;strong&gt;&lt;em&gt;«chiamata».&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'assessore regionale si dice «disponibile», aspettando di decidere &lt;em&gt;&lt;strong&gt;«insieme»&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; ai firmatari di un appello su misura . Conti, per la prima volta, ha ammesso di pensare seriamente all'ipotesi di correre, ma ribadisce che non ama le autocandidature ed evoca la &lt;em&gt;&lt;strong&gt;chiamata&lt;/strong&gt; «&lt;/em&gt;degli elettori democratici e dei cittadini fiorentini» per decidere «insieme». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Non è lontano dal vero chi parla di un mio "tormento", anche se mi sembra più esatto chiamarla "riflessione". Voglio bene a Firenze — ha detto —, la mia città, alla sua gente, alle decine di persone che ogni giorno mi salutano. La considero un concentrato di storia, di bellezza, di cultura, una cosa importante e delicata da trattare con ogni riguardo ». «È necessaria una nuova stagione di innovazione e di modernizzazione: una grande sfida per il riformismo toscano. Voglio bene al Pd, alle sue storie, alle sue persone, al suo travaglio, al suo pluralismo, all'obiettivo di costituire una grande forza riformista. Voglio bene ad una mia storia e alle tante cose che ho imparato. Ho imparato — ha sottolineato poi — soprattutto lo straordinario valore della parola "insieme". E, siccome sono "un ragazzo di San Frediano", che non ha pensato di essere predestinato fin dalla nascita a fare il sindaco della sua città, sento il peso di una responsabilità che comporta una scelta. &lt;strong&gt;Da mille punti di vista &lt;em&gt;mi interrogo&lt;/em&gt; &lt;em&gt;se io posso essere la risposta giusta&lt;/em&gt;. Invidio chi con piglio deciso si autocandida per una prova del genere: io non sarò un autocandidato. Quella parola, "insieme", continua a frullarmi nella testa e a farmi battere il cuore&lt;/strong&gt;».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#330033;"&gt;&lt;strong&gt;Chi può rispondere agli interrogativi del Ragazzo di S.Frediano? (D.M.)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-7184509328009613056?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/7184509328009613056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=7184509328009613056' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7184509328009613056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7184509328009613056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/il-percorso-diverso-del-ragazzo-di-s.html' title='Il &quot;percorso diverso&quot; del &quot;ragazzo di S. Frediano&quot;'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-8338704014021239524</id><published>2008-09-13T18:59:00.005+02:00</published><updated>2008-09-13T21:22:19.648+02:00</updated><title type='text'>Succede a Firenze...............</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7DC1dajc5Qc/SMwSWlO8dpI/AAAAAAAAACM/Xa4VVWYQ5nQ/s1600-h/pistelleide.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5245587845141001874" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7DC1dajc5Qc/SMwSWlO8dpI/AAAAAAAAACM/Xa4VVWYQ5nQ/s320/pistelleide.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Primarie La mossa a sorpresa del deputato mentre i dirigenti Pd cercavano il nome forte&lt;br /&gt;Lo strappo di Pistelli «Candidato sindaco»&lt;br /&gt;Lapo Pistelli scende in campo. Nel giorno in cui tutti si aspettavano la candidatura di Riccardo Conti alle primarie del Pd, è arrivata — a sorpresa — quella del deputato e responsabile esteri dei democratici&lt;/em&gt;. &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;SLALOM FRA I TRABOCCHETTI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di PAOLO ERMINI &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;da Il Corriere Fiorentino&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;A forza di infilare aghi e tirar fili per sgombrare il campo da candidati sgraditi e ridurre le primarie a un pantomima per incoronare l'uomo scelto dai vertici, qualche dirigente locale del Pd rischia di cogliere un risultato esattamente opposto ai propri desideri: la proliferazione dei candidati. È possibile e vien quasi voglia di dire «ben gli starebbe», vista la pervicacia autolesionista con la quale per giorni si è cercato di accomodare l'esito di questa partita, non esaltante per i comuni cittadini, ma non priva di colpi di scena, trabocchetti e veleni. Come se si trattasse di un avvicente feuilleton d'altri tempi invece che di uno scontro politico tra il tentativo di far decollare un partito nuovo, aperto alla società che gli sta intorno e non più ostaggio delle vecchie oligarchie, e la voglia di salvare lo status quo, invocando a parole il cambiamento ma lasciando intatto lo stesso sistema di selezione dei dirigenti, con tutto ciò che questa scelta comporterebbe nella formazione delle giunte e poi nell'esercizio del potere.Il primo strappo a questo copione lo aveva dato Daniela Lastri quando a sorpresa annunciò, con molta semplicità ed emozione, che lei si metteva in corsa per Palazzo Vecchio; il secondo lo ha dato ieri Lapo Pistelli che ora è ufficialmente il secondo candidato del Pd per la carica di sindaco di Firenze. Forse può sorprendere come lo ha fatto sapere, con un comunicato giunto a sorpresa sui computer delle redazioni, ma probabilmente è dipeso proprio dal clima che si respira in queste ore dentro il suo partito. Può darsi che ci fosse la necessità di bloccare pressioni e contromosse. E può anche darsi che alla spinta finale per rompere gli indugi non sia stata estranea la preoccupazione per l'eccessivo movimentismo dei dalemiani fiorentini anche verso Veltroni (l'unico che poteva fermare la candidatura del deputato ex Margherita), come racconta Marzio Fatucchi a pagina 3. Quel che conta, in ogni caso, è il risultato: un'altra bella boccata di aria fresca che al Pd non può che far bene, in sintonia con quanto andava dicendo da giorni il sindaco Leonardo Domenici, che ieri ha anche alzato la voce per farsi sentire meglio (e mai come questa volta la sfuriata è stata, da molti, apprezzata…). Ora vedremo se a Lastri e a Pistelli si aggiungeranno altri nomi: Riccardo Conti (ma non più come «prescelto dall'alto», l'«unto del partito»), Graziano Cioni, Matteo Renzi o anche qualcun altro, rimasto fin qui nell'ombra. Questo vuole la legge delle primarie. E questo chiede una città sempre più insofferente per il conservatorismo di sinistra e per l'afasia di un centrodestra che è sembrato incapace perfino di sfruttare il vantaggio che in questi giorni, generosamente, l'avversario gli ha offerto.&lt;a onclick="showPageTXT(); return switchTo(null,1);" href="javascript:void"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-8338704014021239524?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/8338704014021239524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=8338704014021239524' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8338704014021239524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8338704014021239524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/succede-firenze.html' title='Succede a Firenze...............'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7DC1dajc5Qc/SMwSWlO8dpI/AAAAAAAAACM/Xa4VVWYQ5nQ/s72-c/pistelleide.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-6204016021860462783</id><published>2008-09-08T23:13:00.001+02:00</published><updated>2008-09-08T23:16:58.285+02:00</updated><title type='text'>e la nave va.......</title><content type='html'>Scalfari scrive che la Sinistra sta implodendo,Diamanti sostiene che non avremo mai un Obama  e Manciulli dichiara che le primarie a Firenze non saranno "accomodate" (perché, qualcuno pensava il contrario?). La nave - senza nocchiero, in gran tempesta - va!&lt;br /&gt;da  &lt;a href="http://ilprimocerchio.blogspot.com/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;Il primo cerchio&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-6204016021860462783?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/6204016021860462783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=6204016021860462783' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/6204016021860462783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/6204016021860462783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/e-la-nave-va.html' title='e la nave va.......'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-3346585285449206607</id><published>2008-09-06T15:25:00.000+02:00</published><updated>2008-09-06T15:26:39.245+02:00</updated><title type='text'>Un articolo di Massimo Paoli</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’industria dell’auto sta vivendo un momento di reale fibrillazione dovuto alla repentina quanto negativa svolta congiunturale dei mercati serviti.&lt;br /&gt;Da un lato la crisi economica libera un sempre minor reddito disponibile per spese “importanti” nelle mani degli utilizzatori-consumatori.&lt;br /&gt;Dall’altro l’elevato controllo oligopolistico della raffinazione, ormai di nuovo in mano ad una sorta di “sette sorelle”, rende molto rigido e alto il prezzo delle varie benzine potendo prendere a scusa e rialzare, quando il prezzo del petrolio greggio rialza, ma evitando accuratamente di ribassare (almeno nelle stesse proporzioni del rialzo), quando questo arretra.&lt;br /&gt;Due fenomeni che convergendo hanno depresso la capacità di acquisto di auto a livello internazionale.&lt;br /&gt;Ma non è vero che va male per tutti. Non va male per chi ha saputo interpretare la traiettoria tecnologica del risparmio energetico (vedi Toyota), non va male per chi ha saputo interpretare la traiettoria tecnologica del minor impatto ambientale (di nuovo vedi i giapponesi e qualche europeo), non va male per i produttori emergenti dei paesi in via di forte sviluppo (vedi Tata). Va malissimo invece per le “immagini ambulanti” dello spreco e dell’insensibilità ambientale (vedi i mercati SUV statunitense, anche    -30% nel corso d’anno, ed europeo).&lt;br /&gt;L’area vasta pisano-livornese vanta un insediamento di componentistica auto che era forte (ai tempi belli contava quasi 3mila occupati diretti ecc. ecc.).&lt;br /&gt;Oggi si dice che i problemi di questo insediamento industriale sono riferibili alla crisi Fiat. E’ vero, ma questo dipende forse dal destino “cinico e baro”?&lt;br /&gt;No, ovviamente, questo dipende unicamente dal fatto che questo importante insediamento industriale, l’area vasta l’ha ricevuto in omaggio dalla storia.&lt;br /&gt;Non l’ha programmato veramente, non ha scelto i suoi protagonisti (per alcuni ci è andata benissimo, per altri no, e credo che gli operai della Delphi se lo stiano chiedendo a chi è andata peggio), non ha scelto i loro ruoli nella filiera automotive, ha subito più che governato praticamente tutti gli insediamenti.&lt;br /&gt;In termini tecnici si potrebbe dire che è mancato del tutto anche solo uno straccio di politiche per il marketing d’area al fine dell’attrazione di investimenti industriali.&lt;br /&gt;E questa nel 2008 comincia ad essere una grave responsabilità politica.Quindi non si dica che va male qui (ed i nuovi problemi di Magna non sono che scricchiolii sinistri che dovrebbero aguzzare l’ingegno e non il piangersi addosso) perché va male dappertutto. Non è così e non ce la possiamo cavare dando la colpa al fato, o peggio riferirsi alla bieca filosofia del “mal comune mezzo gaudio”, perché il mal comune non ha conseguenze “comuni” (i bravi ed i fortunati non se la passeranno come i gonzi) e perché con un intelligente marketing per l’attrazione degli investimenti le cose potrebbero andare ben diversamente&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-3346585285449206607?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/3346585285449206607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=3346585285449206607' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3346585285449206607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3346585285449206607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/09/un-articolo-di-massimo-paoli.html' title='Un articolo di Massimo Paoli'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-5650023568498592895</id><published>2008-08-28T20:06:00.005+02:00</published><updated>2008-08-29T22:52:42.150+02:00</updated><title type='text'>COMMENTI</title><content type='html'>Caro Roberto,&lt;br /&gt;dimenticare il presente o il vicinissimo sarebbe stupido, per non dire folle. Sono d'accordo, anche su gran parte dei contenuti indicati - inserendoci i problemi - secondo me seri - del Porto! Ma se non si ha una idea, pur non definita nei dettagli, su dove vogliamo andare come Comunità significa rendere 'improduttiva' ogni proposta. Per rimanere ai tuoi esempi: il nostro sistema produttivo nel suo insieme non solo stenta a ridecollare ma vive strutturalmente alla giornata (così almeno pare), e non da oggi. Non vediamo emergere un minimo di progetto ed obiettivo minimo tendente a rideterminare un rinnovamento della classe dirigente dell'area (non mi riferisco solo all'età!) nelle istituzioni, nell'apparato amministrativo, nelle categorie imprenditoriali, nei partiti, nelle associazioni di ogni tipo. C'è chi confonde ancora rinnovamento con modificazione (fuori lui e c'entro io!)! Può anche manifestarsi così, ma non necessariamente. È urgente ripensare tutti metodi, comportamenti (verso l'interno e verso l'esterno dell'area)contenuti e tendenze. Possiamo farlo solo tutti insieme (compresi gli apparati di partiti, movimenti ed associazioni e, fermo restando che ciascuno deve rimanere autonomo nelle scelte e nei modi d'intervento) perché abbiamo il diritto/dovere di cercare di andare insieme nella stessa direzione a sostegno dell'area e della gente che vi insiste.&lt;br /&gt;Ettore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cara Daniela,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;concordo. Non abbiamo il problema di scegliere Franco o Giuseppe, Laura o Elena; ma la necessità e l’urgenza di definire il percorso di costruzione del PD ai vari livelli (che non può essere quello concordato in questo o quel clan, di vecchia o nuova discendenza) o soprattutto individuare gli obiettivi generali, regionali e locali attraverso un processo credibile di formazione delle decisioni. Un percorso che riguardi prima di tutto il ‘cosa’ e poi il ‘chi’ è in grado di rappresentarla ai vari livelli. La memoria del passato e la capacità e possibilità di leggere il presente sono essenziali, perciò le primarie sono uno strumento di sintesi di quanto percepito nel breve periodo in una data realtà ‘territoriale’ non la proposta delle scelte di questo o quel gruppo interno od esterno al partito, di recente o antica composizione. A Livorno istituzioni e partito tendono ad essere un tutt’uno con la conseguente ricaduta negativa. C’è chi cerca lo scontro sulle persone per nascondere, probabilmente, la debolezza della propria proposta e posizione (quando ce n’è una!) o riscopre l’antica abitudine della propria fazione a confondere l’organizzazione del consenso alle proprie posizioni ed idee come il solo momento ‘democratico’ possibile (salvo farne a meno perché ‘i tempi sono stretti e non lo consentono’). Non per caso avverto, come molti e non da oggi, la mancanza di un “progetto Livorno” condiviso, che guardi ai prossimi 15-20 anni. Possiamo permetterci il lusso di continuare a farne a meno?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ettore &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="cssButton" id="reject-btn-top" onclick="if (this.className.indexOf(&amp;quot;ubtn-disabled&amp;quot;) == -1) {submitForm('reject'); return false;} return false;" href="javascript:void(0)"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;Caro Ettore, &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;un progetto che guardi a 15-20 anni s... Caro Ettore, un progetto che guardi a 15-20 anni sarebbe molto importante, ma mi accontenterei anche di un progetto, assai meno ambizioso, che guardasse ai problemi che abbiamo di fronte oggi. Che guardi a una crisi come quella della Delphi, alle prospettive delle riparazioni navali, ai timori sulla sorte della raffineria, alla situazione critica dell'Asa, a una Tia che, fatte anche le correzioni necessarie, incide parecchio sui bilanci delle famiglie. E via dicendo, compresa la questione delle statue, che comunque verrà ricordata per la confusione con cui è stata trattata. Se non si hanno certezze sull'immediato, fare piani a 15, 20 anni ha più il sapore della fuga che altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Roberto &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onclick="" href="http://www.blogger.com/profile/03872729713656272810" rel="nofollow"&gt;PrecarioinRAI&lt;/a&gt; ha detto...&lt;br /&gt;Concordo anch'io. Livorno ha bisogno di progettualità e soprattutto di un confronto costruttivo sulle scelte future, che vada oltre la gestione del presente e la riparazione dei danni provocati da errori passati. Lo spirito delle primarie, per come lo intendo io, deve andare oltre i personalismi. Non intendo aggiungere altro al commento di ettore, ha già detto tutto lui, con molta chiarezza e apprezzabile capacità di sintesi.&lt;br /&gt;29 agosto 2008 12.08&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a class="cssButton" id="publish-btn-btm" onclick="if (this.className.indexOf(&amp;quot;ubtn-disabled&amp;quot;) == -1) {submitForm('publish'); return false;} return false;" href="javascript:void(0)"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-5650023568498592895?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/5650023568498592895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=5650023568498592895' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5650023568498592895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5650023568498592895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/commenti.html' title='COMMENTI'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-3443458215794499192</id><published>2008-08-27T23:24:00.003+02:00</published><updated>2008-08-29T07:28:48.705+02:00</updated><title type='text'>Ancora sulle primarie : una riflessione a seguito dell' articolo di Marco Filippi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’ultimo editoriale del Direttore del Tirreno ha individuato il tema delle primarie come dirimente per il futuro del Pd. Il bivio è chiaro. Da una parte la strada che vede le primarie (secondo lo Statuto parte costitutiva del DNA del PD) come un valore e anche come strumento per conciliare unità e partecipazione, ruolo degli iscritti e proiezione esterna del partito, aiutandolo a superare le difficoltà attuali in una prospettiva di forte apertura; dall’altra la strada che, senza negare apertamente le primarie, le sommerge di “se, ma, però, tuttavia”, ne svuota il significato innovativo e difende una concezione statica e chiusa del partito.&lt;br /&gt;Queste due direzioni di marcia si sono materializzate negli interventi che hanno fatto seguito all’editoriale. Da una parte Claudio Frontera, apprezzando l’accordo di Firenze per “primarie di coalizione aperte”, voluto dal segretario regionale Manciulli, sollecita il PD ad abbracciare dovunque, anche a Livorno, senza riserve, la via dell’innovazione. Se messo in condizione di partecipare serenamente alla scelta dei candidati e della classe dirigente, il “popolo delle primarie” darà prova di maturità e di capacità di leggere i contenuti politici espressi dalle diverse candidature.&lt;br /&gt;Questa opzione, non a caso manifestata da chi crede nella novità del PD da molto prima dei congressi costitutivi, è la via dell’innovazione e della fiducia negli iscritti. E’ una via costruttiva, per l’unità del partito, intesa nell’unico modo in cui oggi si può praticare e cioè come rispetto e cittadinanza di una pluralità di culture politiche.&lt;br /&gt;L’altra strada si è manifestata nell’intervento di Marco Filippi nel quale le primarie retrocedono al banale compito di ratificare scelte fatte dall’alto, in un’ottica vecchia, in cui la funzione dirigente del partito è letta come “prerogativa di un gruppo”. Le opinioni diverse dalla sua non sono riconosciute come legittime, ma bollate come “distorsioni”. Agli iscritti e agli elettori del PD non viene riconosciuta maturità e capacità di giudizio autonome, ma solo l’opportunità di adeguarsi a scelte fatte come se fossero le sole possibili. Conseguentemente si alimentano fantasmi di presunti, perfidi candidati alla ricerca di spazio, senza parlare dei “candidati di fatto” attivissimi nel non lasciare “spazio”. Tra l’altro, in modo incomprensibile per i più, si rievocano passate “consultazioni interne”, nelle quali , pur ottenendo zero preferenze nelle consultazioni, in virtù delle “prerogative del gruppo dirigente”, il nome di Filippi uscì a sorpresa come candidato senatore ed automaticamente, in base alla legge elettorale-“porcellum”, “nominato” parlamentare, ruolo nel quale è stato successivamente, senza primarie o consultazioni, confermato d’ufficio. E’ questo il modello? L’invocazione di umiltà, nonché di gratitudine verso chi in passato gli ha aperto le strade dell’impegno politico, Filippi dovrebbe comunque rivolgerle solo a se stesso. Il bivio è chiaro: è tra due strade e non tra due persone. Chi non vuole che il PD cresca, accentua - e sicuramente accentuerà anche nelle prossime settimane - la lettura personalistica del dibattito interno, sperando nel traino assicurato da chi ricopre pro tempore incarichi importanti, non importa se per merito o per fedeltà. Chi dà fiducia al partito richiama invece l’attenzione agli argomenti , con quell’ottimismo della volontà che è alla base della politica come servizio e non della politica come carriera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniela Miele&lt;br /&gt;Coordinatrice territoriale&lt;br /&gt;Associazione INCONTRIAMOCI&lt;br /&gt;Livorno 27/08/08&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-3443458215794499192?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/3443458215794499192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=3443458215794499192' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3443458215794499192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3443458215794499192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/ancora-sulle-primarie-una-risposta-per.html' title='Ancora sulle primarie : una riflessione a seguito dell&apos; articolo di Marco Filippi'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-1331343259453528331</id><published>2008-08-25T21:54:00.002+02:00</published><updated>2008-08-25T22:02:33.356+02:00</updated><title type='text'>I commenti dei nostri lettori</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cara Daniela, ti ringrazio per avermi informato di questo scritto di Frontera. Stai facendo un lavoro davvero prezioso per chi, come me, crede che i partiti, e quindi anche il PD, devono porsi al servizio della società, e non considerare la società terreno di conquista. In fondo è quello che sere fa ha detto con forza Goffredo Bettini alla festa del PD di Livorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Buon lavoro,Roberto Malfatti.&lt;br /&gt;25 agosto 2008 15.32&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onclick="" href="http://www.blogger.com/profile/03872729713656272810" rel="nofollow"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onclick="" href="http://www.blogger.com/profile/03872729713656272810" rel="nofollow"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;PrecarioinRAI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; ha detto...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Spero che le Primarie, stavolta, si facciano. Il discorso delle primarie di coalizione mi preoccupa un po', anche perché le trovo inutili e fuorvianti. E' talmente complicata la situazione del PD che non capisco come mai trasferire il problema al di fuori del partito. E poi, quale coalizione? Ricominciare a costituire l'Armata Brancaleone come ai tempi dell'Unione, coi risultati che abbiamo visto? Risultati che non sono imputabili alla base, ma ai dirigenti. Quei famosi dirigenti "coi quali non vinceremo mai", come diceva Nanni Moretti nel famoso intervento a Piazza Navona sei anni fa. I quali dirigenti, poi, quando l'Unione vinse le elezioni nel 2006, si tolsero la soddisfazione di dire che "si era vinto, invece". Sì, imbarcando Mastella e certi rifondaroli irriducibili che minarono subito le fondamenta della maggioranza. Vogliamo renderci conto che il centralismo democratico è affondato da un pezzo? Che non è il caso di procedere oltre con la difesa della nomenklatura e con la necessità di garantire un posto di lavoro agli ex amministratori locali? Nonostante tutto, qui a Livorno mi sembra che si proceda ancora come ai tempi della Federazione in piazza della Repubblica 27. E che si sia convinti che, nonostante tutto, il centrosinistra "terrà" anche alle prossime elezioni. Nella città con la TIA più alta d'Italia e con le strade più sporche d'Italia. Nella città dove il cinema Odeon è stato demolito senza neanche sapere come fare a far funzionare l'inutile parcheggio che prenderà il suo posto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; Con  ASA e ATL che vanno come vanno, con l'Acquario Comunale che verrà ristrutturato nei tempi e nei modi che già abbiamo sperimentato col Goldoni, col Palasport poi PalaAlgida, con piazza Guerrazzi e via pasticciando.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sì alle primarie, ma discutiamo seriamente su cosa va bene e cosa no in questa città. Discutiamone serenamente all'interno del PD, prima di tutto. Non perché i panni sporchi si lavano in famiglia, ma perché spostare il dibattito all'esterno mi sembra nascondere la polvere sotto il tappeto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Marco Sisi&lt;br /&gt;25 agosto 2008 19.03&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-1331343259453528331?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/1331343259453528331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=1331343259453528331' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1331343259453528331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1331343259453528331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/i-commenti-dei-nostri-lettori.html' title='I commenti dei nostri lettori'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-8391501027799968750</id><published>2008-08-25T00:03:00.000+02:00</published><updated>2008-08-25T00:05:58.716+02:00</updated><title type='text'>Un commento di Claudio Frontera</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’editoriale del  Direttore punta oggi il dito su un aspetto cruciale per il futuro del Pd, quello delle primarie. Un nodo urgente da affrontare, visto che il percorso per la scelta dei candidati alle prossime amministrative si consumerà nei mesi autunnali. Nel ragionamento di Manfellotto, la rilevanza esiziale di questo passaggio è vista in relazione alle difficoltà manifeste del Pd nel metabolizzare la sconfitta elettorale di aprile, da un lato e nell’alto valore rappresentato dalle primarie per l’unità e persino per l’identità del nuovo partito dall’altro. Nello Statuto nazionale e regionale del Pd le primarie hanno appunto questo significato. Le scuse per non farle, finora, nei fatti, però, non sono mancate. alle amministrative di Roma, o per i candidati al Parlamento, il Pd, ha pagato un prezzo inutilmente gravoso per tale scelta. Alle prossime amministrative, se non si facessero, sarebbe peggio. E’ sembrato, in certo momento, che la scusa, per questa volta, si chiamasse “primarie di coalizione”. Non si sa quali saranno le coalizioni per le amministrative, non si ha notizia di pressanti richieste in tal senso degli eventuali alleati, ma ci si è sperticati, in alcuni autorevoli interventi sul tema, nel sostenere la necessità di “primarie di coalizione” e non di partito. La conseguenza, in tal caso, sarebbe che il candidato del Pd non lo sceglierebbero gli elettori del Pd, ma gli apparati del Pd. L’accordo reso noto un paio di giorni fa, trovato dal Pd a Firenze per uscire da questo vicolo cieco, mi sembra però ottimo. Si farebbero primarie di coalizione, per non umiliare gli alleati con scelte preconfezionate, ma si consentirebbe la partecipazione a tali consultazioni, non solo ad uno, ma a più (fino a quattro) candidati del Pd, che potrebbero concorrere, su un piano di parità. Gli elettori della coalizione, a questo punto  e non solo del  Pd, potrebbero scegliere liberamente. Sarebbe ammesso anche un candidato non espresso da alcun partito, ma proveniente dalla”società civile”, che raccogliesse un certo numero di firme. Staremo a vedere nel dettaglio, ma l’impegno di Manciulli e C. a garantire una scelta vera, libera da condizionamenti, sarebbe egregiamente rispettato da questo sistema. Sempre che, nei gruppi dirigenti del Pd, non ci si limiti ad un richiamo formale “alle regole”, con il rischio di spegnere il valore politico delle primarie, che non sono una procedure come un’altra, da seguire stancamente, ma un valore da promuovere attivamente.&lt;br /&gt;Resta una pesante e sostanziale incognita. Nelle realtà dove ci sono amministratori Pd (sindaci e presidenti di provincia) uscenti, le primarie si possono fare, stando “alle regole” attuali, ma gli amministratori in carica sarebbero candidati d’ufficio, mentre gli eventuali “sfidanti” dovrebbero raccogliere un numero esorbitante di firme (30% dei membri degli organismi) solo per partecipare ad una gara contro amministratori in carica ( dotati pertanto di inarrivabili strumenti di visibilità) sostenuti già da adesso dall’apparato dirigente del partito. In breve, sarebbe una gara truccata. Primarie “vere” vuol dire libertà di scelta tra diversi candidati che gareggiano a parità di condizioni. Quello che vale in qualunque competizione sportiva, economica, professionale o politica. Se le primarie messe in campo dal Pd in autunno non saranno “vere”, si perderà l’ultimo treno dell’entusiasmo che questo nuovo partito aveva suscitato al suo nascere e di “nuovo” vi resterebbe ben poco…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Claudio Frontera&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;24/08/2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-8391501027799968750?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/8391501027799968750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=8391501027799968750' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8391501027799968750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8391501027799968750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/un-commento-di-claudio-frontera.html' title='Un commento di Claudio Frontera'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-1123636188327727987</id><published>2008-08-24T23:49:00.001+02:00</published><updated>2008-08-24T23:52:05.119+02:00</updated><title type='text'>LA SCELTA DEI CANDIDATI   PENSANDO AL  MODELLO USA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;IL TIRRENO&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;DOMENICA, 24 AGOSTO 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;MAURO VAIANI&lt;br /&gt;Come spiega il prof. Damiano Anselmi nel suo agile manuale «Convention e primarie: il sistema dei partiti governati dagli elettori», le primarie sono uno strumento che affascina le élite emergenti e le crescenti reti di cittadinanza attiva. Sono destinate a diffondersi, come moderno strumento di selezione dei leader. Garantiranno, in un futuro forse meno lontano di quanto si pensi, che i grandi partiti siano retti da leadership responsabili e riconosciute. Elimineranno, progressivamente, le vecchie clientelari preferenze o le famigerate “votazioni interne” fra ristrette conventicole di partito. Il futuro delle primarie non è la ripetizione di quei soporiferi plebisciti con cui sono state ratificate dagli elettori del centrosinistra la candidatura di Prodi nel 2005 e la leadership di Veltroni sul PD nel 2007. Se esistono idee e progetti concorrenti, se ci sono persone disposte a portarli coraggiosamente avanti, se si è in grado di raccogliere denaro e consenso, se ci sono gusto del rischio e sincera competizione, le primarie possono trasformarsi in competizioni divertenti e imprevedibili, dove i favoriti possono soccombere, in favore di outsider e volti nuovi. Le primarie tendono a diventare sempre meno una sorta di “amichevole” dall’esito prevedibile, se non addirittura scontato, e sempre di più un lungo “campionato”, ricco di imprevisti. Un processo che si prolunga nel tempo, che si scompone in una serie di appuntamenti intermedi, che consente di mettere alla prova i candidati nel tempo e nello spazio, senza esaurirsi in una unica consultazione, in una unica giornata, in un unico scrutinio. L’esempio che colpisce maggiormente l’immaginazione globale è sempre quello dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti, che si guadagnano la “nomination” attraverso oltre un anno di duro lavoro, in cui viaggiano in ogni angolo del paese, superando uno specifico esame elettorale locale, da parte dei sostenitori del loro partito, in ciascuno dei 50 stati dell’Unione. Mutatis mutandis, non è poi così irragionevole immaginare che le primarie per la scelta, per esempio, dei candidati sindaci o presidenti di provincia, di Firenze, Prato, Livorno, vengano celebrate attraverso dei calendari di consultazioni circoscrizione per circoscrizione, comune per comune, in più turni, che consentano l’eliminazione progressiva dei candidati di bandiera, con una graduale messa a fuoco delle caratteristiche umane e politiche di coloro che restano in gara. Forse un tale cambiamento non potrà affermarsi in questo imminente anno elettorale 2009, in cui il Pd è purtroppo l’ombelico della conservazione toscana e italiana e il Pdl è ancora troppo embrionale...Oppure sì?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-1123636188327727987?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/1123636188327727987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=1123636188327727987' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1123636188327727987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1123636188327727987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/la-scelta-dei-candidati-pensando-al.html' title='LA SCELTA DEI CANDIDATI   PENSANDO AL  MODELLO USA'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-1740209876508266249</id><published>2008-08-24T23:44:00.002+02:00</published><updated>2008-08-24T23:48:19.397+02:00</updated><title type='text'>SE FOSSERO VERE PRIMARIE...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;IL TIRRENO&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;DOMENICA, 24 AGOSTO 2008&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il popolo riformista di centro e di sinistra non è mai stato così frastornato come oggi. La sconfitta elettorale di aprile è stata dura e per molti inattesa, almeno nelle dimensioni; la nuova leadership veltroniana, nonostante un significativo 33 per cento, ne è uscita colpita e indebolita; la sinistra radicale è scomparsa dal Parlamento mentre è emersa una fascia fortemente protestataria che si riconosce in Antonio Di Pietro. Quando si perde, poi, più marcate emergono discrepanze e contraddizioni che una vittoria avrebbe invece aiutato a ricomporre o a mascherare. E dio solo sa quanto profonde siano le diversità d’accento all’interno del giovane Partito democratico. È così che il gruppo dirigente battuto da Berlusconi si presenta alla festa di Firenze (del Pd? dell’Unità?), il tradizionale appuntamento con il quale riprende il dibattito politico dopo la pausa estiva. Vedremo, ascolteremo, cercheremo di capire. Ma l’impressione è che nessuno abbia chiaro in mente che cosa fare, quale sia il progetto sul quale impegnare la nuova formazione, e duole che l’estate se ne sia andata solo nel valutare se fosse opportuno o meno partecipare a varie commissioni bipartisan (Alemanno, Calderoli) per discutere di non meglio definite riforme e nel vano impegno di regolare vecchi conti interni: le discussioni masochiste sulle scelte di Chiamparino, l’amaro caso Bassolino (se ne ricordano ora?), la guerra sul nome di candidati a cariche importanti (valga per tutte la poltrona di sindaco di Firenze). In quanto alle truppe del Pd il rischio, per dirla con Arturo Parisi, “è che precipitino dalla schizofrenia alla depressione”. Il caustico ex ministro sarà anche un ferreo oppositore della leadership veltroniana, ma per arrivare a parlare così le cose da quelle parti non devono andare per niente bene. Certo, “depressione” suona alquanto provocatorio, ma che cambia se scegliamo invece delusione, disaffezione, incertezza? Quel che è certo è che sarà maledettamente difficile ridare slancio all’opposizione e a chi ha scommesso sul neonato partito del centro sinistra. Per una questione di contenuti, ma anche di modi e di forme che in politica contano altrettanto e che forse si stanno colpevolmente sottovalutando. Nel passato recente, i soli due momenti in cui militanti e simpatizzanti del centro sinistra si sono ritrovati uniti e vogliosi di ricominciare a combattere è stato quando sono stati chiamati a votare per le primarie, per scegliere Prodi prima e Veltroni poi come candidato premier. È vero, allora c’era un nemico da combattere - Berlusconi - capace di chiamare al voto e di mettere tutti d’accordo, ma non si deve dimenticare che nelle file del Pd le prime delusioni sono cominciate quando dalle primarie nazionali si è passati a quelle locali e al responso popolare si è preferito il voto di apparato. Con il risultato che in molti casi sono state poi le stesse elezioni a trasformarsi in paradossali primarie, il che ha inevitabilmente penalizzato i candidati di bandiera, da Roma a Pisa a Carrara. Temo che il meccanismo al quale si sta pensando per i prossimi appuntamenti elettorali non sia quello che gli elettori si aspettano: saranno molto probabilmente primarie di coalizione e non di partito. Una scelta difensiva il cui unico scopo sembrerebbe quello di non dare ulteriori scossoni a equilibri interni e di alleanze già difficili e precari. E invece da oggi in poi non è questo in discussione, ma prima di tutto la capacità di conservare e “fidelizzare” quanti hanno creduto nella novità del Pd, riportarli a discutere, a credere nel loro ruolo e nella possibilità di incidere sulle scelte successive. Ad avere fiducia in un progetto e in un partito che fin dalla definizione del suo gruppo dirigente mostri di credere in comportamenti affatto diversi da quanti si siano visti finora. È una scommessa, ma non ci sono molte alternative.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Bruno Manfellotto&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; P.S. A proposito di festa dell’Unità: un abbraccio affettuoso ad Antonio Padellaro e auguri alla “nostra” Concita De Gregorio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-1740209876508266249?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/1740209876508266249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=1740209876508266249' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1740209876508266249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1740209876508266249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/se-fossero-vere-primarie.html' title='SE FOSSERO VERE PRIMARIE...'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-952217185243922597</id><published>2008-08-23T09:51:00.002+02:00</published><updated>2008-08-23T10:05:31.682+02:00</updated><title type='text'>Il candidato unico e lo spreco delle primarie</title><content type='html'>LA REPUBBLICA&lt;br /&gt;2008-08-23&lt;br /&gt; BOLOGNA&lt;br /&gt;L´intervento di&lt;br /&gt;GIANFRANCO PASQUINO&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Adesso, è sostanzialmente ufficiale. Il coordinatore della segreteria cittadina, lo stesso segretario provinciale, molti dirigenti del Pd sostengono la ricandidatura del sindaco Sergio Cofferati «senza se e senza ma». Purtroppo per loro «di se e di ma» ce ne sono davvero tanti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il primo «se»&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; riguarda il semplice fatto che nessuno sa, per l´appunto, se, dove, quando, con quali motivazioni, quali votazioni una decisione effettivamente ufficiale sia stata concretamente presa. Non ne stiamo stati informati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt; Il secondo «se»&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; riguarda l´interrogativo concernente il regolamento nazionale, che esiste, e regionale, che sembra non sia ancora stato stilato, relativo alla selezione delle candidature a cariche monocratiche, vale a dire «se» le primarie non debbano essere lo strumento da usare regolarmente. Con stupefacente candore il presidente della Commissione statuto regionale, l´autorevole giurista Luciano Vandelli, sostiene l´incompatibilità delle primarie con «una Festa dell´Unità pro Cofferati». Ma, davvero, con tutti gli irrisolti problemi, locali e nazionali, del Pd, bisogna fare una Festa dell´Unità tutta dedicata a incoronare un particolare candidato sapendo che un altro candidato è già in campo e che almeno la minoranza bindiana sta cercando un´alternativa praticabile? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mai, e la mia memoria in materia è lunga, in passato le Feste dell´Unità sono state appiattite su candidature uniche, su pensieri unici, su dibattiti a senso unico. Al contrario, erano luoghi nei quali opinioni diverse si confrontavano con i dirigenti pronti a trarre profitto da quanto di intelligente veniva detto e dagli umori delle compagne e dei compagni, come un partito forte, strutturato e radicato è sempre in grado di fare. Né bastano le affermazioni un po´ troppo giustificazioniste del costituzionalista Augusto Barbera che sostiene che «formalmente e politicamente il Pd non ha l´obbligo di essere arbitro». A parte che il Pd è un corpo composito al quale non è possibile, né a Roma né a Bologna, una rousseauiana volontà generale, è perfettamente possibile non essere arbitri senza giocare platealmente a favore di un candidato. Naturalmente, l´autocandidato, che non è affatto un segno di demerito, Andrea Forlani ha ragione a pretendere spazi, almeno per il dibattito, se non gli si consente concretamente di raccogliere le firme a sostegno della sua candidatura a causa dei ritardi, quasi certamente voluti, nella formulazione e approvazione del regolamento. Ed è deprecabile che gli organizzatori della Festa abbiano deciso di evitare qualsiasi contraddittorio, anche di carattere «teorico» su quanto di buono e, eventualmente, di meno buono possa scaturire da primarie competitive e partecipate. E´ un peccato, che potrebbe rivelarsi capitale, che la maggioranza dei dirigenti e forse degli iscritti al Pd non sappiano e non vogliano utilizzare le primarie non soltanto per scegliere bene un candidato, ma anche e soprattutto per aprire il partito alle molte associazioni civiche e per dare inizio brillantemente ad una campagna elettorale che potrebbe presentare molte asperità. Eppure, la narrativa del Pd ha tra i punti di partenza ineludibili proprio l´apertura ad una società incisivamente partecipante. La Festa dell´Unità di Bologna sembra contraddire molti principi e mancare proprio gli obiettivi cruciali.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-952217185243922597?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/952217185243922597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=952217185243922597' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/952217185243922597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/952217185243922597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/il-candidato-unico-e-lo-spreco-delle.html' title='Il candidato unico e lo spreco delle primarie'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-4945918466741725318</id><published>2008-08-22T00:36:00.005+02:00</published><updated>2008-08-22T00:55:44.904+02:00</updated><title type='text'>Siamo struzzi?</title><content type='html'>“Non c’è uomo che voglia essere libero, non c’è uomo che voglia o sappia, a seconda dei casi, adoperarsi per possedere la ragione richiesta dalla libertà“.&lt;br /&gt;Wright Mills, 1959 “L’immaginazione sociologica”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La società nella quale dovrebbe fiorire l’uomo libero, si trasforma così in una società dove cresce la sua antitesi, il Docile Robot.&lt;br /&gt;Testa china, rassegnazione alta.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Conformismo, vigliaccheria, grigio, solitudine.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ecco le associazioni mentali al riguardo.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Daniela Miele&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-4945918466741725318?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/4945918466741725318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=4945918466741725318' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/4945918466741725318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/4945918466741725318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/siamo-struzzi.html' title='Siamo struzzi?'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-5561899868395282143</id><published>2008-08-22T00:15:00.004+02:00</published><updated>2008-08-22T00:36:50.801+02:00</updated><title type='text'>L’Italia docile che ha perso dissenso</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nadia Urbinati&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La Repubblica&lt;br /&gt;20 agosto 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sarebbe utile interrogarsi sulla docilità, una qualità che ben rappresenta l’Italia di oggi. Chi detiene il potere politico non è naturalmente amico del dissenso e di chi lo esercita, nemmeno quando al potere vi giunge per vie democratiche e la sua azione di governo è limitata da lacci costituzionali. Grazie al liberalismo, che del potere ha una visione giustamente diffidente e pessimista, le società moderne sono riuscite a imbrigliare le tendenze tiranniche e dispotiche di governi e governanti e infine a eliminare l’uso della violenza dalla politica. Diceva Tocqueville che il diritto e le costituzioni hanno reso la politica dolce perché hanno fatto posto al dissenso. I diritti che tutelano la nostra libertà individuale, non solo quella che ci consente di possedere cose materiali ma anche quella che ci rende sovrani sul nostro corpo e la nostra mente, sono un baluardo imprescindibile contro il potere, anche legittimo. Per questa ragione, una società libera è l’opposto di una società docile. Ma le cose sono più complicate di come se le immagina la teoria. Una società libera ha bisogno del dissenso. Anzi è desiderabile che la diversità di opinioni vi si manifesti e si esprima liberamente perché è grazie a questa diversità che il gioco politico può svolgersi e le maggioranze alternarsi. Ma la cultura dei diritti può purtroppo stimolare anche una diversa attitudine: può indurre i cittadini ad abituarsi a perseguire il godimento dei loro diritti individuali disinteressandosi a quanto avviene nella sfera politica, salvo recarsi alle urne nei tempi stabiliti. La società democratica può facilitare la formazione di una società docile perché indifferente alla partecipazione politica. Lo può fare perché e fino a quando i diritti essenziali sono protetti per la grande maggioranza e non si danno quindi ragioni di dissenso. Sono le minoranze il vero problema (o, per l’opposto, la salvezza) delle società democratiche mature, perché sono loro a esprimere dissenso, a rivendicare spazi di azione che non sono in sintonia con quelli della maggioranza – se poi queste minoranze sono per giunta culturali e etniche, non semplicemente di opinione, allora decidere di non ascoltarle e perfino di reprimerle e perseguitarle può non essere visto dall’opinione generale come un problema di violazione di diritti. La società docile non è una società che ha rinunciato ai diritti o che non è più liberale. È invece una società nella quale la maggioranza è soddisfatta del proprio grado di libertà e dei propri diritti e trova fastidioso che ci siano minoranze non domate, non silenziose e omologate, che facciano richieste che non collimano con le proprie (come nel caso di una minoranza religiosa che chiede che il diritto di culto sia rispettato anche quando il culto è diverso da quello della maggioranza). Società democratica docile, dunque, e per questo autoritaria e paternalista. La docilità è una qualità che si predica degli animali non degli uomini; è un obiettivo che i domatori si prefiggono quando cercano di abituare un animale a fare meccanicamente determinate cose. Al moto della mano del padrone il cane sa quel che deve fare e lo fa. Docilità significa non avere una diversa opinione di come pensare e che cosa fare rispetto all’opinione preponderante; significa accettare pacificamente quello che il padrone di turno, per esempio l’opinione generale di una più o meno larga maggioranza, crede, ritiene e vuole. Sono ancora una volta i liberali che ci hanno fatto conoscere questo lato inquietante del potere moderno. Un lato che si è mostrato quando il potere è riuscito ad avvalersi di strumenti nuovi; strumenti che si sono presto rivelati congeniali a un potere che si serve delle parole e delle opinioni per restare in sella, che può rinunciare alla violenza sui corpi perché si radica nell’anima dei suoi sudditi, se così si può dire. Mentre gli antichi tiranni e monarchi assoluti usavano la tortura e le punizioni esemplari nelle pubbliche piazze, il moderno potere fondato sull’opinione non ha più bisogno di usare la violenza diretta (e se la usa, si guarda bene dal farlo in pubblico); usa invece una specie di addomesticamento che produce, come scriveva Mill, una forma di "passiva imbecillità". I cittadini docili assomigliano a una massa di spettatori: in silenzio ad ascoltare e, semmai, giudicare alla fine dello spettacolo con applausi o fischi. La politica come spettacolo non assomiglia a un agone ma a una sala cinematografica. Il dissenso, la virtù forse più importante in una democrazia che si regge sull’opinione mediatica, è tacciato di generare destabilizzazione, offeso e denigrato. Il buon cittadino non dissente, ma segue, accetta e opera con solerte consenso. Una voce fuori del coro è castigata come fosse un’istigazione al terrore; un’opinione che contesta quella della maggioranza è additata come segno di disfattismo. Questa Italia assomiglia a una grande caserma, docile, assuefatta, mansueta. Che si tratti di persone di destra o di sinistra la musica non sembra purtroppo cambiare: addomesticati a pensare in un modo che pare essere diventato naturale come l’aria che respiriamo, vogliamo che i sindaci si facciano caporali e accettiamo di buon grado che ci riempiano la vita quotidiana di divieti e consigli (sulle spiagge della riviera romagnola due volte al giorno da un altoparlante fastidioso le autorità ci fanno l’elenco di tutte le cose che non dobbiamo fare per il nostro bene e se "teniamo alla nostra salute"). Come bambini, siamo fatti oggetto della cura da parte di chi ci amministra, e come bambini ben addomesticati diventiamo così mansueti da non sentire più il peso del potere. È come se dopo anni di allenamento televisivo siamo mutati nel temperamento e possiamo fare senza sforzo quello che in condizione di spontanea libertà sarebbe semplicemente un insopportabile giogo. La cultura della docilità non pare risparmiare nessuno, nemmeno coloro che per ruolo istituzionale dovrebbero esercitare il dissenso. Commissioni bipartisan nascono ogni giorno; servono ad abituarci a pensare che l’opposizione deve saper essere funzionale alla maggioranza, diventare un’opposizione gradita alla maggioranza. Un’opposizione che semplicemente si oppone e critica e dissente pare un male da estirpare, il segno di una società non perfettamente docile. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-5561899868395282143?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/5561899868395282143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=5561899868395282143' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5561899868395282143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5561899868395282143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/litalia-docile-che-ha-perso-dissenso.html' title='L’Italia docile che ha perso dissenso'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-1929898686187698598</id><published>2008-08-19T00:28:00.003+02:00</published><updated>2008-08-19T00:34:06.223+02:00</updated><title type='text'>Moretti: colmo un vuoto politico. Lodi dai prodiani</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKn4NhN34TI/AAAAAAAAAVA/4aSu5Q0Ze70/s1600-h/locarno-2008-nanni-moretti-in-retrospettiva-73135.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235988952933458226" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKn4NhN34TI/AAAAAAAAAVA/4aSu5Q0Ze70/s400/locarno-2008-nanni-moretti-in-retrospettiva-73135.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;Il Corriere della sera&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;2008-08-18&lt;br /&gt;Nuovo affondo Il regista: ma non mi candiderò. Il pd Monaco: copre le mancanze di un'opposizione in letargo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA — Già pochi giorni fa, da Locarno, era intervenuto da par suo, parlando di un'Italia assuefatta a Berlusconi e «divisa in due, tra autodistruttività e letargo». Era seguita la reprimenda dell'ex sodale Pancho Pardi — che gli ha dato quasi del disfattista («non ci deprima») — e l'elogio di Marco Travaglio («Bentornato, sa come coinvolgere»). Ieri, dal Tg3, Nanni Moretti ha spiegato che non ha alcuna intenzione di candidarsi, ma se in molti gli chiedono di parlare di politica è «perché si sentono rappresentati dalle cose che dico. Non per merito mio, forse è un vuoto di altri».Parole che riaccendono lo scontro, perché l'affondo di Moretti, grande assente dalla manifestazione di piazza Navona di luglio, riguarda un'opposizione a Berlusconi giudicata troppo morbida. A dargli il pieno appoggio è il prodiano Franco Monaco: «Moretti colma il vuoto di un'opposizione divisa, timida, in letargo e di una stampa asservita». Monaco se la prende con «certa sinistra subalterna e minimalista, che si rifiuta di guardare in faccia la realtà e di battersi contro il degrado democratico e civile». Su una linea simile Sandra Zampa, deputata vicinissima a Prodi: «Credo che vada accolto il suo invito. Mi viene in mente sempre più spesso la frase di Moretti: D'Alema dì qualcosa di sinistra». Ma ancor più preoccupante di un'opposizione «senza coraggio», è il Paese, «che mi sembra narcotizzato e rassegnato. Risultato anche della fine prematura del governo: in troppi non hanno capito il disastro a cui andavamo incontro». Dalla Corsica, Ermete Realacci, deputato del Pd vicino a Walter Veltroni, non è entusiasta: «Sono polemiche ferragostane. Per Moretti ho stima e simpatia». Detto questo, il tono cambia: «L'opposizione è troppo timida? Sarebbe ridicola un'opposizione che si facesse guidare dall'opinione di un singolo. L'Italia è un Paese un po' più serio e l'opposizione una faccenda un po' più complessa». Quanto al «vuoto » che si sarebbe creato, Realacci risponde con una battuta: «Lo riempia Monaco, se proprio vuole».Moretti si è anche sfogato: «Non sono la macchietta descritta dai giornali. Quando qualcuno mi conosce di persona mi dice: ah, ma allora non sei quello stronzo che dicono. Molti si stupiscono, ma sono un essere umano».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Trocino&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-1929898686187698598?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/1929898686187698598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=1929898686187698598' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1929898686187698598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1929898686187698598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/moretti-colmo-un-vuoto-politico-lodi.html' title='Moretti: colmo un vuoto politico. Lodi dai prodiani'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKn4NhN34TI/AAAAAAAAAVA/4aSu5Q0Ze70/s72-c/locarno-2008-nanni-moretti-in-retrospettiva-73135.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-949339586870787088</id><published>2008-08-18T07:08:00.001+02:00</published><updated>2008-08-18T07:11:19.662+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKkD7uhOqKI/AAAAAAAAAU4/QnxrNhRm2oQ/s1600-h/.giannelli+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235720366429481122" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKkD7uhOqKI/AAAAAAAAAU4/QnxrNhRm2oQ/s400/.giannelli+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La vignetta de IL CORRIERE DELLA SERA&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-949339586870787088?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/949339586870787088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=949339586870787088' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/949339586870787088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/949339586870787088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/blog-post_18.html' title=''/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKkD7uhOqKI/AAAAAAAAAU4/QnxrNhRm2oQ/s72-c/.giannelli+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-2889030665438758176</id><published>2008-08-17T09:54:00.003+02:00</published><updated>2008-08-17T10:00:50.214+02:00</updated><title type='text'>Alla scuola del Partito democratico i maestri sono tanti, mancano le idee</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; 2008-08-17&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt; Niente grande discorso conclusivo, ma solo un intervento alla Festa democratica, già Festa dell' Unità, per Walter Veltroni.E questa è una novità, perché il comizio settembrino del segretario generale alla Festa, era una tradizione antica, e anche un evento politico importante, spesso non soltanto per il partito. Ma più o meno negli stessi giorni Veltroni romperà lo stesso il lungo silenzio cui si è di fatto consegnato, mettendo in ambascia i suoi sostenitori, fin dalla sconfitta elettorale di aprile. Solo che ad ascoltarlo non ci sarà una folla di militanti, ma una platea attenta di studenti, chiamiamoli così, che prenderanno diligentemente appunti. Il segretario tornerà infatti nella bella Cortona, dove aveva iniziato qualche mese fa il suo tour elettorale, per concludere i lavori della scuola estiva, anzi, della summer school, del suo partito. In luogo del comizio, che appartiene se non alle «ossessioni ideologiche» quanto meno alla liturgia dei partiti di massa del Novecento, terrà una lezione, o una conferenza: un genere che evidentemente gli si addice, visto che proprio a un tour di conferenze sulla «bella politica», un paio di anni fa, si affidò per calibrare il suo profilo di nascente leader democratico. Ma stavolta non farà tutto da solo. Ed è questa, a modo suo, la novità più significativa. Perché, par di capire, dovrebbe stare a significare che, per il neonato Pd, quella che un tempo si chiamava «la linea» non più è qualcosa che il leader trasmette dal palco di un comizio più o meno oceanico. È, dovrebbe essere, un discorso pubblico che si costruisce dialogando con interlocutori magari privi di casacche di partito, a grandi linee ascrivibili alla sinistra o al centrosinistra, ma lontani da quanto resta della cultura e delle tradizioni della sinistra storica; forti, però, di competenze riconosciute in Italia e nel mondo, e interessati a metterle in sintonia con un progetto politico riformista che, da solo, fatica a prendere forma.Lodevolissime ambizioni, non c'è che dire. E però non è necessario essere degli inguaribili conservatori, nostalgici dei partiti pesanti del Novecento, dei loro comizi e delle loro scuole quadri, per nutrire qualche dubbio in materia. Ascoltare, dialogare, confrontarsi sono, ci mancherebbe, attività fondamentali. Ma alla politica, ai gruppi dirigenti politici, ai leader politici è richiesto qualcosa di più e di diverso dalla capacità di trovare le parole e i toni giusti per cogliere fior da fiore di quanto si è appreso ascoltando, dialogando e confrontandosi, e cercare di trasformarlo in consenso. È richiesta, in una parola, quella politica che continua a latitare. E cioè visione, intuizione del mondo, voglia e capacità di leggere il proprio tempo e il proprio Paese, ma anche sforzo quotidiano per individuare soluzioni realistiche ai problemi aperti e, perché no, pure organizzazione, perché le idee camminano sulle gambe degli uomini. I partiti che, prima di andare in crisi, hanno avuto il tempo di costruire, dal governo e dall'opposizione, l'Italia repubblicana, questo hanno fatto, o cercato e magari anche simulato di fare. Il Novecento, è vero, ce lo siamo lasciato alle spalle. Ma è difficile immaginare che partiti nuovi possano nascere, e mettere radici, ignorando questo problema. E ancora più difficile è immaginare che possano girarci attorno le loro nascenti scuole di politica.Va benissimo riunirsi tre giorni, e chiamare un bel numero di grandi firme vecchie e nuove (dall'ormai superclassico Jacques Attali al sempiterno Edgar Morin, da Vandana Shiva all'immancabile Jeremy Rifkin passando per Jean Paul Fitoussi, per dire solo degli ospiti internazionali) a dire la loro, che peraltro non è del tutto ignota, praticamente su tutto: il «liberismo in crisi» come l'ambiente, il lavoro come la «glocalizzazione» di cui tratterà Piero Bassetti, par di capire nell'intento salvifico di far ritrovare al Pd il filo smarrito della narrazione di Milano e del Nord. Probabilmente le loro relazioni offriranno a Veltroni delle belle citazioni per il suo discorso conclusivo. Più difficilmente daranno agli studenti di Cortona lumi utili a sapere che cos'è il partito che sono chiamati a costruire, e a conoscere un po' meglio il Paese che, domani o dopodomani, vorrebbero tornare a governare.Gli ospiti internazionali Da Jacques Attali a Edgar Morin, da Vandana Shiva a Jeremy Rifkin passando per Jean Paul Fitoussi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Paolo Franchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-2889030665438758176?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/2889030665438758176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=2889030665438758176' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2889030665438758176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2889030665438758176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/alla-scuola-del-partito-democratico-i.html' title='Alla scuola del Partito democratico i maestri sono tanti, mancano le idee'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-5749920113438845364</id><published>2008-08-16T20:56:00.007+02:00</published><updated>2008-08-16T21:35:24.748+02:00</updated><title type='text'>A tutto Nanni. Moretti protagonista assoluto a Locarno</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKco8K-YiFI/AAAAAAAAAUg/wBfQXrEvQ1k/s1600-h/nanni+moretti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235198106044762194" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKco8K-YiFI/AAAAAAAAAUg/wBfQXrEvQ1k/s400/nanni+moretti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKco8hsDZxI/AAAAAAAAAUo/WAZ7l-gCftY/s1600-h/a-tutto-nanni-moretti-protagonista-assoluto-a-locarno-463.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235198112141895442" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKco8hsDZxI/AAAAAAAAAUo/WAZ7l-gCftY/s400/a-tutto-nanni-moretti-protagonista-assoluto-a-locarno-463.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKco8t2iKrI/AAAAAAAAAUw/KVeToz_97rQ/s1600-h/a-tutto-nanni-moretti-protagonista-assoluto-a-locarno-463.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235198115407080114" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKco8t2iKrI/AAAAAAAAAUw/KVeToz_97rQ/s400/a-tutto-nanni-moretti-protagonista-assoluto-a-locarno-463.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKcjgaCUv_I/AAAAAAAAATw/zGFOKFhjhSw/s1600-h/nmoretti.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235192131493347314" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKcjgaCUv_I/AAAAAAAAATw/zGFOKFhjhSw/s400/nmoretti.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKcjgR65fUI/AAAAAAAAAT4/8J8Rj01i70k/s1600-h/namoretti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235192129314716994" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKcjgR65fUI/AAAAAAAAAT4/8J8Rj01i70k/s400/namoretti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;a cura di &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.movieplayer.it/redazione/600118/valentina-d-amico/articoli/"&gt;&lt;em&gt;Valentina D'Amico&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il regista protagonista di un lungo incontro con il pubblico dove parla a 360° di politica, cinema, gusti personali e progetti futuri, senza farsi mancare qualche gustoso siparietto comico. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; &lt;a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/6051/nanni-moretti/"&gt;Nanni Moretti&lt;/a&gt; è l'unico personaggio capace di smuovere masse di spettatori, appassionati o semplici curiosi anche in un festival rilassato e a misura di cinefilo come Locarno. Il Nanni nazionale inventa quiz, offre premi in linea coi sui gusti (il tour delle pasticcerie viennesi), salta da una presentazione all'altra dei pezzi forti della retrospettiva a lui dedicata, chiama al cellulare &lt;a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/2106/carlo-mazzacurati/"&gt;Carlo Mazzacurati&lt;/a&gt; sgridandolo davanti al pubblico perché non è venuto ad accompagnare la proiezione del suo film d'esordio &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/13278/notte-italiana/"&gt;Notte Italiana&lt;/a&gt;, tira le orecchie (simpaticamente, ma ripetutamente) a &lt;a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/RnJlZGVyaWMgTWFpcmU=/1/" rel="nofollow"&gt;Frédéric Maire&lt;/a&gt;, reo di abbandonare Locarno per andare a dirigere la Cineteca Svizzera e, non contento di ciò, si reca personalmente a liberare posti a lui riservati nella sala dove si proietta il Filmquiz per far sedere un gruppetto di spettatori rimasto in piedi e alla fine dell'introduzione scavalca atleticamente lo schienale per raggiungere il suo posto. Cosa chiedere di più? Le riflessioni che aprono l'incontro sono, prevedibilmente, legate all'attuale situazione politica italiana. Nonostante Nanni si riproponga, domanda dopo domanda, di cambiare argomento e parlare dei suoi film, con un personaggio del genere è impossibile escludere domande di stampo politico. 'In questi anni ho sottratto tempo alla mia attività di regista per dedicarmi alla politica, e l'ho fatto come semplice cittadino, in modo completamente disinteressato. Se alcuni miei film parlano anche di politica non lo fanno perché con essi voglio convincere qualcuno a pensarla con me, ma perché voglio raccontare delle storie. E' accaduto con &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/845/aprile/"&gt;Aprile&lt;/a&gt;, che era legato al periodo elettorale, e poi con &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/4077/il-caimano/"&gt;Il caimano&lt;/a&gt;, dove volevo narrare l'incontro tra una giovane regista e un produttore in crisi sullo sfondo dell'Italia di oggi. Il dovere di un regista non è quello di convincere nessuno, ma di fare dei buoni film, possibilmente innovativi. Come nel cinema cerco di evitare la ruffianeria, così in politica ho sempre detestato la demagogia e personalmente non penso di dover insegnare qualcosa agli altri. Non mi reputo abbastanza colto per essere un intellettuale. Gli intellettuali, quelli veri, erano &lt;a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/6834/pier-paolo-pasolini/"&gt;Pier Paolo Pasolini&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/RnJhbmNvIEZvcnRpbmk=/1/" rel="nofollow"&gt;Franco Fortini&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/THVpZ2kgUGludG9y/1/" rel="nofollow"&gt;Luigi Pintor&lt;/a&gt;'.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nonostante tenti di schernirsi, l'eclettico Nanni è stato scelto come protagonista della retrospettiva in virtù della sua molteplice attività di regista, sceneggiatore, attore, produttore, esercente, direttore di festival e, prima di tutto, spettatore. 'La mia attività di spettatore ha spesso influenzato le mie scelte come regista e sceneggiatore. Negli anni sono diventato più consapevole e perciò la mia facilità di scrittura è diminuita. Tendo a pormi qualche problema in più sulla ricezione del mio lavoro anche se in 35 anni di attività la mia voglia di fare e guardare film è rimasta intatta. Forse il mio modo di fare cinema sta cambiando. In questi ultimi anni vi sono state una serie di prime volte: ho diretto un film in cui non sono io il protagonista (Il caimano), ho fatto l'attore e ho collaborato anche alla sceneggiatura in un film non mio (&lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/10318/caos-calmo/"&gt;Caos calmo&lt;/a&gt;). Non so ancora cosa accadrà nel mio prossimo lavoro. Al momento sto passando da un'idea all'altra insieme ai miei collaboratori &lt;a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/2146/francesco-piccolo/"&gt;Francesco Piccolo&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/45006/federica-pontremoli/"&gt;Federica Pontremoli&lt;/a&gt;'. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come è tradizione del Festival di Locarno, gli autori della retrospettiva devono proporre una Carte Blanche, una lista di film che per loro sono stati molto importanti. 'Quando Maire mi ha chiesto di fare una lista mi è venuto il panico. Poi ho deciso di fare una scelta ragionata restringendo il campo agli anni '60, l'epoca che mi ha maggiormente influenzato per la grande libertà che si è sprigionata in quegli anni nell'arte, dove il cinema prefigurava l'arrivo di una nuova epoca. Tra i titoli che avevo scelto vi era &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/4656/dillinger-e-morto/"&gt;Dillinger è morto&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/10547/marco-ferreri/"&gt;Marco Ferreri&lt;/a&gt; che non è stato proiettato per una questione di diritti. Per mancanza di spazio ho dovuto scartare anche &lt;a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/TW9yZ2FuIG1hdHRvIGRhIGxlZ2FyZQ==/1/" rel="nofollow"&gt;Morgan matto da legare&lt;/a&gt;, mentre &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/5285/lola/"&gt;Lola&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/80068/jacques-demy/"&gt;Jacques Demy&lt;/a&gt; è stato preferito a film più famosi non per una questione di snobismo, ma perché ho amato veramente molto il film'.&lt;br /&gt;FILMOGRAFIA&lt;br /&gt;Regia&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/4077/il-caimano/"&gt;Il caimano&lt;/a&gt; (2005)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/1291/la-stanza-del-figlio/"&gt;La stanza del figlio&lt;/a&gt; (2001)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/845/aprile/"&gt;Aprile&lt;/a&gt; (1998)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/812/caro-diario/"&gt;Caro Diario&lt;/a&gt; (1993)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/849/palombella-rossa/"&gt;Palombella rossa&lt;/a&gt; (1989)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/848/la-messa-e-finita/"&gt;La messa è finita&lt;/a&gt; (1985)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/813/bianca/"&gt;Bianca&lt;/a&gt; (1983)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/847/ecce-bombo/"&gt;Ecce bombo&lt;/a&gt; (1978)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/6051/nanni-moretti/filmografia/"&gt;Vai alla Filmografia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra tutti i film girati da Nanni Moretti, la pellicola scelta per la proiezione in Piazza Grande è &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/849/palombella-rossa/"&gt;Palombella rossa&lt;/a&gt;, girato del 1989, ma ancora oggi attualissimo. Nessuno meglio del regista è in grado di trovare le parole giuste per illustrare la situazione in cui versa oggi la società italiana. 'Non ho particolari doti profetiche. Palombella rossa e &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/20608/la-cosa/"&gt;La cosa&lt;/a&gt; sono complementari, proprio perché uno è un film di fiction e l'altro è un documentario. Escono poco prima della crisi che coincide con il crollo del muro di Berlino. Quando ho girato Palombella rossa la mia riflessione mi aveva portato a individuare il problema della sinistra dell'epoca nella perdita di memoria. Questo rifiuto del proprio passato, questa continua necessità di doversi scusare per le radici del Comunismo, per altro già ampiamente rinnegate, erano il segno del malessere. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Basti pensare al fatto che a difendere la memoria italiana ci avevano pensato due intellettuali come &lt;a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/R2lvcmdpbyBCb2NjYQ==/1/" rel="nofollow"&gt;Giorgio Bocca&lt;/a&gt; ed &lt;a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/RXVnZW5pbyBTY2FsZmFyaQ==/1/" rel="nofollow"&gt;Eugenio Scalfari&lt;/a&gt; che comunisti non lo sono mai stati. Così ho sentito la necessità di descrivere la situazione a mio modo unendo comunismo, politica e pallanuoto con una libertà narrativa assoluta. Oggi la situazione è di gran lunga peggiore perché è venuta meno ogni possibilità di comunicazione. Prima un comunista e un democristiano parlavano, si confrontavano perché avevano fatto insieme l'Italia. Oggi l'opposizione passa dall'autodistruttività al letargo. E' diventato normale accettare il fatto che siamo l'unico paese in Europa ad avere un capo del governo che possiede tre televisioni, e se qualcuno osa ricordarlo viene tacciato di antiberlusconismo. In Italia manca del tutto un'opinione pubblica e questo ha permesso a Berlusconi di aggredire ripetutamente la magistratura senza che nessun giornale intervenisse. Se in qualsiasi altro paese europeo un Previti viene condannato per corruzione, interviene un'opinione pubblica che lo punisce. Da noi oggi non è più possibile e non possiamo neanche sperare nelle nuovi generazioni, poiché sono cresciute in questa Italia e sono assuefatte dalla situazione tanto da non percepirne l'anomalia'.Se la società italiana versa in una crisi profonda, per fortuna il cinema italiano sembra risorgere dalle proprie ceneri. Negli ultimi anni si è spesso parlato di rinascita del cinema italiano e questa volta Moretti pare fiducioso che il processo in atto sia permanente. 'I riconoscimenti pubblici e il successo dei film di Garrone e Sorrentino non sono una sorpresa, visto che questi due autori, insieme al Soldini di &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/11995/giorni-e-nuvole/"&gt;Giorni e nuvole&lt;/a&gt; che li aveva preceduti di pochi mesi, realizzano opere di livello da anni. Vi è una nuova generazione di registi, ma anche una nuova generazione di produttori, come &lt;a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/17286/domenico-procacci/"&gt;Domenico Procacci&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/21577/donatella-botti/"&gt;Donatella Botti&lt;/a&gt;. Il fatto che &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/13950/il-divo/"&gt;Il divo&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/16745/gomorra/"&gt;Gomorra&lt;/a&gt; non si siano rubati pubblico, ma anzi, si siano sostenuti a vicenda indica che forse anche gli spettatori italiani sono cambiati, sono più fiduciosi verso i prodotti nazionali. E quest'anno abbiamo ben quattro film italiani in concorso a Venezia'. A proposito di festival, Moretti non tralascia di lanciare qualche frecciatina mirata a chi non gli risparmia critiche. 'Come ha detto Procacci, anche io sono felice di essere a Locarno perché qui non c'è un clima isterico e i giornalisti non fanno a gara a essere intelligentemente sgradevoli, come accade da altre parti. In questo festival, come anche a Torino, è possibile seguire i film in tutta tranquillità'.&lt;br /&gt;Mentre il diluvio incessante inizia a impensierire un po' Nanni, il discorso si sposta sulle sue interpretazioni e, in particolare, su quelle scene ormai fissate nella memoria cinefila collettiva in cui Moretti si produce nei suoi ben noti scatti d'ira. 'Amo molto interpretare le scene fisiche. Nel girare la rissa con gli studenti in &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/813/bianca/"&gt;Bianca&lt;/a&gt; o il nuoto in &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/848/la-messa-e-finita/"&gt;La messa è finita&lt;/a&gt; e in Palombella rossa mi sono divertito moltissimo. &lt;a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/6242/mariella-valentini/"&gt;Mariella Valentini&lt;/a&gt; ancora si chiede perché gli ho dato quello schiaffo nella scena del "come parli" in Palombella rossa. Che poi devo ammettere che le parole che mi danno realmente fastidio non le ho messe altrimenti sarebbero rimaste per sempre in un mio film. Nel duello in &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/6785/sogni-d-oro/"&gt;Sogni d'oro&lt;/a&gt; ho preso spunto da quella tv volgare che all'epoca era ancora agli albori. Mi sono ispirato ai talk show mescolandovi un po' di Giochi senza frontiere, il tutto per mettere in scena la mia rissosità in quanto debolezza. Poi però il pubblico l'ha recepita in modo diverso. In questo senso il più grande equivoco nella mia produzione è &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/847/ecce-bombo/"&gt;Ecce bombo&lt;/a&gt;. Pensavo di aver fatto un film doloroso per pochi e invece ho fatto un film comico per molti. Grazie a questo equivoco sono stato inserito nel novero dei nuovi comici, accanto a Verdone e Troisi, e ho continuato a fare film'. Mentre l'incontro si conclude con un'anticipazione sul Torino Film Festival in cui Nanni svela i protagonisti delle tre retrospettive (&lt;a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/1275/roman-polanski/"&gt;Roman Polanski&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/14791/jean-pierre-melville/"&gt;Jean-Pierre Melville&lt;/a&gt; e la rinascita del cinema inglese degli anni '80), una ragazza estrae a sorpresa la recensione di &lt;a href="http://www.movieplayer.it/film/1696/tre-metri-sopra-il-cielo/"&gt;Tre metri sopra il cielo&lt;/a&gt; di Johnny Palomba costringendo Nanni a spiegare chi è Johnny Palomba al pubblico straniero, divertito ma anche un po' disorientato dallo stile unico del misterioso recensore mascherato letto dall'incredibile Nanni, che neanche stavolta si sottrae alla titanica prova richiestagli. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-5749920113438845364?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/5749920113438845364/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=5749920113438845364' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5749920113438845364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/5749920113438845364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/tutto-nanni-moretti-protagonista.html' title='A tutto Nanni. Moretti protagonista assoluto a Locarno'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKco8K-YiFI/AAAAAAAAAUg/wBfQXrEvQ1k/s72-c/nanni+moretti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-7540852213434409559</id><published>2008-08-14T09:33:00.004+02:00</published><updated>2008-08-16T21:03:06.885+02:00</updated><title type='text'>Moretti: non c’è più un’opinione pubblica</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKch1n7ZnRI/AAAAAAAAATg/8T1y5RKx8z0/s1600-h/moretti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235190296976399634" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKch1n7ZnRI/AAAAAAAAATg/8T1y5RKx8z0/s400/moretti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKch1yWjCZI/AAAAAAAAATo/MOm5sBrWnBE/s1600-h/nanni+moretti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235190299774618002" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKch1yWjCZI/AAAAAAAAATo/MOm5sBrWnBE/s400/nanni+moretti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il regista torna sul momento politico: «I voti? Berlusconi ha spostato un Paese...»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La sinistra, l’opposizione, è divisa in due: o è autodistruttiva o è in letargo. Ma la cosa più grave è che manca, non esiste, una opinione pubblica: è da 14 anni che Berlusconi, nonostante il conflitto di interessi, può non solo candidarsi a guidare il Paese ma anche avere un così forte controllo dei media». E’ Nanni Moretti (nella foto) a parlare durante la presentazione della retrospettiva che il Festival di Locarno gli ha dedicato. «Non c’è una legge antitrust - ha proseguito il regista - in nessun Paese democratico del mondo sarebbe stato consentito a Berlusconi di potersi candidare e di avere una tale concentrazione di giornali e televisioni. Ma manca la memoria, manca un’opinione pubblica, si accetta tutto come normale. In un altro Paese, e lo dico tra virgolette, sarebbe stato punito dagli elettori». «Se pensiamo - ha incalzato Moretti - che voleva nominare ministro della Giustizia, Previti... quando un Previti viene condannato in tre gradi di giudizio per corruzione della magistratura relativa agli interessi di Berlusconi, l’opinione pubblica avrebbe dovuto punirlo. Per non parlare di Dell’Utri». «Berlusconi - ha concluso Moretti - non ha spostato i voti, ha spostato un Paese. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-7540852213434409559?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/7540852213434409559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=7540852213434409559' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7540852213434409559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7540852213434409559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/moretti-non-c-pi-unopinione-pubblica.html' title='Moretti: non c’è più un’opinione pubblica'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_e3kZYgrES-g/SKch1n7ZnRI/AAAAAAAAATg/8T1y5RKx8z0/s72-c/moretti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-93319849362330566</id><published>2008-08-10T19:03:00.005+02:00</published><updated>2008-08-10T19:41:09.037+02:00</updated><title type='text'>Continuiamo a farci del male.........! Quello che leggiamo in questi giorni.... ci ricorda il partito d'apparato....</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dibattito sulle PRIMARIE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Repubblica&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;VENERDÌ, 08 AGOSTO 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Firenze&lt;br /&gt;Il segretario regionale contrario allo svolgimento di consultazioni per il partito e la coalizione&lt;br /&gt;Primarie, tempesta nel Pd&lt;br /&gt;Manciulli:"Candidati scelti dall´interno". E scoppia la rivolta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se alla fine il candidato sindaco di Firenze uscisse da una consultazione allargata a tutte le forze della coalizione, con un solo nome in gara indicato dal Pd? Invece delle primarie di partito, come era stato ipotizzato finora, il Pd potrebbe correre con un solo nome scelto tra pochi dirigenti. E´ uno scenario, questo, che il segretario toscano Andrea Manciulli non scarta a priori ma che già incontra la dura opposizione del coordinatore fiorentino Giacomo Billi («dobbiamo fare primarie del Pd aperte», dice) e dell´assessore Cioni che avverte: «Se il partito sceglie questa strada non è più il mio partito». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"Primarie di partito? A Firenze si può" &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ma nel Pd scoppia la rivolta contro la linea di Manciulli&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Massimo Vanni&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Daniela Lastri per ora è l´unica a essere scesa esplicitamente in campo MASSIMO VANNI&lt;br /&gt;O le primarie del Pd o quelle della coalizione. Due sono troppe, politicamente insostenibili dice il segretario toscano del Pd Andrea Manciulli. Ma chi selezionerà i candidati Pd da inviare alle primarie di coalizione? Lo statuto nazionale dice che ci andrà chi raggiunge almeno il 35 per cento dei voti dei componenti delle assemblee comunali. Dal Pd toscano arriva la proposta di far votare i fondatori. E a Firenze scoppia la rivolta. Senza le primarie, il peso dei dirigenti di partito sarebbe determinante nella scelta dei candidati del Pd. E una volta scelto, data la forza elettorale del partito, il candidato avrebbe ottime possibilità di diventare sindaco. «Un ritorno al passato», si oppongono l´assessore Graziano Cioni, il segretario del Pd Giacomo Billi e anche i sostenitori dell´assessore Daniela Lastri, per ora l´unica candidata dichiaratamente in campo. Segretario Manciulli, è vero che non volete le primarie?«Le vogliamo fare e le faremo. La Toscana è la regione nella quale le primarie sono state già fatte, è la sola regione dove lo statuto del Pd prevede le primarie a tutti i livelli ed è l´unica regione ad avere una legge istituzionale per le primarie che solo noi abbiamo fino a questo momento esercitato. Il punto è altrove: come regolare fra loro le primarie di partito e quelle di coalizione. In ballo c´è l´esito stesso delle prossime elezioni amministrative in Toscana».Le primarie di coalizione escludono le primarie del Pd? «La questione è molto seria e deve essere spiegata bene. Il prossimo anno andranno al voto 215 Comuni toscani su 280, la maggioranza di questi è sotto i 15 mila abitanti e voterà in un unico turno. Quando si fanno le regole si fanno per tutti e se non ci presentiamo con una coalizione rischiamo di perdere molti di questi Comuni».E che "c´azzecca" non fare le primarie di partito?«Se il Pd, laddove si renda necessaria una coalizione, facesse prima le primarie aperte a tutti solo per scegliere il proprio candidato e andasse poi dagli alleati a proporre primarie aperte di coalizione, cosa direbbero gli altri partiti? Si sentirebbero di partecipare con pari dignità alla selezione dei candidati con un partito che in Toscana possiede il 47 per cento? A Firenze si vota con due turni ma dove non ci sono si metterebbe a rischio l´esistenza stessa della coalizione e, alla fine, la possibilità di vittoria nei vari Comuni».Il Pd fiorentino sembra pensarla diversamente.«Penso che a Firenze, come nel resto della Toscana, il Pd sarà la forza politica che selezionerà i propri candidati con le procedure di gran lunga più partecipative. Del resto con una decisione di Berlusconi, è stato appena nominato il coordinatore toscano di Forza Italia e mi pare assurdo che in casa nostra ci si tormenti su una modalità di selezione dei candidati che nessun altro partito effettua con altrettanta democrazia. A Firenze dovremmo forse nel giro di 6 mesi raccogliere le firme per le primarie, fare le primarie aperte di partito, raccogliere le firme per quelle di coalizione, fare le primarie di coalizione, raccogliere le firme per le elezioni e quindi votare eventualmente su due turni? La politica non è la coppa dei campioni della selezione dei candidati. Non bisogna mai perdere di vista l´obiettivo vero che non è vincere le primarie ma vincere le elezioni».Sostituire però le primarie con una mera consultazione interna non significa affidare la scelta del candidato al solo gruppo dirigente? Alla casta della politica?«Non è così. Nessuno vuole fare una semplice consultazione del solo gruppo dirigente. Prendiamo il caso di Firenze, che solleva tanta discussione: se entro il 10 ottobre prossimo le forze politiche riusciranno a trovare un accordo vorrà dire che si fanno le primarie di coalizione. E in quel caso il Pd deciderà i suoi candidati per le primarie di coalizione. In che modo? Secondo lo statuto nazionale può sceglierli anche con un semplice voto degli organi dirigenti, ma noi vogliamo andare oltre. Ed è questo lo sforzo che lodevolmente ha portato avanti il parlamentare Franco Ceccuzzi nella commissione statuto regionale del partito: cioè la possibilità di estendere il più possibile la platea di chi decide le candidature alle primarie di coalizione».Ma cosa succede nel caso, invece che non sia possibile decidere già la coalizione entro il 10 ottobre prossimo?«In questo caso vorrà dire che si faranno le primarie di partito aperte a tutti gli elettori, come da regolamento. Il Pd deciderà così il suo candidato e discuterà eventualmente in un secondo momento con gli alleati riguardo al programma e alla costruzione della coalizione. Quindi mi pare evidente che in tutti i casi a Firenze ci saranno primarie aperte a tutti gli elettori. Che siano di coalizione o di partito, tutti potranno votare».Come spiega allora tanta animosità in questi giorni?«A me pare ci sia una spinta di molti candidati e supporter a fare primarie nel modo a loro più congeniale, senza tenere conto delle necessità collettive. Ma chi dirige il partito, a tutti i livelli, dovrebbe preoccuparsi che più di tutto contino le finalità collettive, non quelle dei singoli. Sono dell´opinione che di tutto ciò si debba discutere ai primi di settembre negli organismi dirigenti fiorentini».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Le reazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Tra i critici più accesi c´è l´assessore di Palazzo Vecchio: attenti, perdiamo le elezioni. Billi: niente infingimenti Cioni: "Così non è più il mio partito"&lt;br /&gt;In mattinata una telefonata per ringraziare il segretario cittadino "Basta trucchi, abbiamo già alle spalle la vergogna delle primariette per il Parlamento" &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ERNESTO FERRARA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Giù le mani dalle primarie. Non possiamo tradire gli elettori. Io ho scelto un partito che mi ha dato delle garanzie. Se ora trucca le primarie, se vuole far scegliere il candidato sindaco agli organi dirigenti e non ai cittadini, non è più il mio partito». Il telefono dell´assessore sceriffo Graziano Cioni squilla in continuazione. Lui è nervoso, è arrivato presto nel suo ufficio al terzo piano di Palazzo Vecchio. Alle 12 è alla trentesima telefonata. Batte i pugni sul tavolo. Non manda giù la proposta espressa dal deputato senese Franco Ceccuzzi e sostenuta dal segretario regionale Andrea Manciulli di selezionare, in caso di primarie di coalizione, il nome del Pd per correre alla poltrona più alta dei Comuni dove si vota nel 2009, Palazzo Vecchio compreso, attraverso una consultazione riservata ad iscritti di partito. «Non è la strada giusta, sarebbe una vergogna, perderemmo le elezioni», sbotta. E´ il giorno più tormentato del Pd. Mercoledì scorso, nella riunione della commissione statuto, il "blitz" di Ceccuzzi: in caso di primarie di coalizione, ha proposto il braccio destro di Manciulli, scegliamo il candidato Pd attraverso una consultazione «interna». Per non portare due volte a votare gli elettori Pd, la sua tesi. Ne è nato un putiferio. Tra gli iscritti e nel gruppo dirigente fiorentino. Sconvolti i sostenitori dell´assessore Daniela Lastri, che nella proposta Ceccuzzi hanno visto il tentativo di tagliarla fuori dalla corsa per il sindaco. «Le primarie sono lo strumento più innovativo e dinamico che il Partito Democratico ha introdotto - protesta Cioni - nessuno si può permettere di snaturarle. Non possiamo fare primarie che non siano primarie e scegliere il candidato sindaco attraverso consultazioni interne. Se lo facciamo, stavolta perdiamo le elezioni». Un allarme. Ma anche un monito: «Se il Pd sceglie la strada della consultazione ristretta non è più il mio partito», avverte l´assessore lasciando addirittura balenare la possibilità estrema di lasciare il partito.Poi prende il telefono per ringraziare il segretario Pd di Firenze Giacomo Billi, che alla riunione di mercoledì, dove Ceccuzzi ha lanciato la proposta, si era già messo di traverso rivendicando l´autonomia dei territori e la possibilità di scegliere caso per caso il metodo per individuare le candidature. «La realtà fiorentina è diversa da molte altre della Toscana. E se è vero che lo spirito nazionale del Pd è stato in questi mesi quello di valorizzare i territori e le loro peculiarità, è giusto che Firenze abbia una sua autonomia: per questo la rivendicherò», dice il segretario fiorentino Billi. «Da primarie aperte non possiamo prescindere - aggiunge - e a Firenze il candidato sindaco lo sceglieremo così, senza infingimenti o primarie chiuse». «Non possiamo prendere in giro gli elettori, niente trucchi: abbiamo alle spalle la vergogna delle cosiddette primariette per scegliere i candidati al Parlamento, fu una scelta assurda e sbagliata, se ci penso ancora mi viene la nausea», ricorda anche Cioni.Ma dopo Ceccuzzi due giorni fa, ieri a confermare l´ipotesi è stato lo stesso Manciulli. Come uscire quindi dall´impasse? «Si permetta a Firenze di prendere una sua strada autonoma: le primarie o sono aperte o non sono e non è detto che dappertutto si tengano primarie di coalizione», ha detto ieri Cioni incontrando Manciulli. E anche secondo il segretario fiorentino Billi è questo il modo di uscire dal guado: «A Firenze il Pd ha totalizzato da solo alle ultime elezioni il 50 per cento dei voti. Per questo credo che come partito abbiamo il dovere e la responsabilità di esprimere il candidato sindaco. Credo si possa ipotizzare già dal prossimo settembre un confronto programmatico con gli alleati con cui in questi anni abbiamo ben governato la città. Poi le nostre primarie, ovviamente aperte». Come dire: non è detto che a Firenze si tengano primarie di coalizione. Per quanto a chiederle ufficialmente siano già almeno Sinistra Democratica e Socialisti. Più incerte per ora le posizioni di Verdi e Comunisti Italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;La decisione entro il 10 ottobre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quella data si deciderà come selezionare i candidati La decisione entro il 10 ottobre&lt;br /&gt;Due le date possibili per le primarie: 25 gennaio o primo febbraio&lt;br /&gt;La linea veltroniana della corsa solitaria, qui in Toscana, si scontra con la necessità di raccogliere più del 50 per cento dei voti. In un panorama nazionale sconsolante, il Pd toscano è deciso a non indietreggiare e per costruire le coalizioni, pensa il segretario toscano Manciulli, servono primarie di coalizione. Dati i rapporti di forza, rischiano di essere primarie prevedibili: facile scommettere sul candidato Pd, piuttosto che su quello Ps o di Di Pietro. C´è però un passaggio: in che modo il Pd sceglie i propri candidati per le primarie di coalizione?Manciulli e il gruppo dirigente toscano ritiene impraticabile la strada di due primarie aperte a tutti gli elettori una dietro l´altra: uno stress che mette a dura prova la partecipazione. Se si fanno le primarie di coalizione meglio non fare quelle di partito. In fondo, secondo lo statuto nazionale di candidati alle primarie di coalizione ne possono essere inviati due. Non solo uno, come dice il regolamento (Manciulli considera cogente lo statuto). E mercoledì, nella commissione statuto regionale piomba la proposta di sostituire le primarie di partito con una consultazione interna: i candidati Pd vengono scelti dagli uomini del Pd. E solo nelle successive primarie di coalizione arrivano gli elettori. E´ qui che scoppia la tempesta. Innovazione di percorso o trucco della casta per autoriprodursi? Il Pd fiorentino teme un ritorno al passato, quando a decidere erano i caminetti fra dirigenti: prima si sceglie il candidato, poi si chiamano gli elettori a ratificare. Lo temono gli ex Margherita come il segretario Billi, che negli organi dirigenti sono minoranza rispetto agli ex Ds, lo temono i supporter dell´assessore Lastri, che avvertono freddezza nei gruppi dirigenti, lo teme l´assessore Cioni, che ha la sua forza «fuori». Delle primarie di partito aperte a tutti gli elettori questa volta non si può fare a meno. A costo dello scontro.Manciulli interviene in prima persona a spiegare. A chiarire che a Firenze si faranno probabilmente primarie di partito, visti i tempi stretti (da qui al 10 ottobre) per rinsaldare e rifondare l´alleanza. Le primarie sono fissate per il 25 gennaio. Al massimo il primo febbraio. Lo scontro si stempera, anche se non si dissolve. Ma restano i rebus: se il Pd sceglierà il candidato con primarie aperte a tutti, come si procederà poi? O il Pd correrà da solo o i futuribili alleati ratificheranno la scelta del candidato. A meno di passare per altre primarie aperte di coalizione.(m.v.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 9 Agosto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il Pd nazionale con Manciulli &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;"Gli alleati si troverebbero davanti a un fatto compiuto"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;Andrea Orlando: "Gli elettori non possono votare due volte in poco tempo" MASSIMO VANNI&lt;br /&gt;(segue dalla prima di cronaca)«Il Pd ha un ruolo essenziale nell´indicare obiettivi e strategie, ma cercare consensi e alleanze coerenti è indispensabile anche in una prospettiva nazionale. Così facciamo in Regione. Così tutti i partiti dovrebbero fare nei territori, anche perché in molti Comuni vaste alleanze sono indispensabili per battere la destra, e questo è un dato che va tenuto conto», sostiene il presidente toscano Martini rilanciando invece le primarie di coalizione. «Le primarie sono davvero aperte quando puntano a costruire ampie intese sui programmi e a coinvolgere tutta la società civile. Puntare su primarie di coalizione non è dunque questione regolamentare, ma una scelta tutta politica, da assumere in tutta la Toscana - continua Martini- solo dopo aver accertato che non è possibile conseguire questo obiettivo si può ricorrere alla scelta subordinata delle primarie di partito, da organizzare anch´esse in modo aperto, coinvolgendo l´intera cittadinanza. E l´idea di due primarie in sequenza mi sembra impraticabile».Impraticabile organizzativamente e politicamente: «Non solo perché la stessa base elettorale sarebbe chiamata a pronunciarsi due volte nell´arco di poco tempo, ma anche soprattutto perché gli eventuali alleati si troverebbero di fronte ad un sostanziale fatto compiuto», spiega il Pd nazionale per voce del responsabile organizzazione Orlando. Di fronte alla necessità di costruire una coalizione cioè, le primarie di partito sarebbero percepite dagli alleati come l´imposizione di un nome già scelto.«Non confondiamo i mezzi con i fini, l´obiettivo è vincere con buone coalizioni e non possiamo fare due primarie a distanza di una settimana. Il percorso indicato dal segretario toscano serve per tutte le realtà», dice anche il parlamentare ex Margherita Antonello Giacomelli. Lo stesso Manciulli insiste: «Di partito o di coalizione, le primarie ci saranno comunque e saranno aperte a tutti gli elettori». Ma il Pd fiorentino non demorde. Mentre nei circoli di base circolano bozze di documenti pro-primarie di partito, a nome dell´ala sinistra del partito Alessio Biagioli scrive: «Il Pd è nato sulle primarie e sulle primarie rischia di affondare se queste non sono lo strumento di coinvolgimento degli iscritti e degli elettori». E aggiunge: «La proposta del segretario regionale è contraria allo statuto regionale e nazionale, che attribuisce diritto di scelta dei candidati agli elettori».Dal fronte degli alleati, Sinistra Democratica avverte di ritenere «indispensabili» le primarie di coalizione aperte a tutti. «Ma anche se i tempi non possono essere dilatati all´infinito, non ci pare né utile né giusto fissare sulla base di atti e scelte interne del Pd scadenze come quella del 10 ottobre», dicono Giuseppe Brogi e Daniele Baruzzi. Primarie di coalizione le chiede anche il Ps con Alessandro Falciani. I Comunisti italiani non sono contrari. Mentre i Verdi le chiederanno solo «se il candidato non ci piace», dice Gianni Varrasi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 10 Agosto&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lettera aperta del coordinatore del Forum sulla partecipazione&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;"Non vogliamo ritornare a un partito di apparato"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Primarie Pd, primi malumori della base&lt;br /&gt;"Quello che leggiamo in questi giorni ci fa temere di tornare indietro di anni"&lt;br /&gt;«Quello che leggiamo in questi giorni ci fa temere di essere riportati indietro di anni, ad un partito d´apparato, dove le decisioni vengono prese da pochi e imposte dall´alto». E´ la lettera aperta al Pd promossa dal coordinatore del Forum sulla partecipazione Giulio Caselli e firmata per ora da una trentina di persone tra coordinatori di circolo, dirigenti cittadini e semplici fondatori. Un documento di una pagina nato dal basso per dire di no alle «ingerenze» e chiedere che il Pd fiorentino scelga il suo candidato sindaco per la disfida elettorale del 2009 attraverso primarie di partito.Il Pd toscano ribadisce che le primarie di partito, secondo lo statuto nazionale, si faranno se entro il prossimo 10 ottobre non ci sarà un accordo politico di coalizione. Se cioè non ci saranno primarie di coalizione, che il presidente della Regione Claudio Martini giudica sempre preferibili dal momento che, per vincere nei vari Comuni, il Pd ha bisogno di alleanze. Non può correre da solo. Ma come si decidono i candidati da inviare alle primarie di coalizione? Secondo lo statuto nazionale si possono presentare coloro che ottengono almeno il 35 per cento dei voti nell´assemblea comunali (cioè al massimo due candidati). Ma alla selezione degli organi di partito la lettera della base oppone e rilancia la selezione dei candidati ricorrendo comunque a primarie del Pd. «Ciò che ha spinto molti di noi ad impegnarci nuovamente o per la prima volta è stata la sfida di costruire un partito nuovo, libero da vecchie logiche e vincoli, dove le decisioni importanti sono davvero prese dalla base e dagli iscritti», si legge nella lettera aperta. E ancora: «Non possiamo condividere l´idea di un candidato che sia in qualche modo imposto, sia che il nome venga indicato da Roma sia che provenga da qualsiasi altra parte, per quanto i nomi proposti ed apparsi siano di assoluto prestigio», c´è scritto nel documento promosso da Caselli e firmato dai coordinatori di circolo Claudio Fantoni (Peretola), Maurizio Sguanci (San Jacopino), Jacopo Ghelli (Varlungo), Rossella Cecchini (Andrea Del Sarto), Enzo Torelli (Coverciano), Demitri Gudas (circolo "Boncinelli"). Ma anche dalla presidente dell´Sms di Rifredi Giovanna Malgeri, dal dirigente cittadino Dario Nistri, dall´ex presidente di Quartiere Walter Rossetti, dalla coordinatrice del Quartiere 4 Barbara Cavandoli, dall´ex segretaria Ds del centro storico Oriella Pieracci.«Se a Firenze prenderanno la decisione di fare primarie di partito è chiaro che si tratterà di una scelta politica», tiene a dire il Pd toscano. Correndo magari il rischio di rendere poi più difficile la costruzione dell´alleanza elettorale. Ma il documento che arriva dalla base non lascia dubbi: «Chiediamo un segnale che ci confermi e conforti sul cammino finora intrapreso dal Pd», dicono i firmatari. E «a differenza di quello che qualcuno crede, i nostri cittadini e i nostri futuri iscritti hanno la maturità di fare scelte importanti e responsabili senza tutori e senza soluzioni preconfezionate», aggiungono dichiarandosi in linea con le posizioni assunte in questi giorni dal segretario cittadino Giacomo Billi e da quello metropolitano Andrea Barducci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Neppure l´assessore Graziano Cioni demorde: prima di partire per la Val Gardena ha inviato una raffica di «sms» per annunciare «una grande assemblea prima del 15 settembre» dell´associazione Firenze democratica con l´obiettivo di «far conoscere cosa pensiamo per il futuro di Firenze». Cosa pensa Cioni già è noto: primarie di Pd.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-93319849362330566?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/93319849362330566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=93319849362330566' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/93319849362330566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/93319849362330566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/continuiamo-farci-del-male-quello-che.html' title='Continuiamo a farci del male.........! Quello che leggiamo in questi giorni.... ci ricorda il partito d&apos;apparato....'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-811458590981689881</id><published>2008-08-09T18:41:00.002+02:00</published><updated>2008-08-09T18:45:05.633+02:00</updated><title type='text'>Riceviamo da Ettore un articolo de IL FOGLIO</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Viva il centralismo democratico !&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il caso Chiamparino ultimo esempio di un problema dei nuovi partiti.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una delle caratteristiche storiche della sinistra italiana, la più influenzata tra quelle occidentali dall’impostazione leninista, era la disciplina di partito. La formula del “centralismo democratico” – le organizzazioni di livello inferiore eleggono quelle di livello superiore, alle quali sono subordinate nelle decisioni – resistette a tutte le bufere. Questo non impedì che tendenze politiche contrastanti, o “diverse sensibilità”, come le definiva castamente Giorgio Amendola, si esprimessero nel confronto di organismi dirigenti ristretti, ma l’unità nell’azione e l’esecuzione corale delle decisioni assunte erano sempre assicurate. Sarebbero stati inconcepibili, allora, episodi come quelli che caratterizzano attualmente la vita interna di Rifondazione, dove i consiglieri calabresi decidono di entrare nella giunta, nonostante il divieto esplicito del segretario, e l’organo di stampa del partito rivendica l’autonomia dalla linea vincente del congresso, o nel Partito democratico, dove persino l’innocua petizione per “salvare l’Italia” riceve ripulse e diserzioni e in molti centri è in corso una specie di guerriglia tra amministratori e organizzazioni di partito.Naturalmente sarebbe insensato provare nostalgia per il centralismo democratico, che viene mantenuto come vincolo statutario soltanto nel museo delle cere denominato Partito dei comunisti italiani. In sostanza quel principio organizzativo era l’espressione di quello ideologico secondo cui “la coscienza rivoluzionaria si porta dall’esterno”. Il fatto è che con il centralismo pare se ne sia andata anche la democrazia, intesa come metodo di maggioranza. Le maggioranze congressuali sembrano rappresentare l’ambito ristretto della militanza, che non coincide con quello più ampio del consenso elettorale. Sergio Chiamparino, uno dei sindaci più popolari d’Italia, ha perso il congresso torinese dei democratici, e adesso si sente assediato. L’espediente delle primarie (che dovrebbero scegliere i candidati alle cariche pubbliche e non i leader di partito) non ha sciolto questa contraddizione, che invece tende a esplodere sul territorio e agevola l’organizzazione di correnti nazionali che diventano i veri referenti politici della militanza più attiva. La decadenza di un principio organizzativo obsoleto e soffocante non ha trovato ancora un’alternativa efficace, indipendentemente dalla caratteristica delle leadership, visto che l’indisciplina colpisce tanto Paolo Ferrero quanto Walter Veltroni.&lt;br /&gt;8 agosto 2008 &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-811458590981689881?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/811458590981689881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=811458590981689881' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/811458590981689881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/811458590981689881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/riceviamo-da-ettore-un-articolo-de-il.html' title='Riceviamo da Ettore un articolo de IL FOGLIO'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-2055622370651234333</id><published>2008-08-09T18:18:00.005+02:00</published><updated>2008-08-09T18:37:37.864+02:00</updated><title type='text'>Alcuni commenti agli articoli di Paoli</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Interessante l'analisi fatta da Paoli, meno brillante mi appare invece la sua conclusione di rivolgersi alla Regione Toscana. Mi sarei infatti aspettato qualche suggerimento di piu' alto profilo (che ovviamente io non sono in grado di proporre, non essendo un economista ne' un addetto ai lavori).Tuttavia sui sistemi cosiddetti "complessi ", che fanno parte di alcuni miei recenti studi, qualcosa posso aggiungere: -oltre alla "resilienza" ed altri parametri di adattabilita' esistono "meccanismi riparatori" che qualche volta sono automatici, specialmente nei sistemi viventi. Vale a dire che non tutte le dinamiche portano alla rottura. Necessita' infatti vuole che la vita continui. Se questo vale in natura, non vedo come non possa valere anche per le questioni socio-economiche. I poli d'attrazione nascono dalle idee innovative, dagli azzardi, dall'evoluzione culturale, dai confronti coraggiosi, dalle competenze e, soprattutto in questo periodo, dal fare rete o sitema, visto che si parla di "sistemi complessi". Comunque grazie a Paoli per aver fornito ottimi spunti di riflessione che meriterebbero un piu' ampio dibattito peraltro proseguito anche dall'articolo firmato "sequenze". -Regole amministrative- invoca quest'ultimo articolista: Ben vengano, aggiungo io, purche' non si sconfini nella paralisi burocratica o si faccia diventare la burocrazia una scienza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Paolo Pasquinelli&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Biologo ed Artista Contemporaneo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Condivido l' analisi della situazione ma purtroppo sono in tanti a saperlo fare, molto più difficile secondo me è capire come siamo arrivati a tutto questo ma soprattutto come ...rimediare.Ciao,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Giovanna Baldi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si certamente pubblicizzare mettere sul mercato come letteralmente dice la parola marketing credo sia importante per dare visibilità a ciò che abbiamo e a ciò che offriamo , è importante però anche vincolare le aziende al territorio in termini di programmazione, investimenti ma anche responsabilità ,nel senso che un azienda o un gruppo che viene attratto dalla convenienza economica e strategica che ha nel investire nel nostro territorio deve essere messa nella condizione di riconoscere e di valorizzare le risorse che noi gli concediamo come territorio e come valore umano senza il quale essa o esso non può arrivare agli obbiettivi strategico economici che si è prefissata , cosi come il valore umano debba riconoscere il valore dell'azienda, o il gruppo per il quale lavora.Insomma, occorre una sinergia come valore, in cui si interiorizzi da ambo le parti il concetto che il benessere, di una città, o di uno stato dipendono dalla coesione del capitale con il fattore umano senza il quale non scaturirà un benessere sociale. il benessere sociale passa per la responabilità individuale e serve per arrivare a far si che l'uomo attraverso il benessere socioeconomico possa sviluppare se stesso secondo le proprie peculiarità e i propri desideri . Credo anche che promovendo (da parte di comuni e provincie ) e finanziando progetti e idee si possa valorizzare il nostro territorio . TI faccio degli esempi: sono stato 2 giorni alle 5 terre, percorrendo a piedi tutto il percorso sul mare notavo come questa gente , malgrado pendii molto ripidi sia riuscita a trasformare un pezzo di territorio apparentemente inutilizzabile in attività come viticoltura e coltivazione di olivi facendone l'attività primaria insieme al turismo compatibile . Domanda o noi cosa manca per poterlo fare sulle nostre colline che guardano il mare ? secondo me nulla ,solo voglia , intraprendenza, passione e lo stimolo delle istituzioni . un abbraccio a presto &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Enrico Serena&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Paoli è pessimista perchè non tiene conto che per la promozione del ns. terrtorio (Livorno) operano (tanto per dare alcuni esempi):&lt;br /&gt;SPIL&lt;br /&gt;BIC&lt;br /&gt;Sviluppo Livorno&lt;br /&gt;Tre poli tecnologici&lt;br /&gt;InterportoLEM&lt;br /&gt;e che la Toscana dedica al ns. territorio parte dell'attività di altri enti dal Portale Toscana in su.&lt;br /&gt;Insomma un esercito di persone "qualificate" che prendono lo stipendio o gettoni di presenza per aiutarci. Le cose cambieranno sicuramente. O no?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Nino Bonsignori&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Condivido ma di parole non ne posso più: fate o facciamo qualcosa che non siano sempre parole e soprattutto compromessi ripeto basta Di Petro compreso.Massimo salvaci perchè a questo punto solo tu lo puoi fare!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;redelfiore&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bell'analisi di Paoli.La risposta alla crisi è di tipo settoriale e comunque interamente ascrivibile all'intervento istituzionale.Sono vecchi metodi di natura difensiva che non responsabilizzano l'imprenditore rendendolo l'autentico pace maker dell'intervento senza obblighi significativi nei confronti del mercato e delle parti in causa.Si tampona oggi in attesa della dismissione di domani.Un partenariato sciolto da qualsiasi vincolo e non rispettoso della norma amministrativa condanna la politica (che dovrebbe programmare)ad un ruolo furbesco e subalterno.Difficile ora come ora invertire la tendenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;sequenze&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-2055622370651234333?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/2055622370651234333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=2055622370651234333' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2055622370651234333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2055622370651234333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/alcuni-commenti-agli-articoli-di-paoli.html' title='Alcuni commenti agli articoli di Paoli'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-6349250820635853876</id><published>2008-08-03T10:14:00.000+02:00</published><updated>2008-08-03T10:15:14.697+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SJVo8ZS9NVI/AAAAAAAAATQ/U0CkimqDM2k/s1600-h/io+firmo.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5230201929052534098" style="FLOAT: left; 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&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;MASSIMO PAOLI&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Declino, si fa presto a dire declino! Ma lo vedi, è tutto intorno a te, lo puoi toccare e ha persino un odore, quello del fritto delle feste che servono a dimenticarlo per un po’, ad esorcizzarlo temporaneamente e consentirci di far come gli struzzi, cacciare la testa sotto la sabbia … sotto al fritto misto, in realtà.&lt;br /&gt;Messa sotto pressione la struttura economico-produttiva, come ogni altra, scricchiola, i suoi avvertimenti sono lunghe lamentose cacofonie. L’impresa tal dei tali venuta qui molti anni fa chiude, un'altra si salva per miracolo, ma poi risulta che è stata venduta ad un’altra impresa ancora, così che da primo fornitore ad un certo punto della filiera diventa un fornitore come gli altri (lungi dall’essere più il “primo” o addirittura è divenuta di fatto un subfornitore). Oppure, come titoli di giornale: salvati 70 posti di lavoro (Trelleborg), passati da  Siemens a Continental altri 700,  salvati 60mila contenitori (è il caso MSC di qualche mese fa), riformulata l’operazione Rossignolo, salvata la riparazione in porto (per queste ultime due situazione ancora non si può dire, ma magari si dirà), speriamo di non dover dire anche salvati i quasi 800 (tra diretti e no) posti di lavoro Eni, insomma ….  salvata, …. deviata in corner, …. rinviata in tribuna….. declino.&lt;br /&gt;Abbiamo detto che è stato soft, e che lo è ancora. Ma la rete si destruttura, la maglia che salta viene rattoppata, e così si avanti per un po’, ma maglia dopo maglia la rete si indebolisce, tutti i sistemi complessi hanno punti di rottura catastrofici. Quale sarà il punto di non ritorno del nostro sistema areale? Per fortuna quegli stessi sistemi complessi sono “resilienti” e ciò vuol dire che resistono come pochi altri alle “deformazioni”, sicché potrebbe essere ancora lontano il momento del brutto risveglio di un giorno che speriamo non venga mai.&lt;br /&gt;Ma allora abbiamo la possibilità per evitare del tutto che quel giorno si presenti!&lt;br /&gt;All’inizio degli anni ’90 si è tentato di proporre a questo territorio, così provato da una deindustrializzazione allora anche più feroce di quella di oggi,  se non altro perché l’area aveva 25mila bocche da sfamare in più (tutta gente che, è doloroso e buffo dirlo, ci ha fatto il regalo di andarsene assieme agli insediamenti produttivi perduti), una politica molto costosa e complessa ma di grande successo dovunque sia stata utilizzata al meglio (dal Galles alla Scozia, passando per l’Irlanda, il Portogallo, la Spagna e la Germania dell’est appena annessa, giusto per rimanere solo in Europa). Quella politica si chiama “marketing per l’attrazione di investimenti esogeni”.&lt;br /&gt;Marketing per attrarre investitori e investimenti cioè imprese non autoctone che nella logica della mondializzazione dell’apparato logistico-produttivo trovassero quest’area, la nostra, attraente e conveniente, al punto da installarvi un’unità logistica o produttiva (o logistico-produttiva).&lt;br /&gt;Non so perché, ma quella parola, marketing, un po’ come titola un riuscito programma di parodia televisiva, non la si è voluta, potuta, o forse saputa interpretare per bene (siamo gli unici al mondo e qui parlo come paese, a non saper fare un filo di marketing per l’attrazione, e i dati sugli investimenti in Italia poi ce lo confermano).&lt;br /&gt;Quel concetto, marketing, si è inesorabilmente trasformata nella sua versione nazional-politico-popolare: markette (e speriamo che Chiambretti non voglia i diritti di autore).&lt;br /&gt;E ciò significa che qualche investitore è venuto, anzi importanti imprese hanno investito nell’area, ma perché questa è di per sé conveniente. Noi però, non li abbiamo scelti, non abbiamo negoziato con loro il futuro e abbiamo fatto anche meno per radicarli. Non è ancora troppo tardi per riprendere le redini di quella politica, bisogna coinvolgere pesantemente la Regione Toscana, che deve rendersi conto che se è vero che l’attrazione di investimenti forse non è urgente per la Toscana centrale dei distretti, è profondamente vero che è invece una politica urgente per la Toscana della costa.&lt;br /&gt;Chi ci prova a farglielo capire?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-6954710301854456941?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/6954710301854456941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=6954710301854456941' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/6954710301854456941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/6954710301854456941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/declino-si-fa-presto-dire-declino.html' title='Declino, si fa presto a dire declino!'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-7341081338379792008</id><published>2008-08-02T02:23:00.001+02:00</published><updated>2008-08-02T02:24:43.419+02:00</updated><title type='text'>Il Pd sposta al 15 ottobre la scelta se candidarsi</title><content type='html'>La Repubblica29-07-08,&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt; sezione FIRENZE&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ERNESTO FERRARA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Primarie, il Pd toscano sposta di un mese l' inizio della raccolta di firme per chi vorrà candidarsi: non più il 15 ottobre, come nel regolamento nazionale, ma il 15 novembre. Lo ha deciso ieri all' unanimità la direzione regionale del partito, anche se a ratificare la scelta dovrà essere la costituente regionale convocata per il 6 settembre. è il modo di anteporre alla bagarre delle primarie (nel 2009 si vota in 218 su 280 comuni toscani) la conferenza programmatica del partito, il 7 e l' 8 novembre prossimi: sarà quella, nelle intenzioni del segretario regionale Andrea Manciulli, l' occasione per discutere una piattaforma di ampio respiro, sulla cui base affrontare due anni di battaglie, prima le comunali, le provinciali e le europee, poi le regionali nel 2010. Slitta di un mese anche il termine per chi vuole candidarsi e oggi occupa un ruolo istituzionale alla guida di comuni, province o regioni: il giorno x per rendere pubblica la scelta di scendere in campo sarà il 15 ottobre e non più il 15 settembre. è il caso del presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi, che non nasconde di coltivare ambizioni a candidato sindaco. Avrà un mese in più per sciogliere il nodo. Ma lo avranno anche i suoi possibili concorrenti - da Lapo Pistelli a Daniela Lastri ad Achille Serra - che non guidano enti o istituzioni. La conferenza programmatica di novembre sarà preceduta anche, a fine settembre, da una grande giornata di ascolto del mondo del sapere e della cultura. Sarà poi individuata una data unica (probabilmente nella prima metà di gennaio) in cui svolgere le elezioni primarie in tutta la Toscana, un "election day". Forza Italia intanto ribadisce il suo no alle primarie: «Benvenga un intervento da Roma sulla scelta delle candidature».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-7341081338379792008?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/7341081338379792008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=7341081338379792008' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7341081338379792008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7341081338379792008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/08/il-pd-sposta-al-15-ottobre-la-scelta-se.html' title='Il Pd sposta al 15 ottobre la scelta se candidarsi'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-6382159681735802244</id><published>2008-07-30T21:00:00.002+02:00</published><updated>2008-07-30T21:03:46.745+02:00</updated><title type='text'>Prima Direzione Regionale del PD della Toscana</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;                                          &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Amministrative 2009: le tappe del Pd della Toscana&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Conferenza programmatica il 7 e 8 novembre e proposta di spostamento di 30 giorni delle scadenze per l'iter di presentazione delle candidature alle primarie&lt;br /&gt;La Direzione regionale del Pd della Toscana, conclusasi nel tardo pomeriggio di oggi, ha votato all'unanimità la relazione del segretario Andrea Manciulli che prevede un percorso politico che introduca alla campagna elettorale per le amministrative del 2009: una scadenza che inciderà sui prossimi 10 di governo e di sviluppo della nostra regione.La direzione regionale del Partito ha deciso di celebrare la conferenza programmatica il 7 e l'8 novembre: due giorni di lavoro in cui sia possibile costruire l'impianto programmatico per la Toscana per dare priorità e impegni precisi in risposta alle necessità dei toscani.Per fare questo è stata convocata l'Assemblea costituente regionale il 6 settembre prossimo con lo scopo di adottare un regolamento regionale che disciplini l'iter per l'individuazione delle candidature spostando tutte le scadenze di 30 giorni. La raccolta delle firme dei candidati alle primarie potrà quindi partire dal 15 novembre, dopo la conclusione della conferenza programmatica.È stato deciso inoltre che la Conferenza Programmatica sarà preceduta da un grande momento di ascolto con il mondo del sapere e della cultura per raccogliere i loro spunti e le loro proposte.Sarà poi individuata una data unica in cui svolgere l'elezioni primarie in tutta la Toscana, un "Election day" che sia un grande evento e una grande occasione di mobilitazione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-6382159681735802244?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/6382159681735802244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=6382159681735802244' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/6382159681735802244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/6382159681735802244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/07/prima-direzione-regionale-del-pd-della.html' title='Prima Direzione Regionale del PD della Toscana'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-3192197786664563247</id><published>2008-07-30T20:56:00.002+02:00</published><updated>2008-07-30T20:59:33.688+02:00</updated><title type='text'>La differenza la fai TU</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SJC5rmCovDI/AAAAAAAAATI/XT229Hea4fw/s1600-h/tesseramentotoscana.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228883325974264882" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SJC5rmCovDI/AAAAAAAAATI/XT229Hea4fw/s400/tesseramentotoscana.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Campagna tesseramento Partito Democratico&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Scritto il 29/07/2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Costruiamo l'alternativa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;"Ci rivolgiamo a tutti coloro che pensano sia necessaria un'alternativa riformista in questo Paese. Lo facciamo con la convinzione che il Partito Democratico rappresenti l'unica alternativa alla destra e a Berlusconi". Con queste parole il segretario del PD Walter Veltroni ha presentato oggi a Roma la prima campagna di tesseramento del Partito democratico. "Da oggi sono aperte le iscrizioni al partito, sulla base di quanto stabilito dalla Direzione nazionale di ieri. Il tesseramento arriva in una fase definita e ormai consolidata del partito. Non è un atto totalizzante come era per i partiti di un tempo, ma rappresenta un impegno che il cittadino si prende nell'ottica di proseguire il cammino di costruzione di un partito nuovo". A presentare insieme a Veltroni la prima tessera del Pd, che recherà proprio la firma del segretario, ci sono il coordinatore dell'area Organizzazione Giuseppe Fioroni e il responsabile Andrea Orlando. "Si apre oggi - afferma Fioroni - un percorso importante di radicamento del partito. Dopo diversi scatti da centometristi, ora passiamo passare alla maratona".La tessera riproduce semplicemente il logo del Pd, con a fianco la scritta 2008 - 2009. "La tessera coprirà infatti quel che rimane del 2008 - spiega Andrea Orlando - e tutto il 2009. Dal 2010 riprenderà la tradizionale iscrizione annuale". La tessera risponde anche a un preciso bisogno di finanziamento del partito: la quota minima d'iscrizione è di 15, "però - osserva Orlando - chi volesse contribuire con una quota maggiore è ben accetto".Il Pd non si pone limiti né obiettivi in termini di quantità di iscritti, assicura Fioroni. Ciò che è certo, invece è che "l'intento del Pd è quello di creare un circolo territoriale in ogni comune d'Italia, in modo da offrire una prospettiva sociale ai cittadini e un luogo dove poter portare avanti il dibattito interno". Circoli aperti, luoghi di confronto e di dibattito. "Ora - conclude Fioroni - chi discute tramite le pagine dei giornali e le fondazioni avrà un luogo dedicato per farlo, i circoli appunto".Tornando al tesseramento, sia Fioroni che Orlando tengono a ribadire che dal regolamento è stata abrogata la parola "consegna". "La tessera - spiegano - sarà individuale, recante la firma e potrà essere solo ritirata presso il circolo territoriale".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-3192197786664563247?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/3192197786664563247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=3192197786664563247' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3192197786664563247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3192197786664563247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/07/la-differenza-la-fai-tu.html' title='La differenza la fai TU'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SJC5rmCovDI/AAAAAAAAATI/XT229Hea4fw/s72-c/tesseramentotoscana.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-8969065056898120516</id><published>2008-07-28T21:22:00.001+02:00</published><updated>2008-07-28T21:33:20.032+02:00</updated><title type='text'>Il Re è Nudo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;dal Corriere di Livorno del 21.07.2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_7DC1dajc5Qc/SI4evoThZ1I/AAAAAAAAACE/37C-SFotmik/s1600-h/cdl_2008-07-21.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_7DC1dajc5Qc/SI4evoThZ1I/AAAAAAAAACE/37C-SFotmik/s320/cdl_2008-07-21.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228150021045708626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;cliccare sull'immagine per ingrandire&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-8969065056898120516?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/8969065056898120516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=8969065056898120516' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8969065056898120516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8969065056898120516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/07/il-re-nudo.html' title='Il Re è Nudo'/><author><name>PaoloL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08370801511974087183</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_7DC1dajc5Qc/SI4evoThZ1I/AAAAAAAAACE/37C-SFotmik/s72-c/cdl_2008-07-21.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-8246287749554616724</id><published>2008-07-24T21:28:00.002+02:00</published><updated>2008-07-24T21:38:41.112+02:00</updated><title type='text'>Ancora un importante contributo di Massimo Paoli</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SIjaNyxeU_I/AAAAAAAAATA/tl-HqzNHDvo/s1600-h/massimo+paoli.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226667298065896434" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SIjaNyxeU_I/AAAAAAAAATA/tl-HqzNHDvo/s400/massimo+paoli.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’immagine della forza e il senso della dinamica reale di un sistema economico possono facilmente essere estratti dall’analisi del comportamento di questi semplici indicatori: produzione, occupazione, salari e produttività.&lt;br /&gt;A partire dal 1995-96, preoccupata degli alti tassi di disoccupazione, l’Europa prova a flessibilizzare i mercati dei lavori con il Libro Bianco di Delors e la costituzione, dopo il trattato di Amsterdam 1996, del Comitato Permanente per l’Occupazione ed il Mercato del Lavoro cui veniva assegnato l’obiettivo di coordinare le politiche dei mercati dei lavori dei paesi membri, poi Lisbona 2000 e così via.&lt;br /&gt;L’Italia aderisce allo spirito delle politiche europee, ma succede qualcosa di complesso e di stupefacente, il paese che ha sempre fatto della sua capacità dinamica, nella buona come nella cattiva sorte, la sua arma più affilata si ferma.&lt;br /&gt;La produzione italiana tocca il suo picco nel 1995 con un quasi +6%, poi vivacchia ad una media del +3% medio annuo fino al 2001, per piombare nell’intorno del +1% medio annuo fino al 2006.&lt;br /&gt;L’occupazione sembra rianimarsi, nel 1995 è 0%, poi si stabilizza intorno al +1,5% medio annuo fino al 2001, per poi cadere sotto il +1% medio annuo fino al 2006.&lt;br /&gt;Nel periodo 1995-2006 le retribuzioni “reali” degli occupati italiani crescono di un ridicolo +0,1% medio annuo contro una media europea, non esaltante, ma dieci volte più dinamica e pari al +1%. I salari reali crescono del +1% medio annuo anche in Germania, del +1,3% in Francia, crescono di ben diciassette volte il dato italiano, +1,7% medio annuo, in Portogallo, ventitre volte con il +2,3% in Gran Bretagna e di ben trenta volte con il +3,0% medio annuo in Grecia. Insomma in questo decennio, pur avendo avuto una composizione dei turnover occupazionali simile alla nostra, i salari francesi e britannici sono cresciuti rispettivamente del 15% e del 29%, mentre quelli italiani non arrivano al 3%.&lt;br /&gt;La produttività europea ha resistito ad un +1,5% medio annuo nel periodo 1995-2000 scendendo all’1% medio annuo nel periodo 2000-2006.&lt;br /&gt;La crescita della produttività oraria (cioè il PIL reale per occupato) dovrebbe aumentare poco più dell’1% nella zona euro sia nel 2007 che nel 2008, per raggiungere sperabilmente l’1,3% nel 2009 (occorre sottolineare, però, che era stata dell’1,5% nel 2006).L’Italia, con una crescita della produttività del +0,2% nel 2006 a fronte di una media del +1,5% nell’UE a 15, è evidentemente messa proprio male. È pur vero che c’è stato un miglioramento rispetto al -0,5% medio annuo del periodo 2001-2005 e che si prevede un aumento di produttività dello 0,8% nel 2008 e dello 0,9% nel 2009, ma comunque il prossimo anno l’Italia potrebbe essere ancora una volta il paese della zona euro che registrerà la crescita della produttività più debole.&lt;br /&gt;Sulla base di questi dati vengono spontanee alcune riflessioni, magari non sistematiche e forse affrettate, ma sentite.&lt;br /&gt;I mass media televisivi si lamentano ogni giorno che la domanda aggregata interna non regge e i consumi calano, quasi fosse colpa dei consumatori, ma dove li prendono i soldi, se i salari non crescono?&lt;br /&gt;La flessibilizzazione-precarizzazione della legge 30 è fallita. Fa più danni precarizzando di quanto non costituisca vantaggio per le imprese flessibilizzando l’entrata, va rivista, anche se forse non cancellata.&lt;br /&gt;Pensare che i bassi salari diano competitività alle imprese è da sempliciotti, perché comunque per quanto bassi sono sempre alcune decine di volte più alti di quelli dei paesi emergenti nostri diretti competitori, l’unico obiettivo che si raggiunge in questo caso è appunto il crollo dei consumi. E se i sistemi capitalistici possono immaginare anche di stare senza lavoratori, senza capitale e non so cos’altro, di certo non sopravvivono un minuto senza consumatori.&lt;br /&gt;La produttività è del lavoro in quanto associato al capitale. Se mi danno da scavare una buca con una pala (investimento in capitale 10 euro) la mia produttività è qualche chilo al minuto, se mi danno una macchina movimento terra tipo Caterpillar o Komatsu (investimento in capitale di 1 milione di euro), la mia produttività è di qualche tonnellata al minuto. Non è più possibile di parlare di produttività del lavoro senza parlare di che tipo di profilo degli investimenti in tecnologia gli imprenditori sono disposti a fare. Infine bisogna ricordare sempre che ci sono due produttività, una interna alle imprese (sulla quale abbiamo detto: introdurre più tecnologia), l’altra esterna fatta di assetti pubblici e scelte politiche, apparati e infrastrutture non solo logistiche. Su quest’ultimo versante siamo all’anno zero, o è rivoluzione, a partire dalla politica, o come un gigantesco macigno, il pubblico incapace di riformarsi trascinerà con sé tutto quanto a fondo (ora arriva anche il “federalismo fiscale”, ci sarà da vederne delle belle). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-8246287749554616724?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/8246287749554616724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=8246287749554616724' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8246287749554616724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/8246287749554616724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/07/ancora-un-importante-contributo-di.html' title='Ancora un importante contributo di Massimo Paoli'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SIjaNyxeU_I/AAAAAAAAATA/tl-HqzNHDvo/s72-c/massimo+paoli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-150621681484102420</id><published>2008-07-18T23:02:00.002+02:00</published><updated>2008-07-18T23:06:15.013+02:00</updated><title type='text'>Livornesi, imparate da Pisa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;GIOVEDÌ, 17 LUGLIO 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Economia a doppia velocità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; MASSIMO PAOLI&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Pisa e Livorno sembrano scindere sempre più i loro destini economici. L’Area Vasta si spezza in due. L’asse Pisa-Pontedera mostra promettenti attese di sviluppo. Piaggio razionalizza la presenza internazionale, ormai matura ed efficace, e sembra in grado di promettere (costi dei carburanti permettendo) espansione, o almeno stabilità.L’area continua ad attrarre investimenti nella cantieristica e s’intravedono nuovi sviluppo. Le università legano con efficacia scienza, innovazione e nuovi business grazie alla crescita straordinaria dei poli scientifico-tecnologici, Pontedera prima di tutto ma, oltre a Pisa, anche di Navacchio. Il fiorire di “start-up” di imprese a elevato livello tecnologico potrebbe farci parlare di una “ArnoEra” Valley. Un aeroporto in espansione potrà dire la sua nel traffico merci oltre che passeggeri. Perfino nel campo delle utility ci sono segnali interessanti, sia nel settore dei rifiuti sia nel sistema acqua. L’unica nuvoletta riguarda la componentistica auto per il passaggio, non chiarissimo, degli stabilimenti Siemens dell’area pisano-livornese alla Continental. Niente di male, è solo il transito da un leader dell’elettronica automotive a un altro, ma questo ha posto domande rimaste senza risposta ufficiale (a partire dalla più ovvia: perché?). Al contrario, il fronte livornese mostra incertezze e problematicità. A furia di balbettare di “area vasta” senza fare nulla per realizzarla, l’economia reale ha fatto il suo percorso. Per il porto di Livorno si è finalmente sbloccato l’iter per il Piano regolatore generale, ma si è comunque perso un altro anno. Risultato, la Darsena Europa rischia di essere finita, se tutto va bene, tra il tardo 2016 e l’inizio del 2017. Nel frattempo si dovrà razionalizzare il sistema portuale Livorno-Piombino specializzandolo. Ma le decisioni ancora da prendere sono tante e decisive: per esempi, chi sarà il partner internazionale? e chi farà gli investimenti ferroviari? Si attendono anche, e con ansia, le decisioni del Comune di Livorno, dell’Autorità portuale e di Azimut-Benetti sulla Porta a mare. Di fatto sono a rischio 4-500 posti di lavoro nel settore delle riparazioni navali e le prospettive non sono chiare. D’altra parte, immobili di prestigio e riparazioni navali non stanno tanto bene insieme. E se nessuno ha voglia di acquistare appartamenti con vista saldatura, senza riparazioni navali il porto perde un asset fondamentale per qualità dei servizi e livelli di occupazione. Si attendono con ansia le decisioni strategiche di Azimut-Benetti. La cantieristica a Livorno è oggi una realtà splendida, ma l’affare immobiliare ha già restituito all’investitore tutto, forse già più di quanto investito, svincolandolo completamente dal sito: sarà vero che vuol fare barche in Turchia? E a Viareggio, una volta avuti i fondali necessari, si faranno solo progettazione e ricerca e sviluppo? Dovere delle imprese è informare la città sulle loro prospettive. Si attendono anche gli sviluppi dell’affare Delphi: noi umani non ci stiamo capendo più niente. All’Asa sembra imperare il Gattopardo, visto che è cambiato tutto ma non sembra cambiato niente, mentre si profila un problema crescente di assetto strategico del sistema acqua. Ancora. La bolla immobiliare è finita, si dice che a Livorno ci siano migliaia di vani liberi, eppure ci aspettano mega investimenti edilizi. È intanto un segnale importante che la Scuola Sant’Anna investa a Livorno in un settore scientifico e tecnologico come la robotica per il mare, ma vedremo che spazi, risorse e attenzione riceverà. Speriamo, insomma, che per i separati in casa Pisa e Livorno non finisca come tra le Olivella e Maria Rosa di un indimenticabile carosello di tanti anni fa: a Olivella andavano tutte bene, e Maria Rosa faceva rima con invidiosa...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Massimo Paoli economista&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-150621681484102420?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/150621681484102420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=150621681484102420' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/150621681484102420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/150621681484102420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/07/livornesi-imparate-da-pisa.html' title='Livornesi, imparate da Pisa'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-7280551434414177624</id><published>2008-07-16T21:27:00.008+02:00</published><updated>2008-07-18T07:52:51.288+02:00</updated><title type='text'>UNA TOSCANA EUROMEDITERRANEA</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SH5Vqtzve4I/AAAAAAAAASw/KehVNL1piaA/s1600-h/Bruxelles1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223706810135837570" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SH5Vqtzve4I/AAAAAAAAASw/KehVNL1piaA/s400/Bruxelles1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;SARKOZY E NOI&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;CLAUDIO FRONTERA&lt;br /&gt;Sarkozy ha varato domenica a Parigi l’Unione del Mediterraneo con la quale ha lanciato la Francia alla guida di un processo politico che guarda al Mediterraneo come frontiera per il futuro dell’Europa. Un’Europa che, dopo il crollo del muro di Berlino, ha rivolto lo sguardo soprattutto a Est, facendo sfiorire le speranze di una nuova politica euromediterranea nate con la dichiarazione di Barcellona del 1995 che fissava nel 2010 l’ultima data utile per creare un’area di libero scambio nel Mediterraneo. L’iniziativa del presidente francese non è estemporanea. Fu annunciata nel luglio 2007 ed era stata poi recepita il 20 marzo 2008 nella Dichiarazione di Roma, preparata dal ministro D’Alema, nella quale Prodi, Zapatero e lo stesso Sarkozy delineavano l’alleanza dei loro paesi per una nuova politica euromediterranea. Questo tema, tuttavia, non è entrato in Italia nel dibattito politico, monopolizzato da altre questioni, ancorato - per quanto riguarda l’Europa - a schemi di tipo ideologico ormai datati, oppure condizionato dallo scacco alla Costituzione europea dettato dai referendum di Francia, Olanda e Irlanda. È tempo di dare nuove prospettive, nuovi traguardi politici ed economici all’Europa, e il Mediterraneo è l’àmbito giusto - sempre sognato e mai praticato - per liberare l’Europa dal suo stallo. Al di là di considerazioni politiche generali, l’argomento riveste un’importanza particolare, credo, proprio per la Toscana, regione di forte proiezione nazionale e internazionale, autorevole e prestigiosa in Europa per le sue iniziative, capace di sviluppare politiche di cooperazione e internazionalizzazione delle imprese. Anche la Toscana, tuttavia, soffre le conseguenze del nuovo ciclo politico che, nell’altalena tra federalismo e neo-centralismo, comprime spazi di iniziativa. Senza contare che la Toscana, protagonista tra il 2001 e il 2006 di un forte contenzioso con il governo, non può pensare di vivere ora una seconda stagione di contrapposizioni e conflitti. Lo scenario mediterraneo è quello, a mio avviso, che meglio di ogni altro può dischiudere promettenti spazi di intervento alla Regione Toscana, quello che le consentirebbe di sviluppare al meglio le sue potenzialità politiche ed economiche, valorizzando il prestigio e l’esperienza internazionali acquisiti dal suo presidente e da altri politici toscani. Non va tra l’altro trascurato che, da molti anni, la Toscana è riconosciuta dagli organismi europei quale regione transfrontaliera, cioè di confine, grazie al contatto tra il mare territoriale italiano e quello francese, nello spazio tra l’Arcipelago Toscano e la Corsica. Un dettaglio poco conosciuto, forse a causa dell’immagine di sé che la Toscana ha sempre privilegiato, quella urbana storico-artistica e quella rurale: quando nel 2000 nacque l’Associazione Arco Latino - ben sessanta province italiane, francesi e spagnole deliberarono formalmente, in rappresentanza di oltre 40 milioni di abitanti, adesione al progetto e allo statuto - prendeva forma per la prima volta l’idea di una collaborazione euromediterranea, volta a preparare l’Europa all’appuntamento con il Mediterraneo. Lo capì Prodi, allora presidente della Commisssione europea, al quale ebbi l’onore di presentare il progetto, in Sardegna, per incarico dell’Associazione e lo capirono in particolare proprio i francesi, attivissimi nel promuovere, con i loro rappresentanti nella Commissione, contatti, incontri e convegni: la Francia vedeva con chiarezza l’importanza politica dellorizzonte europeo; l’Italia molto meno, allora come oggi. Anche per Livorno questa prospettiva è di particolarissimo interesse. Benché il ruolo eminente avuto dalla Provincia di Livorno nella nascita e nello sviluppo dell’Associazione Arco Latino si sia negli ultimi anni perso, per via di una visione più legata al beneficio immediato che a quelli di prospettiva, Livorno ha visto ugualmente nascere numerose iniziative economiche, diplomatiche e politiche orientate allo spazio mediterraneo, e vede nello sviluppo delle relazioni tra Europa e Mediterraneo il suo naturale, unico, vero scenario di crescita e sviluppo. C’è da augurarsi che la Toscana voglia e sappia inserirsi da protagonista nello scenario del nuovo dibattito euromediterraneo, senza ritardi o controproducenti, supponenti sottovalutazioni della strategia di Sarkozy.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-7280551434414177624?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/7280551434414177624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=7280551434414177624' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7280551434414177624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/7280551434414177624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/07/una-toscana-euromediterranea.html' title='UNA TOSCANA EUROMEDITERRANEA'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SH5Vqtzve4I/AAAAAAAAASw/KehVNL1piaA/s72-c/Bruxelles1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-3381139297929322920</id><published>2008-07-13T20:21:00.002+02:00</published><updated>2008-07-13T20:40:12.829+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tutto ciò che è stato scritto dagli uomini sulle donne deve essere ritenuto sospetto dal momento che essi sono ad un tempo giudici e parti in causa. ( Immanuel Kant )&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-3381139297929322920?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/3381139297929322920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=3381139297929322920' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3381139297929322920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3381139297929322920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/07/tutto-ci-che-stato-scritto-dagli-uomini.html' title=''/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-1325687708882222322</id><published>2008-07-13T11:55:00.003+02:00</published><updated>2008-07-13T12:03:30.650+02:00</updated><title type='text'>Io donna in politica, estromessa ingiustamente</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di Gabriella Cecchi, dal Corriere di Livorno del 10.07.2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_7DC1dajc5Qc/SHnS0cQYY5I/AAAAAAAAAB8/k_tdv1abaTU/s1600-h/Gabriella+lettera.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_7DC1dajc5Qc/SHnS0cQYY5I/AAAAAAAAAB8/k_tdv1abaTU/s320/Gabriella+lettera.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222437041292731282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Cliccare sull'immagine per ingrandire&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-1325687708882222322?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/1325687708882222322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=1325687708882222322' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1325687708882222322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1325687708882222322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/07/io-donna-in-politica-estromessa.html' title='Io donna in politica, estromessa ingiustamente'/><author><name>PaoloL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08370801511974087183</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_7DC1dajc5Qc/SHnS0cQYY5I/AAAAAAAAAB8/k_tdv1abaTU/s72-c/Gabriella+lettera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-2294415427602790252</id><published>2008-07-11T07:25:00.000+02:00</published><updated>2008-07-11T07:27:13.184+02:00</updated><title type='text'>NANNI MORETTI: SONO MOLTO AVVILITO PER PIAZZA NAVONA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"Sono molto avvilito per quello che e' successo l'altro giorno a piazza Navona". Lo ha detto Nanni Moretti nel corso dell'incontro con i giornalisti in occasione della consegna del 'Premio Fiesole'. "Gli organizzatori - ha proseguito Moretti - sono stati degli irresponsabili. Mi dispiace che in questo disastro siano state coinvolte persone come Rita Borsellino, che ha fatto un bel discorso. Ma quando si organizzano queste cose bisogna distinguere. Mi dispiace che sia stato sporcato tutto. Mi dispiace che con gli interventi di Grillo e della Guzzanti siano stati oscurati gli obiettivi della manifestazione e forse sia stata sporcata anche la stagione dei movimenti del 2002 che, se mi permettete, era un'altra cosa rispetto alla manifestazione di martedi'. Di quei girotondi, movimenti ed associazioni al di fuori dei partiti, nati nel 2002, spesso e' stata fatta una caricatura, non raccontando la verita' di quei movimenti. Ora - ha proseguito il regista - purtroppo quella caricatura e' diventata realta' ed io sono molto avvilito. Non bisogna trovare scuse. Pretesti ed alibi nella non tempestivita' con la quale in queste settimane si e' mosso o non si e' mosso il Pd. E' stata una cosa da irresponsabili chiamare chiunque. Uno come Grillo, per esempio, che ha insultato tutto e tutti nello stesso modo. Sono avvilito - ha concluso Moretti -, frastornato". (AGI)&lt;br /&gt;(11 luglio 2008 ore 00.26)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-2294415427602790252?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/2294415427602790252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=2294415427602790252' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2294415427602790252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2294415427602790252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/07/nanni-moretti-sono-molto-avvilito-per.html' title='NANNI MORETTI: SONO MOLTO AVVILITO PER PIAZZA NAVONA'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-3355918148117979947</id><published>2008-07-05T09:53:00.006+02:00</published><updated>2008-07-06T01:58:56.570+02:00</updated><title type='text'>8 LUGLIO  CONTRO LE LEGGI VERGOGNA</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SG8pFtiz6HI/AAAAAAAAARk/xuYq-AZ8IYo/s1600-h/Il_caimano.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219435671247382642" style="FLOAT: left; 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MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SGhq0WtOllI/AAAAAAAAARM/uRa4z374Z0w/s400/29_06_08+micromega.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Rime&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Red: ridatece er democristo…&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Carlo Cornaglia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;E’ un partito, sembran mille,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ogni giorno fan scintille&lt;/div&gt;&lt;div&gt;con litigi su ogni cosa,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;convivenza burrascosa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fra ex di questo ed ex di quello,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;come Abele e suo fratello,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;come Romolo con Remo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Sempre uniti noi saremo!”,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;hanno detto e ci han fregati.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questi sono i risultati:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fra correnti, associazioni,giornal, aree, fondazioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non si sa chi sta con chi,chi fa il boss, chi dice sì.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutti corrono divisi:ulivisti di Parisi,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;popolar, Letta e lettiani,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;teodem, laici, fassiniani,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;rutellian volenterosi,dalemian, sempre famosi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nel piantare un gran casino&lt;/div&gt;&lt;div&gt;perché Baffo è birichino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si moltiplican le case:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;c’è chi inventa Quarta fasee &lt;/div&gt;&lt;div&gt;chi invece, come Piero,Democratico pensiero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fa Politica Vassallo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e D’Alema, di rimpallo,un suo gruppo mette in pista:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Red, team demoriformista,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non per rompere i coglioni al messia Walter Veltroni,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;bensì per contribuire del Pd all’avvenire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Melandri ha un squadretta,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un suo team Enrico Letta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e s’appresta a far faville&lt;/div&gt;&lt;div&gt; pur l’associazione Mille,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;del Pd le teste d’uovo:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;voglion un vertice nuovo,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;con i giovani al comando&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e gli anziani messi al bando.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Meeting, summit, caminetti,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;riunion, vertici, banchetti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dove ognun spara la sua &lt;/div&gt;&lt;div&gt;per guarire dalla bua di elezioni disastrose.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di opinioni un’overdose,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di cazzate una montagna,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;per Berlusca una cuccagna.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Ci vuol un confronto vero!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Va cambiato il condottiero!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Collegial sia la gestione!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“L’autocritica si impone!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Ne usciam solo col congresso!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Un altr’anno, non adesso!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Conferenza sul programma!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Walter, cambia tutto o smamma!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Torniam coi vecchi alleati!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“No, quei tempi son passati!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Col Berlusca le riforme!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“No, perché è un caiman che dorme!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi il caimano s’è svegliato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e Veltroni si è mangiato…“&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Prima o poi nel Pse!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“No, giammai sarem lacchédegli odiati socialisti,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;noi che siamo democristi!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Allearci all’Udc?”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Dico no!” “Io dico sì!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Vogliam Prodi presidente!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Se n’è andato, finalmente!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Stiamo ben coi radicali!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Causa son dei nostri mali!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Nessun pensa alle scissioni!”,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;se i Ds stanno buoni,senza tanta laicità…&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Tutti in piazza?” &lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Se po’ fa’,ma in autunno, se non piove.”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“No, l’affar non ci commuove,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non siam né girotondini né precari, gay o affini!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E Veltroni che fa, sgombra?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Al momento il premier ombra &lt;/div&gt;&lt;div&gt;dice solo che ha ragionee &lt;/div&gt;&lt;div&gt;s’impon la riflessione,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma ha capito che alla fine &lt;/div&gt;&lt;div&gt;dovrà ritornare al cine…&lt;/div&gt;&lt;div&gt;”Gli elettori che faranno?“&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Finalmente capirannoche è tornata la Dc,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma la chiamano Pd.”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(28 giugno 2008)&lt;a name="scrivicommenti"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-254281001523518147?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/254281001523518147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=254281001523518147' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/254281001523518147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/254281001523518147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/06/da-micromega.html' title='DA Micromega'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SGhq0WtOllI/AAAAAAAAARM/uRa4z374Z0w/s72-c/29_06_08+micromega.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-748929017856981654</id><published>2008-06-29T21:06:00.002+02:00</published><updated>2008-06-29T21:15:41.002+02:00</updated><title type='text'>L'egoismo e la paura</title><content type='html'>&lt;a href="http://it.groups.yahoo.com/group/polislabronica/message/12294;_ylc=X3oDMTJxNjNxcml1BF9TAzk3NDkwNDg2BGdycElkAzE4MTgwMjUEZ3Jwc3BJZAM1NTkwMDA1MTcEbXNnSWQDMTIyOTQEc2VjA2Rtc2cEc2xrA3Ztc2cEc3RpbWUDMTIxNDczNjQ5Mg--" target="_blank" rel="nofollow" name="2"&gt; &lt;/a&gt;LA STAMPA -&lt;br /&gt;domenica 29 giugno 2008&lt;br /&gt; PD, LAICI E CATTOLICI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WALTER VELTRONI&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caro direttore,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;come ha scritto il direttore del Mulino, Edmondo Berselli, sull’ultimo numero dell’autorevole rivista bolognese, col 33 e rotti per cento di consensi «il Pd può essere effettivamente il nucleo originario di un’entità riformista, dotata di un potenziale espansivo, capace di svilupparsi in futuro raccogliendo i consensi di chi chiede una modernizzazione creativa e socialmente compatibile». Ma, «come si sa – continua Berselli – la politica ricomincia di continuo. Occorrerà vedere se il Pd è in grado di ripartire. Se i suoi membri punteranno sulla costruzione paziente di un partito vero. Se affioreranno o no nostalgie per le vecchie identità e le vecchie appartenenze. Se qualcuno si prenderà l’impegno di delineare una cultura unificante, che al momento non esiste».Tutti interrogativi che delineano un ambizioso e impegnativo programma di lavoro, nel quale il tema della «cultura unificante» è certamente il primus inter pares: dar vita a un partito nuovo è infatti innanzi tutto una operazione culturale. È quindi non solo comprensibile, ma necessario e importante che si vadano moltiplicando le iniziative di elaborazione e di confronto culturale, dentro e attorno al Partito democratico. Come quella che si va tenendo proprio in questi giorni presso la comunità di Bose, promossa dall’associazione «Argomenti 2000», nata nel sempre fertile terreno che circonda l’associazionismo ecclesiale, sul tema cruciale della «laicità al futuro», e che oggi a Ivrea vede la partecipazione di Rosy Bindi e di Savino Pezzotta, oltre che di diversi esponenti del Pd.Nella società post-secolarePensare la laicità al futuro è una delle ragioni costitutive del Partito democratico, uno dei tratti identitari che fanno di esso un partito «nuovo», che ha saputo e intende rompere gli schemi oppositivi del Novecento, per contribuire a costruire e per abitare quella che Habermas chiama la società «post-secolare» . Una società fondata, come ebbe a dire l’allora cardinale Ratzinger, proprio in dialogo con Habermas, «sulla disponibilità ad apprendere e sull’autolimitazione» reciproca tra religione e ragione. Perché la religione deve guardarsi, proprio attraverso la ragione, dal rischio, dalla patologia del fondamentalismo, che la trasforma snaturandola in strumento di potere, se non di sopraffazione e di morte. Così come la ragione, se non vuole ridursi a ideologia totalizzante o a razionalità meramente strumentale, deve aprirsi al rispetto e al riconoscimento del ruolo umanistico della dimensione religiosa dell’esistenza umana.Nella vita comune delle comunità religiose, sostiene ad esempio Habermas, «una volta che esse rinuncino al dogmatismo e alla coercizione sulle coscienze, può rimanere un qualcosa di intatto, un qualcosa che altrove è andato perduto e non può essere ripristinato da nessun sapere professionale e specialistico da solo: mi riferisco alla possibilità di percepire e di esprimere la vita deviata, le patologie sociali, i fallimenti dei progetti di vita individuali e la deformazione di contesti vitali degradati».È uno dei molti possibili modi per mettere in evidenza e riconoscere il ruolo straordinariamente prezioso che l’ispirazione religiosa, coniugata con la laicità della ragione, può svolgere nella società e nella politica. La condizione perché la vitalità spirituale e morale della religiosità diffusa, che è una delle grandi risorse del nostro Paese, possa tradursi in energia civile e democratica è la laicità delle istituzioni, il loro essere comprese e vissute come casa di tutti, luogo nel quale la libertà della coscienza, di ogni coscienza, possa essere difesa e valorizzata. Non si tratta, come è evidente, di affermare una neutralità, o men che meno una indifferenza etica delle istituzioni: è la nostra stessa Costituzione a fondare la convivenza civile degli italiani su chiare ed esigenti tavole di valori.Comune fede nella libertàSi tratta piuttosto di concepire il pluralismo etico e religioso del nostro Paese come preziosa opportunità di dialogo, fondata sulla comune fede nella libertà. E come ricerca comune di soluzioni sempre più adeguate, o almeno meno inadeguate, ai grandi e talvolta inediti interrogativi del nostro tempo: da quelli che hanno a che fare con la qualità dello sviluppo, a quelli che riguardano la convivenza tra culture, fino a quelli che riguardano l’impatto del progresso scientifico e tecnologico sulla stessa natura umana. La laicità delle istituzioni è garanzia di libertà e pluralismo. E allo stesso tempo vale anche l’opposto: solo la vitalità civile e democratica di un Paese può alimentare la laicità delle istituzioni.Qui sta lo spazio e il ruolo di un grande partito laico e pluralista come il Pd. Proporsi come uno dei luoghi ove l’incontro tra ispirazioni e culture si realizza in modo quotidiano e duraturo è una delle ragioni che rendono affascinante l’impresa del Partito democratico. E potenzialmente così feconda la sua funzione: nella crisi, civile e morale, prima ancora che economica e sociale, nella quale da ormai troppi anni si dibatte il Paese. Religione e ragione devono insieme cogliere la sfida e dare risposte ai segnali più negativi come l'imbarbarimento della società, l'emergere di particolarismi, egoismi quando non vero e proprio odio per chi è lontano o diverso, lo smarrimento di valori condivisi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Segretario del Partito democratico&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-748929017856981654?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/748929017856981654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=748929017856981654' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/748929017856981654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/748929017856981654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/06/legoismo-e-la-paura.html' title='L&apos;egoismo e la paura'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-1831191748032341529</id><published>2008-06-29T10:51:00.002+02:00</published><updated>2008-06-29T10:57:35.950+02:00</updated><title type='text'>Resti Veltroni ma senza primogeniture</title><content type='html'>Corriere della Sera&lt;br /&gt; 2008-06-29&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;FILIPPO ANDREATTA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;UNA PROPOSTA PER I DEMOCRATICI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un po' di ritardo, si è aperto il dibattito sulla leadership del Pd dopo la sconfitta elettorale, e questa può essere un'occasione per affrontare alcuni nodi decisivi per il futuro dell'opposizione. A rigor di logica, tre strade sono possibili per Walter Veltroni. In primo luogo, potrebbe rassegnare le dimissioni, in modo inconsueto per l'Italia ma in linea con la maggior parte dei grandi partiti occidentali, e soprattutto quelli meno ideologici come il Pd ambisce ad essere. Il problema con questa soluzione è che lascerebbe il partito nella bufera, e la leadership verrebbe assunta quasi sicuramente da un comitato di notabili che rischierebbe di essere ancora meno efficace di un leader sconfitto. In secondo luogo, e questa sembra la strada seguita da Veltroni, la leadership potrebbe negare che vi sia stata una vera sconfitta, e cercare di rimanere in sella a tutti i costi per tutta la legislatura. Questa strada comporta un patto scellerato tra Veltroni e la nomenklatura di Ds e Margherita, che in cambio di un prolungamento della vita dell'attuale leadership chiederebbe  le solite garanzie che hanno già frustrato il successo dei vecchi partiti. Fin dall'inizio Veltroni è stato ambiguo nei confronti delle nomenklature di Ds e Margherita, accettando una candidatura «istituzionale» e imponendo le liste bloccate alle elezioni. Ma dopo le elezioni c'è stata una sensibile degenerazione, culminata nella recente Assemblea costituente. Si è infatti deciso di far partire un «tesseramento» vecchio stile mirato a sostituire il composito e pluralista «popolo delle primarie», e gestito da chi lo aveva organizzato nella Margherita con poca trasparenza. Si è poi incassata una protesta di giovani leve, che però provengono in larga misura dalle file della poco giovane Federazione italiana giovani comunisti. Si è infine nominata una direzione negoziata in anticipo con i capicorrente, nella quale i rapporti di forza sono i noti 55 agli ex Ds e 45 agli ex Margherita. Il problema è che non solo non basta qualche cooptazione veltroniana per cambiare questi equilibri, ma che si sono abbandonati gli indugi e si nominano i dirigenti candidamente in base alle vecchie appartenenze. Nonostante tutte le assicurazioni del contrario, si tratta della vittoria di una classe politica sopravvissuta alla fine di Pci-Pds-Ds e Dc-Ppi-Margherita, che manterrebbe Veltroni nel limbo fino a che non fosse pronta a sostituirlo. Il problema di questa soluzione non è solo estetico, ma anche di consenso, come del resto ampiamente previsto da chi paventava la «fusione fredda» ben prima delle elezioni. Se il 100% dei dirigenti proviene da Ds e Margherita, chi rappresenterà i «democratici» e tutti coloro che si sono avvicinati al Pd perché prometteva di essere un soggetto nuovo? Come farà il Pd a sfondare i confini del consenso dei vecchi partiti (12 milioni di voti) senza aprirsi alle altre ispirazioni del centrosinistra? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In terzo e ultimo luogo, Veltroni potrebbe mantenere la leadership abbandonando però le pretese di essere per forza il prossimo candidato alle elezioni. Potrebbe così dedicarsi, libero da condizionamenti, a costruire una coalizione in grado di battere il centrodestra e un partito nuovo, nel quale le nomenklature del passato lascino il posto a una nuova (non solo anagraficamente) classe dirigente e nel quale le vecchie appartenenze vengano superate. Questa sarebbe di sicuro la strada migliore per il Pd, e per l'intera opposizione, se Veltroni avrà il coraggio di seguirla.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-1831191748032341529?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/1831191748032341529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=1831191748032341529' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1831191748032341529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1831191748032341529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/06/resti-veltroni-ma-senza-primogeniture.html' title='Resti Veltroni ma senza primogeniture'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-1605256841741700767</id><published>2008-06-29T10:27:00.002+02:00</published><updated>2008-06-29T10:39:05.648+02:00</updated><title type='text'>Quei singolari dolori del giovane Partito democratico</title><content type='html'>LA REPUBBLICA&lt;br /&gt;20 Giugno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;ILVO DIAMANTI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;È dura, nell´era di Berlusconi III, fare opposizione.&lt;br /&gt; Meglio: &lt;em&gt;&lt;strong&gt;l´Opposizione&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. Tanto più &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Responsabile&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Lo sta verificando - con un certo disagio - il Pd di Walter Veltroni, dopo la fine del dialogo. Ne soffrono gli stessi elettori di centrosinistra. Stanchi di battaglie.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma, comunque, indisponibili a scambiare collaborazione per rassegnazione. Tanto meno per resa. Nonostante l´esito delle elezioni recenti, però, non tutto gira per il meglio, nella maggioranza di centrodestra. Lo stesso governo ha i suoi problemi. Che si riflettono in un certo raffreddamento dell´opinione pubblica nei suoi riguardi. D´altronde, non è facile governare in tempi di "stagnazione" economica. Anche se, in campagna elettorale, il premier e il plenipotenziario all´economia, Giulio Tremonti, non hanno promesso miracoli. È difficile immaginare che la frustrazione dei ceti popolari e delle classi medie in declino (dal punto di vista del reddito e della posizione sociale) possa restare, a lungo, sottotraccia. Quando il richiamo ai capri espiatori più consumati degli ultimi vent´anni (Prodi e Visco) smetterà di funzionare, l´insoddisfazione riemergerà. Né crediamo che la Robin-tax possa tacitare a lungo il risentimento popolare. Perché dubitiamo che le banche e i petrolieri - i "ricchi" derubati da Robin Threemountains a favore dei più poveri - non riescano a riprendersi il bentolto. Prontamente e direttamente: alle pompe o agli sportelli. Così, è difficile pensare che le distanze fra culture e interessi della coalizione non producano, prima o poi (anzi: più prima che poi), tensioni. Ad esempio, sul tema dell´autonomia, di cui è paladina la Lega. Come nascondere il contrasto implicito nell´abolizione dell´Ici? Che è, sicuramente, un provvedimento popolare, perché riduce la pressione fiscale. Ma è quanto di più aggressivo nei confronti dei governi e delle autonomie locali, perché interviene in modo centralista su una materia di competenza dei Comuni. Ne ridimensiona le risorse e, prima ancora, ne umilia l´autorità. Proprio mentre si discute di federalismo fiscale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ancora, come non cogliere, nel pacchetto sulla sicurezza, il medesimo contrasto fra centralismo e federalismo? Visto che la Lega ha mobilitato le sue "ronde padane", in nome dell´autodifesa comunitaria. Mentre, a sostegno dell´ordine in ambito locale, il governo - e in particolare la famiglia AeNnista, rappresentata dal ministro della Difesa La Russa - ha stabilito l´intervento dell´esercito, nientemeno. Segno del potere dello Stato, monopolista legittimo dell´uso della forza a fini speciali. Inoltre: difficile per i paladini dell´antipolitica - ancora la Lega, ma non solo - accettare la tutela della privacy à la carte. Vietare la pubblicazione delle intercettazioni e delle denunce dei redditi e, invece, pubblicizzare le consulenze degli enti pubblici e gli stipendi dei dipendenti statali. Significa: la privacy garantita alla casta, ma non ai "dipendenti comuni". Poi: il contrasto latente, compreso nella vicenda dei rifiuti di Napoli e, in generale, nel sostegno al Mezzogiorno. Sgradito all´opinione pubblica del Nord. Che ha tributato un plebiscito alla Lega. Esattamente come nel Sud è avvenuto al Pdl e al Mpa, la Lega Sud.Ma, nella maggioranza, restano aperti anche problemi di ordine politico. Soprattutto nel partito maggiore, il Pdl. Che chiamare "partito" è, in effetti, un azzardo. Fin qui, infatti, non risulta che FI e AN abbiano celebrato un congresso di scioglimento e di riunificazione. E dubitiamo seriamente che ciò possa effettivamente avvenire senza conseguenze. Vista la ben diversa consistenza organizzativa e ideologica dei soci fondatori. Infine e anzitutto: non riusciamo a credere che un´area segmentata da identità tanto distinte e forti, come il centrodestra, possa accettare, di nuovo, questa rappresentanza monopersonale e monocratica. Candidati alla successione, da Tremonti a Fini; leader dall´orgoglio irriducibile, come Umberto Bossi: a far da coro all´ennesimo monologo. Recitato da lui. Pardon: Lui. Silvio I, II e anche III. Impegnato a scrivere l´agenda politica e di governo. In base alle proprie urgenze e ai propri crucci. Quanto fondati e giustificati, non importa. Quel che conta è che oggi immigrazione, sicurezza, Robin-tax e Ici sono postille a un programma che ha un solo argomento, una sola priorità: la questione giudiziaria, che tiene al centro i processi ancora aperti contro Berlusconi. In seconda battuta: le televisioni. Con l´esigenza di salvaguardare l´intera piattaforma di Mediaset da ogni minaccia che giunga dal diritto comunitario, oltre che nazionale. Il centrodestra, così, rischia di ridursi all´ennesima versione del Partito Personale di Berlusconi. Il seguito di FI, allargato, per inclusione, ad altre correnti, più o meno autonome: An, la Lega, Mpa. Difficile che tutto ciò possa durare a lungo senza strappi. Anche se queste tensioni, al momento, risultano poco evidenti agli elettori. Tuttavia, è indubbio che questa maggioranza e questo governo stiano fornendo ragioni e materie intorno a cui fare opposizione. Per questo appaiono singolari i dolori del giovane Pd, questo partito appena nato, dopo una lunga gestazione. Ma ancora alla ricerca di una missione; e, nel frattempo, di una "via all´Opposizione". Forse perché frenato dall´opzione del Dialogo, utilizzata, in campagna elettorale, per segnare la rottura rispetto al passato. Per spezzare il filo con l´eredità ingombrante dell´Unione di Prodi. Tuttavia, il dialogo è possibile quando esistono un vocabolario comune, regole e convenzioni condivise. Ma se la battaglia personale del premier contro i "giudici rivoluzionari" crea disagio nel centrodestra, figurarsi nel centrosinistra. Eppure è palese come oggi Berlusconi continui a scrivere l´agenda politica del Paese. Della sua maggioranza, ma anche dell´opposizione. Tanto da aver trasferito la sua "vera" opposizione fuori dal Parlamento e perfino dalla politica. L´ha sostituita con i magistrati. Con quelle istituzioni non elettive che non accettano il voto popolare. (Il presidente della Repubblica, per esempio). Ma pretendono di limitarne il potere. Non è casuale la crescita dei consensi all´Idv. A sua volta un partito personale. La LDP: Lista Di Pietro. Presunta e pretesa rappresentazione dei magistrati. In quanto tale, anch´essa icona del (l´anti) berlusconismo. In Parlamento, d´altronde, i numeri mettono la maggioranza al riparo da ogni possibile rischio. Mentre il percorso del Pd ci sembra incerto. Il "partito" appare in difficoltà nella società e sul territorio. Dove i volontari e i sostenitori appassionati (sono ancora tanti) assistono a dibattiti che li appassionano poco: sulla questione cattolica, sulla collocazione europea (con il Pse o con chi?). Disorientati (e forse irritati) da un dibattito politico esile, ma crudo. Attraversato da polemiche di vertice e divisioni correntizie. Fra modello personale (Veltroni), post-socialista (D´Alema) e unionista (Parisi). Il Pd: per comunicare la rottura del dialogo - agli avversari e agli amici - minaccia manifestazioni di piazza. Dopo le ferie. Meglio sarebbe, forse, dedicarsi alla costruzione del partito: come rappresentanza, organizzazione e identità. Per il bene dei suoi elettori (delusi, non rassegnati); e per il bene della democrazia - perché non c´è democrazia senza opposizione "politica". Il Pd dialoghi con la società e con i suoi elettori, prima che con il Cavaliere. Tenti di spiegare, con chiarezza: chi è, cosa vuole, quali valori e quali interessi esprime. Quale identità lo sostenga. Per dare senso alla traversata nel deserto, che i suoi elettori sono disposti ad affrontare. (Ne hanno passate tante, nel corso degli anni). Ma a condizione di conoscere cosa c´è "oltre". Al di qua e al di là di Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-1605256841741700767?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/1605256841741700767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=1605256841741700767' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1605256841741700767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1605256841741700767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/06/quei-singolari-dolori-del-giovane.html' title='Quei singolari dolori del giovane Partito democratico'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-2093759286994728264</id><published>2008-06-29T09:58:00.002+02:00</published><updated>2008-06-29T10:16:24.275+02:00</updated><title type='text'>"Berlusconi gioca sulla pelle dell´Italia dialogo sepolto, ora sarà battaglia"</title><content type='html'>DOMENICA, 29 GIUGNO 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; LA REPUBBLICA&lt;br /&gt;29 Giugno&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;L'intervista a Veltroni di Massimo Giannini&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Onorevole Veltroni, da cosa nasce questo suo allarme?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«La crisi ha origini antiche. Ma oggi quello che sconcerta è il capovolgimento delle priorità. L´Italia vive la condizione più drammatica dal dopoguerra. Siamo in piena stagnazione. I consumi crollano: quelli finali sono a -2,3%, a -4% nel Mezzogiorno. Per la prima volta siamo passati dal 6,4 al 7,1% nel tasso di disoccupazione. La produttività è -0,2%, il Pil ristagna al +0,1%. Il Paese è fermo». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Ma è fermo da anni. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Sì, ma ora si sommano due circostanze. La prima è la sconcertante manovra del governo. Ora che sale la nebbia degli spot, finalmente viene fuori la realtà. C´è una prima novità, devastante: le tasse aumentano, dello 0,2% nel 2010. E nonostante la promessa elettorale sul calo della pressione fiscale sotto il 40% del Pil, nel 2013 arriverà al 42,9%. Poi c´è la seconda notizia, non meno clamorosa: l´esito della famosa Robin Hood Tax. Dei 5 miliardi presi sa quanto va alla famosa carta per i poveri? 290 milioni di euro quest´anno, 17 l´anno prossimo e 17 l´anno successivo. Briciole. Nel frattempo, aumentano di circa 300 euro le spese nelle famiglie: 180 euro per benzina gas e luce, 100 euro per i generi alimentari. Poi c´è una terza notizia: si riduce la spesa per gli investimenti, 10 miliardi in meno da qui al 2011. Vogliono dare le armi ai vigili urbani, vogliono mettere i vigilantes, ma intanto riducono le spese per gli straordinari delle forze di sicurezza: 800 milioni in meno per la polizia, 800 milioni in meno per i carabinieri, e tagliano 150 mila persone nella scuola. Ecco l´Italia vera: sull´orlo del precipizio».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt; Segretario, non la vede un po´ troppo nera?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Niente affatto. Questa è la fotografia del Paese, attraversato da impoverimento, insicurezza e paura. E la nostra destra che fa? Chiede le impronte dei bambini rom, una cosa che solo a sentirla fa venire i brividi. Vara una manovra che truffa i cittadini. Inventa il reato di immigrazione clandestina, che il premier definisce impraticabile dopo aver firmato il ddl che lo contiene. Inventa la bufala dei mutui, che costa 13 mila euro in più a famiglia. Mette in scena la farsa dei rifiuti, con Bossi e Calderoli che chiedono alle Regioni di prendere i rifiuti. Perché non l´hanno chiesto prima? Anche i rifiuti sono diventati merce elettorale? E infine rilancia le leggi ad personam. Questo, alla fine, genera un´inquietante caduta dello spirito pubblico. Nel momento più drammatico della storia italiana, di cosa stiamo parlando dall´inizio della legislatura? Del decreto per Rete4, della norma sposta-processi, del Lodo Schifani. Lo trovo intollerabile». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Sul Lodo Schifani o Alfano qual è la valutazione del Pd?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; «Non do valutazioni finché c´è di mezzo quell´emendamento al decreto sulla sicurezza. Se non si stralcia la norma blocca-processi, non discutiamo del resto. Dopodichè, sul Lodo io chiedo: è la priorità di un´Italia che non sa come arrivare alla fine del mese? E poi aggiungo: c´è bisogno di disciplinare questo tema adesso, in modo così scandalosamente segnato dalla preoccupazione contingente di una delle 4 cariche istituzionali, che vuole una norma per sé e non una norma per la democrazia? E quale principio stabiliamo: un´alta carica dello Stato, che poi magari diventa un´altra alta carica dello Stato, può compiere qualsiasi tipo di reato senza essere perseguibile per un tempo illimitato? No, a tutto questo io dico no. Se c´è un´esigenza di garanzia generale, allora studiamo pure una norma. Ma intanto come disegno di legge costituzionale, e poi la facciamo scattare dalla prossima legislatura. Così si fa, nelle democrazie europee». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Quindi su questo in Parlamento sarà battaglia?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; «Sarà battaglia su questo, ma sarà battaglia su tutto. Noi vogliamo combattere per ristabilire una gerarchia delle priorità. Qui di urgente non ci sono i decreti salva-processi del premier, ma i disagi di milioni di italiani. Per questo voglio la grande manifestazione d´autunno». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Di Pietro, dal quale siete sempre più divisi, obietta: se c´è davvero l´emergenza democratica, è ridicolo aspettare l´autunno&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Ho parlato dell´autunno perché su alcune questioni sociali, che Di Pietro non sa neanche dove stiano di casa, sarà quello il momento più critico. Detto questo non mi spaventa avere idee diverse su come fare opposizione. Io non vivo col problema che c´è uno che urla più di me, perché sono un riformista e so che per un riformista c´è sempre uno che urla più di te. Ma so anche che quelle urla poi si perdono nell´aria. E so che quelli che alla fine cambiano davvero le cose sono i riformisti. Vivere con la paura del nemico a sinistra è qualcosa di cui ci dobbiamo liberare per sempre». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Ma di fronte a Berlusconi che continua a bastonarvi ha senso continuare a restare appesi al «dialogo», come fosse la nuova ideologia della legislatura?&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Lei ha ragione. Il dialogo ha senso solo se dà risultati concreti. Secondo un sondaggio Ipsos, il 71% degli italiani è favorevole al dialogo tra maggioranza e opposizione, purchè risolva i problemi. È questo, oggi, che è venuto meno. Berlusconi, alla Camera il primo giorno, ha parlato di un clima nuovo nei rapporti tra maggioranza e opposizione. Io prudentemente risposi "vedremo se alle parole corrisponderanno i fatti". Oggi rivendico la giustezza di quella scelta: pensi che regalo sarebbe stato per Berlusconi, se di fronte alle sue aperture l´opposizione avesse detto: no, io con te non ci parlo perché sei Berlusconi. Sarebbe stato il suo alibi perfetto. Invece noi abbiamo detto: se c´è la disponibilità a fare riforme istituzionali nell´interesse del paese noi siamo pronti. Nessuno può dire che noi abbiamo avuto un atteggiamento pregiudiziale. Ma proprio per questo oggi possiamo avere la libertà totale di dare i giudizi più severi sull´operato del premier». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Ma in queste condizioni ha ancora senso, il dialogo?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; «No. In queste condizioni il dialogo è finito. È finito perché loro non sono in grado di votare un presidente della commissione di vigilanza se non facendo trattative che noi non facciamo. È finito perché loro sanno procedere solo per strappi, come hanno fatto sulla giustizia. È finito perché Berlusconi è tornato ad essere ciò che è...».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;em&gt;Il Caimano?&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Non ho mai dato giudizi personali e continuo a non darli. Mi limito a osservare che il modo in cui Berlusconi ha condotto la campagna elettorale, e poi le cose che ha detto in Parlamento, e poi quelle che sta facendo ora, sono una somma di doppiezze, indistinguibili e inconciliabili. E sono una somma zero per il Paese». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Lei boccia legittimamente il governo, ma parla come se nel Pd fossero tutte rose e fiori. In realtà, dalla sconfitta del 13 aprile, non le pare che siate usciti confusi, sfibrati, divisi? &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Ho già detto che la sconfitta c´è stata, ed è stata dura. Ma oggi, a chi accusa dall´interno il gruppo dirigente, rispondo citando Roberto D´Alimonte sul "Sole 24 Ore". Il risultato delle elezioni non poteva essere un punto d´arrivo, ma solo un punto di partenza. Come tale, è stato tutto sommato un buon risultato, ottenuto in condizioni difficili, su cui si può costruire con pazienza, intelligenza e umiltà. Invece quello che appare oggi è un partito ripiegato su se stesso. Eppure, rispetto alle elezioni che avevamo vinto per modo di dire nel 2006, al Senato noi siamo cresciuti del 6%, alla Camera del 2%. Abbiamo il 34% dei voti, cioè siamo agli stessi livelli del Labour in Inghilterra, dell´Spd in Germania, dei socialdemocratici in Svezia». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Verissimo. Ma il Pd resta minoranza nel Paese. E ora oscilla paurosamente sulle alleanze&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Sa perché abbiamo preso quel 34%? Perché siamo andati liberi, ed è una scelta di cui mi piace assumermi fino in fondo la responsabilità. L´Unione era un´esperienza finita, forse già prima del voto del 2006. Oggi c´è qualcuno che ha nostalgia con quelle riunioni di maggioranza con tredici partiti? Se c´è lo dica, si faccia avanti».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt; C´è chi le obietta: andare da soli non vuol dire coltivare il mito dell´autosufficienza&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Questo è un vizio da vecchia politica politicante: attribuire agli altri una posizione che non hanno, per poi poter polemizzare. Io non sono contro le alleanze a priori, ma ho sempre detto, e lo ripeto oggi, che l´alleanza si fa sui programmi, sulle scelte concrete. Quindi, dalla sinistra radicale a Casini, va bene tutto quello che è convergenza di programma. Ma ferma restando l´idea di fondo: mai più l´unione, che è la principale contraddizione rispetto all´Ulivo. Mai più partiti di lotta e di governo. Quella roba il Paese non la sopporta più».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Sia sincero. Non coglie segnali di malessere dentro il Pd? Ci sarà un motivo se "Europa" definisce l´ultima assemblea costituente «un funerale di prima classe»? &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Un segnale di malessere è il fatto che la nostra gente non è contenta di vedere che nel Pd si vanno costruendo recinti e steccati che non dovrebbero esistere. Abbiamo convocato per la terza volta in sei mesi un congresso, perché quando un´assemblea costituente riunisce 2800 persone è come fosse un congresso. Ditemi: quale partito italiano o europeo ha una vita democratica di questa dimensione? E perché la stessa critica non viene fatta ad An, o a Forza Italia? Non si dovevano sciogliere nel Popolo della libertà? La nostra forza, la forza del Pd, sta nell´essere capaci di riconoscere un pluralismo interno di idee, non di strutture. Un pluralismo di contributi intellettuali e di valori, non di casematte organizzate». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;La dica pure, la parola maledetta: correnti. Le Fondazioni non sono correnti? La dalemiana Red non è una corrente? &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Non lo so, non me ne occupo. Io non faccio correnti, perché la mia unica "corrente" è il popolo del Pd, sono quei 3 milioni e mezzo di cittadini che hanno votato alle primarie». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;E di Parisi che la invita a dimettersi cosa mi dice? &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Ho stima intellettuale per Parisi. Ma provo nei suoi confronti una delusione umana. Mi sarebbe molto piaciuto che estraesse il suo dardo fiammeggiante nel momento in cui Prodi dopo la vittoria del 2006 fu assediato dai partiti, che lo costrinsero a fare un governo di cento persone. Allora mi sarebbe piaciuto che Arturo si alzasse in piedi e dicesse "se è così io non ci sto". Ma non l´ha detto».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt; Nel Pd c´è chi dice: se vanno male le europee del 2009 Veltroni è finito. E c´è persino chi pensa che lei potrebbe crollare prima. Cosa risponde? &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Rispondo che fa sempre più rumore un albero che cade, piuttosto che la foresta che cresce. Io mi occupo di far crescere la foresta. Gli altri, se vogliono, si occupino se di logorare me e il Pd in previsione delle europee. Io farò il contrario. Lavorerò per preparare, fin dal prossimo autunno, l´alternativa forte e credibile a un governo che sta portando l´Italia al collasso. La luna di miele tra Berlusconi e il Paese sta finendo. Tocca a noi proporre alla gente un´altra idea dell´Italia».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-2093759286994728264?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/2093759286994728264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=2093759286994728264' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2093759286994728264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2093759286994728264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/06/berlusconi-gioca-sulla-pelle-dellitalia.html' title='&quot;Berlusconi gioca sulla pelle dell´Italia dialogo sepolto, ora sarà battaglia&quot;'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-3648351688283019490</id><published>2008-06-22T10:20:00.002+02:00</published><updated>2008-06-22T10:25:39.234+02:00</updated><title type='text'>"Non c´è alternativa a Walter ma accetti la sfida del congresso"</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SF4MX3RoW8I/AAAAAAAAARE/2b8FQDI4Unk/s1600-h/cacciari.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214619022656035778" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SF4MX3RoW8I/AAAAAAAAARE/2b8FQDI4Unk/s400/cacciari.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;La Repubblica&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;DOMENICA, 22 GIUGNO 2008&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Correnti oligarchiche&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si può vincere anche al Nord. Ma oggi la composizione sociale dei nostri elettori è drammatica&lt;br /&gt;Esistono correnti oligarchiche e altre che hanno referenti nella società. Nel partito ci sono solo le prime&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;GOFFREDO DE MARCHIS&lt;br /&gt;ROMA - Non c´era nemmeno lui, nell´assemblea dei tanti vuoti in sala. «Facevo il sindaco. Qualcuno fa politica, a qualcun altro tocca portare la croce», dice con un pizzico di sarcasmo Massimo Cacciari, primo cittadino di Venezia. Ma la sua assenza non significa che anche lui spara contro il segretario del Pd Walter Veltroni, ne contesta la linea, il dialogo con Berlusconi, la leadership. «Io spero che duri a lungo, non vedo alternative. Però torni a decidere, come ha fatto in campagna elettorale. Vada a un congresso su mozioni contrapposte. A gennaio, non dopo le Europee». Parisi sintetizza: «Dopo gli elettori, sono scappati anche i delegati». È così? «C´è un rischio di disaffezione e di demoralizzazione. Non tanto per il risultato elettorale che secondo me non è del tutto negativo. Ma il Pd non ha riflettuto abbastanza su questo voto». Rottura consensuale con la sinistra, disponibilità verso il Cavaliere, governo ombra... «Ma questo non c´entra un bel niente. Le elezioni dimostrano che non siamo riusciti a convincere della bontà riformista del nostro progetto e non siamo riusciti a superare quello che Ilvo Diamanti chiama il muro di Arcore. La composizione sociale del nostro elettorato è drammatica. Noi perdiamo nelle nuove professioni, nei ceti produttivi, negli operai. Vinciamo un po´ qua e un po´ là, ma i settori dove siamo maggioranza sono insegnanti e professori, aristocrazia operaia, pensionati. E tanti giovani, vero. Ma il dato interessante è che questi smettono di votarci quando finiscono di studiare e cominciano a lavorare. Noi, tra chi lavora, quasi non esistiamo. Eppoi, il Nord: è una questione immensa». Lei ha il pallino del Nord. Ma il Pd paga pegno dappertutto, basta vedere i dati della Sicilia. «Il Nord è decisivo. Qui servono linea e struttura del partito. Abbiamo bisogno, ripeto, del Pd federale sennò non saremo mai credibili in zone dove la Lega si muove come sindacato del territorio. Al Nord non servono proconsoli del potere romano, ma dirigenti locali che non si occupino solo di organigrammi. Io qui sono avvertito come un cane sciolto e in politica da soli non si fa niente». Ma un partito demoralizzato come reagisce alla sconfitta? «La delusione totale è sbagliata. Semmai direi che Veltroni ha suscitato fin troppe illusioni nella campagna elettorale: era scontato che perdessimo. Il fallimento del governo Prodi si è rivelato pesantissimo e noi lo abbiamo scontato così come abbiamo scontato il rodaggio. Ma un partito che si afferma ben oltre il 30 per cento, che prende più voti della somma di Ds e Dl ottiene un risultato buono da cui partire. Il punto è che non si parte. Anche al Nord puoi vincere. Lo ha fatto Variati a Vicenza. E sa che succede nel Pd? Qualcuno gli dà del no global. A Variati, che è un democristiano doc. Ma andiamo». Oggi il Pd è sotto il 30 per cento, come dicono i sondaggi? «Sì, non c´è dubbio. Guardiamo la Sicilia. Ma non solo. In Sardegna abbiamo perso clamorosamente in comuni dove si vinceva da 10 generazioni. E glielo dico adesso: lì perderemo anche le regionali del prossimo anno perché governa uno con la puzza sotto il naso che non ha capito che il traino è la piccola impresa, il capitalismo personale, non la grande industria». Allora Veltroni dura poco. «Io spero che duri a lungo, non vedo alternative. A me non interessa che abbia l´appoggio dei gruppi dirigenti, ma dell´elettorato. Deve dividere, deve decidere. Come prima del voto quando ha detto: andiamo da soli. Non vorrei rivedere il film della Bolognina: scelta coraggiosa ma gestita in modo compromissorio. Sarebbe la rovina. Perché sei andato da solo se non continui a decidere? Poi non ci si può lamentare che vengano fuori quelli dell´Ulivo, delle vecchie alleanze... Bisogna scommettere sulle scelte e pagheranno. Veltroni organizzi un congresso con mozioni contrapposte, da fare a gennaio. Altrimenti dopo le Europee le correnti lo impallinano». Le correnti sono il male assoluto? «Vanno benissimo quando si misurano sulla vita reale. Se invece servono discutere del ritorno di Prodi o dell´alleanza con Rifondazione allora fanno casino e gratificano solo gli pesudocapi. Esiste un gioco di correnti oligarchico e un altro che ha referenti sociali. Oggi nel Pd c´è solo il primo».&lt;br /&gt;=&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-3648351688283019490?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/3648351688283019490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=3648351688283019490' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3648351688283019490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/3648351688283019490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/06/non-c-alternativa-walter-ma-accetti-la.html' title='&quot;Non c´è alternativa a Walter ma accetti la sfida del congresso&quot;'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SF4MX3RoW8I/AAAAAAAAARE/2b8FQDI4Unk/s72-c/cacciari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-2148855497309725598</id><published>2008-06-21T06:45:00.003+02:00</published><updated>2008-06-21T07:02:31.088+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFyLK0wgjEI/AAAAAAAAAQ8/0QorsASYwwQ/s1600-h/veltroni_assemblea_cop1169_img.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214195486665247810" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFyLK0wgjEI/AAAAAAAAAQ8/0QorsASYwwQ/s400/veltroni_assemblea_cop1169_img.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFyKUr8VC8I/AAAAAAAAAQ0/SZ6ucTCZqnY/s1600-h/assemblea_m.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214194556585970626" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFyKUr8VC8I/AAAAAAAAAQ0/SZ6ucTCZqnY/s400/assemblea_m.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;http://www.partitodemocratico.it&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://democratica.tv/" target="_blank"&gt;diretta su Democratica.tv &lt;/a&gt;- &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- &lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/speciali/assemblea08/documenti/indice.htm&amp;amp;gpl=48&amp;amp;tipodoc=1"&gt;articoli &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/speciali/assemblea08/documenti/indice.htm&amp;amp;gpl=48&amp;amp;tipodoc=52"&gt;la relazione di Walter Veltroni (testo e video) &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/speciali/assemblea08/documenti/indice.htm&amp;amp;gpl=48&amp;amp;tipodoc=48"&gt;aggiornamenti in diretta&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/speciali/assemblea08/documenti/indice.htm&amp;amp;gpl=48&amp;amp;tipodoc=27"&gt;rassegna stampa &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/speciali/assemblea08/documenti/indice.htm&amp;amp;gpl=48"&gt;tutti i documenti &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&amp;amp;pid=1946656" target="_blank"&gt;discuti su Pd Network&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://twitter.com/pdnetwork" target="_blank"&gt;l’Assemblea su Twitter &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/pdnetwork/sets/72157605696904694/" target="_blank"&gt;Tutte le foto &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/producer.aspx?t=/speciali/assemblea08/home.htm"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oggi abbiamo lo strumento, abbiamo cominciato ad avere idee e linguaggi. Ma dobbiamo fare un bagno di umiltà, immergerci nella società, recuperare il gusto della condivisione della vita reale delle persone. “Farci popolo”, come una grande forza riformista deve saper fare. Non una èlite di professionisti della politica, ma una comunità immersa nelle tensioni, nelle ansie, nelle speranze della società di cui è parte. Se sarà così sarà il Partito Democratico. Altrimenti non sarà. Ma sarà così. Walter Veltroni.(&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53363"&gt;Leggi il testo integrale della relazione&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;--&gt;&lt;br /&gt;20 giugno 2008 - Articolo&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53409"&gt;Eletto il Collegio Sindacale del Partito Democratico&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;20 giugno 2008 - Articolo&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53408"&gt;La Direzione Nazionale votata dall'Assemblea&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;20 giugno 2008 - Flash news&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53405"&gt;Approvata lista dei membri della direzione nazionale&lt;/a&gt; Ore 18.36&lt;br /&gt;20 giugno 2008 - Flash news&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53404"&gt;Veltroni: "Il PD è il nostro approdo. Siamo democratici, basta essere ex di qualcosa"&lt;/a&gt; Ore 18.29&lt;br /&gt;20 giugno 2008 - Flash news&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53403"&gt;Veltroni: "Il Paese deve percepire in noi l'alterità a questo governo"&lt;/a&gt; Ore 18.24&lt;br /&gt;20 giugno 2008 - Flash news&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53402"&gt;Veltroni: "Dobbiamo stare dentro il Paese e farci popolo"&lt;/a&gt; Ore 18.19&lt;br /&gt;20 giugno 2008 - Flash news&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53401"&gt;Veltroni: "Siamo persone leali, che hanno senso delle istituzioni e dello Stato"&lt;/a&gt; Ore 18.15&lt;br /&gt;20 giugno 2008 - Flash news&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53400"&gt;Veltroni: "Non accetto giudizi da chi ha lasciato il Paese con un buco di 30 miliardi"&lt;/a&gt; Ore 18.13&lt;br /&gt;20 giugno 2008 - Flash news&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53399"&gt;Veltroni: "La destra fa precipitare il paese nel passato"&lt;/a&gt; Ore 18.11&lt;br /&gt;20 giugno 2008 - Flash news&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53398"&gt;Veltroni: "Faremo opposizione ma non torneremo al passato"&lt;/a&gt; Ore 18.08&lt;br /&gt;20 giugno 2008 - Flash news&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53397"&gt;Veltroni: "Il PD è l'Ulivo del '96 che si fa partito"&lt;/a&gt; Ore 18.05&lt;br /&gt;20 giugno 2008 - Flash news&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53396"&gt;Veltroni: "C'è grande condivisione sull'approdo raggiunto"&lt;/a&gt; Ore 18.03&lt;br /&gt;20 giugno 2008 - Flash news&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53395"&gt;Follini: "L'incubo de l'Unione non può ripetersi"&lt;/a&gt; Ore 18.00&lt;br /&gt;20 giugno 2008 - Flash news&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=53394"&gt;Gawronski: "Stiamo attraversando una crisi della democrazia"&lt;/a&gt; Ore 17.48&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/speciali/assemblea08/documenti/indice.htm&amp;amp;gpl=48"&gt;tutti gli aggiornamenti &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.democratica.tv/" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/pdnetwork/sets/72157605696904694/" target="_blank"&gt;Tutte le foto &lt;/a&gt;&lt;a href="http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&amp;amp;pid=1946656" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.democratica.tv/"&gt;PALINSESTO DEL GIORNO &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.democratica.tv/" target="_blank"&gt;apri democratica tv &lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.democratica.tv/video/" target="_blank"&gt;indice dei video&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.democratica.tv/upload/" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-2148855497309725598?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/2148855497309725598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=2148855497309725598' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2148855497309725598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2148855497309725598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/06/httpwww.html' title=''/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFyLK0wgjEI/AAAAAAAAAQ8/0QorsASYwwQ/s72-c/veltroni_assemblea_cop1169_img.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-4276450599482544728</id><published>2008-06-20T22:19:00.002+02:00</published><updated>2008-06-20T22:23:31.428+02:00</updated><title type='text'>«Qualche correzione si farà L'Ulivo? Con noi rivive»</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFwRg6N-2SI/AAAAAAAAAQs/bqEuxlpCAhA/s1600-h/tonini.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214061725669579042" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFwRg6N-2SI/AAAAAAAAAQs/bqEuxlpCAhA/s400/tonini.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Corriere della Sera &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;2008-06-20&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giorgio Tonini&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;ROMA — Oggi, all'assemblea costituente del Pd, Giorgio Tonini, cattolico e veltroniano di ferro, difenderà a spada tratta la linea del «suo» segretario. E la scelta di rafforzare l'identità del partito, nonostante la sconfitta alle Politiche.Insomma, nessun tradimento della linea ulivista, che ormai non pochi denunciano? «Non capisco chi dice queste cose. È vero, durante la campagna elettorale abbiamo accentuato la polemica tra il Pd e il resto dell'ex Unione, ma non abbiamo mai detto che la nostra formazione era un'altra cosa rispetto all'Ulivo. Anzi, credo che, distinguendoci in modo aperto dalla sinistra massimalista, abbiamo difeso l'originaria idea ulivista».E chi rimprovera l'abbandono di quelle larghe alleanze portate avanti da Prodi?«Occorre considerare anche l'altra faccia della medaglia, che è sotto gli occhi di tutti: per due volte Prodi ha vinto, ma per due volte è stato messo in crisi proprio dalla sinistra radicale. Ecco perché con quei partiti abbiamo deciso un divorzio unilaterale». Insomma, «è vero che abbiamo perso e che c'è bisogno di qualche correzione, ma dobbiamo tenere duro e difendere le nostre scelte con fermezza. Basta pensare ad un solo fatto: è la prima volta che in Italia una fusione tra due soggetti porta più voti di quanti gli stessi partiti ne avevano da soli». &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-4276450599482544728?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/4276450599482544728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=4276450599482544728' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/4276450599482544728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/4276450599482544728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/06/qualche-correzione-si-far-lulivo-con.html' title='«Qualche correzione si farà L&apos;Ulivo? Con noi rivive»'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFwRg6N-2SI/AAAAAAAAAQs/bqEuxlpCAhA/s72-c/tonini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-4912720602365412543</id><published>2008-06-20T22:10:00.003+02:00</published><updated>2008-06-20T22:19:03.024+02:00</updated><title type='text'>«Se il partito continua così dopo le Europee morirà»</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFwQmgWSBRI/AAAAAAAAAQk/rqfmHoMltco/s1600-h/gitti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214060722292655378" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFwQmgWSBRI/AAAAAAAAAQk/rqfmHoMltco/s400/gitti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Corriere della Sera&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;2008-06-20&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gregorio Gitti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il Pd con le Europee del 2009 rischia di toccare il fondo. E il pericolo che muoia è sempre più concreto».Alla vigilia dell'assemblea, Gregorio Gitti, tra i fondatori del Pd, lancia un grido di allarme.Perché «la fase costituente sta durando troppo», perché «c'è un problema di identità politica e di legittimità statutaria».Ma soprattutto perché «in assenza di una classe dirigente il progetto illanguidisce.L'elemento più grave dell'ultima campagna elettorale è stato l'uso della cooptazione.Che crea un difetto di rappresentatività dei partiti». Gitti non è ancora iscritto al partito: «Deciderò se farlo solo quando ci sarà il regolamento, che invochiamo da mesi. E intanto i militanti sono già in fuga». L'elenco di proposte da fare è lungo ma, sostiene Gitti, «se avessi un potere di stabilire l'agenda del Pd ne farei una sola: il collegio uninominale, meccanismo virtuoso che porterebbe a rinnovare la classe dirigente, uscendo dalla cooptazione». Sulle Fondazioni Gitti sostiene che si tratta di «contributi positivi per il partito». Quanto a Romano Prodi, dimissionario, e ai tentativi di farlo desistere, spiega: «È un dibattito che non mi appassiona. Si tratta della scelta personale di un uomo generoso e competente. Chiedergli di restare sarebbe come coprirsi con una foglia di fico, un'icona mediatica. Il Pd deve aprire con coraggio una stagione di rinnovamento».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-4912720602365412543?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/4912720602365412543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=4912720602365412543' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/4912720602365412543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/4912720602365412543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/06/se-il-partito-continua-cos-dopo-le.html' title='«Se il partito continua così dopo le Europee morirà»'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFwQmgWSBRI/AAAAAAAAAQk/rqfmHoMltco/s72-c/gitti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-9006313630516501783</id><published>2008-06-17T20:38:00.005+02:00</published><updated>2008-06-18T21:31:44.606+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://ilprimocerchio.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;http://ilprimocerchio.blogspot.com&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ecco in versione integrale il commento di cui è uscita il 15 giugno un’ampia sintesi sul “&lt;a href="http://iltirreno.repubblica.it/" target="NEW"&gt;Tirreno&lt;/a&gt;”&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TOCCA PRENDERLA DI PETTO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il mio commento al &lt;a href="http://ilprimocerchio.blogspot.com/2008/05/19-maggio-2008-ii.html" target="new"&gt;voto&lt;/a&gt; ha corso &lt;a href="http://www.ivanscalfarotto.it/2008/05/perche_abbiamo_perso.html" target="new"&gt;molto&lt;/a&gt; sulle &lt;a href="http://www.primariesempre.org/2008/05/29/davide-guadagno-su-il-tirreno/" target="new"&gt;ali&lt;/a&gt; del &lt;a href="http://www.presente-futuro.it/?q=node/398" target="new"&gt;web&lt;/a&gt; e mi ha fatto giungere messaggi da molti giovani amici, in prevalenza toscani ma un po’ da dovunque, che si interrogano sul futuro del Pd.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Le domande&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono sempre gli stessi, perché non ci consultano? L’apparato è inamovibile? Perché si parla di scissione? Sollecitano ai propri dirigenti risposte che non arrivano. Mi permetto allora di intervenire di nuovo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Avete ragione&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avete ragione, ma così tanta ragione che l'unica conclusione a cui si può giungere è che il partito del "popolo delle primarie", il partito del "si può fare", il partito del nuovo, della ragionevolezza e della speranza, allo stato, ha fallito e, forse, se non ci saranno scosse radicali, è destinato al peggio. O a sopravvivere per inerzia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;I molti perché&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I perché sono molti, stanno a Roma, ma stanno anche in ognuna delle sedi territoriali e delle teste dei dirigenti dei due partiti d’origine che frequentano una contraddizione insanabile tra il dire e il fare. Ci sono mille esempi (mercoledì scorso sul &lt;a href="http://www.corriere.it/editoriali/08_giugno_11/uccidere_il_padre_96c27394-3774-11dd-a7f3-00144f02aabc.shtml" target="new"&gt;Corriere&lt;/a&gt;, Galli Della Loggia ne fa uno – che riprenderò), molti anche nei nostri pressi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Domande&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alle vostre domande che contengono una qualche salutare ingenuità vorrei aggiungerne altre. Chi ha deciso chi fossero i candidati sindaci? Come? Chi ha deciso chi fossero i candidati al parlamento? Come? Chi ha deciso quali fossero le alleanze sui territori? Come? Oltre a non aver consultato nessuno, vi risulta che - di questo - qualcuno sia stato almeno informato prima? A me no. Chi ha deciso i programmi locali di governo? Chi ha messo la sicurezza al primo posto in termini così scriteriati e perentori? C'è stato un assalto all'arma bianca dei rom e me lo sono perso? C'è stata un'assemblea generale e me la sono persa?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Io iscritto?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per fare una cosa nuova bisogna essere nuovi o, almeno, produrre nuove idee. Accreditare correnti e correntine, lobbies da due soldi come è avvenuto ovunque (a Roma, a Venezia, a Taranto, a Pisa eccetera eccetera eccetera) è semplicemente il contrario di quel che andava fatto. Ma è stato fatto, e ora? Ora solo un cedimento strutturale o un sussulto possono rimediare a una situazione che sembra l'ultimo baluardo di una resistenza conservatrice destinata comunque a soccombere. C'è un'altra possibilità che sta prendendo piede (D'Alema ha dichiarato: "Io iscritto al PD? Non mi risulta. Sono un simpatizzante, diciamo"): ognuno torna a casa propria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Se ci fosse Obama&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scelta sciagurata ma meno ipocrita, forse, di questo limbo dove si galleggia tra poltrone, poltroncine e municipalizzate. Dove ognuno pensa a rivendicare per sé e i suoi. Dove si ha un concetto di proprietà di un partito che era nato per cancellare quel concetto. Dove chi dissente o interroga è un nemico animato da chissà quali reconditi fini. Dove, comunque, il dialogo, il confronto, sono aboliti. Qualcuno mi ha scritto: “ci vorrebbe Barack Obama”, e si è risposto che con queste teste, con queste regole (le firme, le appartenenze, le quote, i tempi), avrebbe difficoltà a candidarsi al consiglio comunale di Lamporecchio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La casta siamo noi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il ceto politico (materialmente lo stesso da decenni) che ci ha portato fin qui galleggia nel proprio brodo, si autoriproduce o si ricambia solo con delle controfigure cooptate e perciò conniventi (i "giovani dirigenti" spesso non sono migliori, anzi). Avete traccia di persone nuove (davvero) in qualche anfratto della nomenclatura cittadina, regionale, nazionale? La famosa casta - lo avevo già scritto - è identificata nei politici del centrosinistra, gli altri sono ritenuti altro dagli elettori.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Incorreggibili&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come avrete capito sono radicalmente pessimista. Non vedo circolare lo straccio di un'idea. Non vedo possibilità di cambiare. Vedo, invece, un governo che acquisisce meritatamente popolarità con scelte (per ora annunciate, è vero, ma almeno annunciate), alcune anche giuste, che la nostra storica propensione al litigio e alla mediazione al ribasso ci ha impedito di compiere. La situazione e i suoi responsabili sono incorreggibili, siamo spacciati e per molti anni.Che fare?Se continua così, la pietra tombale verrà dagli esiti delle prossime elezioni amministrative. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Che fare, dunque?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sciolti direi. Chi, come me, ha frequentato questa speranza vivendola come un’ultima spiaggia, ha un'età per cui non è pensabile che possa progettare qualcosa che vedrà realizzato, si metterà il cuore in pace e, dalla finestra, guarderà, spero, qualcuno di voi che, forte di un'altra età, smetta di fare domande e prenda l'iniziativa. Proponendosi esponendosi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Proponetevi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché dobbiamo pensare sempre che il problema è altro da noi? Che qualcuno ci deve rendere conto? Che noi siamo i buoni e ci basta questa consapevolezza, intima e narcisistica, e qualcun altro ci debba - addirittura - questo riconoscimento? Le risposte che aspettate non ve le darà nessuno, provate a prendervele. Lo spazio è poco ma il mugugno è altissimo e molto molto diffuso. Il perché di quel che è avvenuto, anche in Toscana, sta anche nel fatto che pochi - se non certi vecchi arnesi che gridavano come Sansone - hanno compiuto questa scelta. Per pudore, per pigrizia, per conformismo, per pavidità, per calcolo. Perché ci hanno fatto credere che le regole del gioco fossero quelle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Uccidere il padre&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Della Loggia conclude il suo ragionamento dicendo che bisogna uccidere il padre (il vecchio apparato) e poi procedere a una selezione dei nuovi senza criteri di provenienza, ha ragione. Mescolarsi a partire dal merito, aggiungo io. Solo voi, però, potete farlo. Se fosse avvenuto, qui e altrove, le cose non sarebbero andate così. Lì sta la speranza. Lo so è difficile, faticoso, crudele forse, ma quella è la via. Prenderla di petto. L'alternativa è il lamento perpetuo. Un mio amico diceva: "Se non hai una soluzione fai parte del problema", mi è sempre sembrato un grande insegnamento e un ottimo motivo per averlo amico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;[ripensandoci] di &lt;strong&gt;Davide Guadagni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="comments"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-9006313630516501783?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/9006313630516501783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=9006313630516501783' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/9006313630516501783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/9006313630516501783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/06/httpilprimocerchioblogspotcom.html' title=''/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-2723566071190018154</id><published>2008-06-14T22:21:00.003+02:00</published><updated>2008-06-14T22:26:30.508+02:00</updated><title type='text'>Il "Peccato Originale" di un Partito fantasma</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Da "Famiglia Cristiana" del 15-06-2008&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_7DC1dajc5Qc/SFQpEtFJ0qI/AAAAAAAAAB0/jLfkC2-2hJs/s1600-h/FC_15-06-2008.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_7DC1dajc5Qc/SFQpEtFJ0qI/AAAAAAAAAB0/jLfkC2-2hJs/s320/FC_15-06-2008.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211835829571932834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Cliccare sull'immagine per ingrandire&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-2723566071190018154?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/2723566071190018154/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=2723566071190018154' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2723566071190018154'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/2723566071190018154'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/06/il-peccato-originale-di-un-partito.html' title='Il &quot;Peccato Originale&quot; di un Partito fantasma'/><author><name>PaoloL</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08370801511974087183</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_7DC1dajc5Qc/SFQpEtFJ0qI/AAAAAAAAAB0/jLfkC2-2hJs/s72-c/FC_15-06-2008.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-1396752278658638897</id><published>2008-06-14T19:23:00.004+02:00</published><updated>2008-06-14T19:36:31.868+02:00</updated><title type='text'>Berlinguer, nel ricordo vive la sua lezione 24 anni dopo l'addio</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFP-_psIgVI/AAAAAAAAAQM/HBGmMEsleCc/s1600-h/Berl11.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211789563273970002" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFP-_psIgVI/AAAAAAAAAQM/HBGmMEsleCc/s400/Berl11.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFP-0JQEHqI/AAAAAAAAAQE/LmFTN2dWcQE/s1600-h/berlinguer1107_img.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211789365587746466" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFP-0JQEHqI/AAAAAAAAAQE/LmFTN2dWcQE/s400/berlinguer1107_img.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«&lt;em&gt; Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia. »&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sandro Pertini, trasportando il feretro di Enrico Berlinguer,: "Lo porto via come un amico fraterno, come un figlio, come un compagno di lotta".&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-1396752278658638897?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/1396752278658638897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=1396752278658638897' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1396752278658638897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/1396752278658638897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/06/berlinguer-nel-ricordo-vive-la-sua.html' title='Berlinguer, nel ricordo vive la sua lezione 24 anni dopo l&apos;addio'/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFP-_psIgVI/AAAAAAAAAQM/HBGmMEsleCc/s72-c/Berl11.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-6758826163134650281</id><published>2008-06-14T15:41:00.002+02:00</published><updated>2008-06-14T16:34:28.594+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFPW3ry1k7I/AAAAAAAAAP8/U14M1PLAcyI/s1600-h/veltroni+xxzX_20080611.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211745445934896050" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFPW3ry1k7I/AAAAAAAAAP8/U14M1PLAcyI/s400/veltroni+xxzX_20080611.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;2008-06-14 &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;15:26&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pd: nasce&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;'Sinistra per Paese'&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Battesimo con Crucianelli e Nerozzi, presto una fondazione&lt;br /&gt;(ANSA) - ROMA, 14 GIU - Nel Pd nasce una nuova associazione con l'ambizione di diventare una fondazione. Si chiama 'Sinistra per il paese'. La nuova 'creatura' e' stata tenuta oggi a battesimo, a Roma, da Famiano Crucianelli e Paolo Nerozzi con la prospettiva di un progetto comune con 'A sinistra', l'area nata per le primarie e diventata poi associazione. 'Pensiamo ad una sinistra protagonista -spiegano i promotori- non animata da uno spirito correntizio, ma dalla volonta' di produrre idee'. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1744750187419810307-6758826163134650281?l=incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/feeds/6758826163134650281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1744750187419810307&amp;postID=6758826163134650281' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/6758826163134650281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1744750187419810307/posts/default/6758826163134650281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://incontriamocinelpartitodemocratico.blogspot.com/2008/06/2008-06-14-1526-pd-nasce-sinistra-per.html' title=''/><author><name>Daniela Miele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17174403463679724686</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_e3kZYgrES-g/SFPW3ry1k7I/AAAAAAAAAP8/U14M1PLAcyI/s72-c/veltroni+xxzX_20080611.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1744750187419810307.post-6706709003531816636</id><published>2008-06-14T09:09:00.001+02:00</published><updated>2008-06-14T09:11:17.333+02:00</updated><title type='text'>La Sinistra senza ideologia</title><content type='html'>&lt;strong&gt;La Repubblica&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;07-06-08,&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;NADIA URBINATI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Se chiediamo a un elettore del Pdl le ragioni del suo voto, non avremo difficoltà a comprendere che tra le sue idee e quelle espresse dai ministri e rappresentanti del Pdl esiste una forte sintonia. Comunque giudichiamo quelle idee, è indubbio che la coalizione che ha vinto le elezioni ha un linguaggio ideologico strutturato e un nucleo di valori riconoscibili a chi li condivide e agli altr
