domenica 4 novembre 2007

MOZIONE

In qualità di membri di un’Assemblea Costituente, e non di un partito consolidato, riteniamo indispensabile attendere l’approvazione di Statuto, Carta dei Valori e Codice Etico prima di procedere a qualsiasi tipo di scelta organizzativa e/o politica che non sia la semplice gestione pratica della fase costituente. Riteniamo, pertanto, che:
il metodo adottato per la presentazione e l’approvazione del dispositivo votato al termine della prima riunione dell’Assemblea Costituente, lo scorso 27 ottobre, sia incoerente con il ruolo che quella Assemblea ha;
- un partito veramente nuovo debba rifiutare con fermezza il metodo della cooptazione per la scelta degli incarichi, soprattutto quelli di vertice;
- il Regolamento Quadro approvato dal Comitato dei 45 lo scorso 11 luglio, pur esso stesso con limiti e contraddizioni, debba essere rispettato sino all’approvazione dello Statuto.

Per le suddette ragioni, noi eletti all’Assemblea Costituente Regionale, con il sostegno degli eletti all’Assemblea Costituente Nazionale, chiediamo che l’Assemblea Regionale approvi, con voto segreto, il seguente dispositivo:
1) L’Assemblea Costituente Regionale ribadisce la specificità di funzione delle Assemblee Costituenti, il cui compito sta nell’elaborazione dello Statuto, nella definizione dei valori e del Codice Etico ed è del tutto distinto da quello di altre forme assembleari aventi funzioni più ampie e di natura politica.
2) Sarà lo Statuto a precisare in quali casi utilizzare il metodo delle primarie, ed a regolarne l’applicazione.
3) In base al Regolamento Quadro dell’11 luglio, le Primarie per l’elezione dei Segretari Provinciali avverrà entro e non oltre il 31 dicembre 2007 con modalità analoga a quella del Segretario Nazionale e dei Segretari Regionali, ovvero tramite elezioni primarie.
4) Lo stesso metodo dovrà essere utilizzato per l’elezione degli altri organi periferici provvisori.
5) La partecipazione alle Assemblee del 23 dicembre sarà aperta a tutti i cittadini come previsto per le Primarie del 14 ottobre.
6) Ogni organo collegiale provvisorio dovrà avere compiti ben definiti ed una data di scioglimento.
7) Il Coordinatore provinciale eletto il 24 novembre dai Costituenti dovrà essere diverso dal Segretario Provinciale, da eleggersi, come quello comunale, il 23 dicembre, in quanto si limiterà a svolgere un ruolo di garanzia nella preparazione delle elezioni del 23 dicembre.
8) Il Coordinatore Provinciale dovrà essere subito affiancato da un “Comitato di garanzia” paritetico, sulla cui composizione concordino tutte le liste che hanno corso il 14 ottobre.
9) I componenti dei Comitati provinciali ed il Coordinatore provinciale non possono candidarsi il 23 dicembre.
10) Il Segretario regionale sarà affiancato da un comitato regionale di garanzia, come al punto 8.


I membri dell’Assemblea Costituente Regionale
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Con il sostegno dei membri dell’Assemblea Costituente Nazionale
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da Silvia Di Batte

Cari amici,
il 14 ottobre è passato e i tre milioni e mezzo di cittadini che sono andati a votare ci hanno dimostrato che la strada che abbiamo intrapreso più di un anno fa era quella giusta. Siamo però solo all'inizio. Noi che abbiamo in comune la voglia di un cambiamento vero, noi che vogliamo un paese dove la politica sia più vicina alla gente, noi che non accettiamo le provocazioni del Grillo-qualunquismo, siamo chiamati a continuare a partecipare per mettere in moto la macchina del cambiamento. Scambiamoci opinioni, continuiamo a dialogare, partecipiamo agli incontri, scriviamo sul blog. Solo facendo sentire la nostra voce e soprattutto le nostre idee potremo dire "c'ero anch'io". Grazie a Daniela Miele e a Claudio Frontera che, instancabili, hanno lavorato a questo blog.

giovedì 1 novembre 2007

Interventi
sul sito www.partitodemocratico.it gli interventi di Veltroni e Prodi

dispositivo approvato dall'Assemblea nazionale costituente del Pd
Leggi il testo

mercoledì 31 ottobre 2007

PARTITO DEMOCRATICO: EVVIVA, È FINITO IL VERTICISMO


Il Partito democratico parte bene, in pochi giorni ha segnato a suo vantaggio grandi risultati. Oltre tre milioni di cittadini di quest’Italia dipinta come stanca della politica escono di casa una domenica e vanno a votare, pagando pure, per il segretario e le assemblee costituenti di un partito nuovo: fatto mai visto qui o in altri paesi europei.
I commenti segnalano inoltre una grande attenzione per questa straordinaria capacità di rigenerare la partecipazione politica mentre i sondaggi indicano una grande potenzialità elettorale del nuovo soggetto.
Secondo Costituzione
Il nuovo segretario Walter Veltroni, poi, forte di una grande investitura popolare, parla all’assemblea costituente di Milano e rilancia l’appoggio al governo Prodi e la creazione di un nuovo approccio alla politica, riformulando l’agenda delle priorità e indicando metodo e proposte nuovi. Per un riformismo che molti volevano decotto e per una politica che appariva irrimediabilmente appassita, sono risultati assolutamente eccellenti. Molti adesso si chiedono che fare per costruire il nuovo Partito democratico. Gli obiettivi sono (abbastanza) chiari, il modo per realizzarli meno. La risposta più convincente riguarda la costruzione del nuovo partito e il suo radicamento sul territorio, ma come? Sono già cominciate contorte discussioni nelle quali si nasconde, in agguato, il vecchio politichese: sarà un partito liquido o solido? Di elettori o di militanti? E via strologando. Eppure, a ben vedere, trovare la strada del nuovo partito è semplice come l’uovo di Colombo. Partito abbiamo detto, no? E a che cosa serve un partito? Non dobbiamo inventare niente, la Costituzione repubblicana risponde con chiarezza a questa domanda. I partiti, ossatura della democrazia, servono a formare e selezionare le potenziali classi dirigenti da mettere in competizione con le elezioni a qualsiasi livello, nonché ad elaborare proposte e soluzioni ai problemi del paese o di un territorio, assicurando in tale processo un ampio e reale coinvolgimento dei cittadini. Senza seguire le orme dei precedenti partiti che avevano smarrito questa via maestra, consegnando la formazione e la selezione della classe dirigente al conformismo e al verticismo, e la elaborazione delle proposte e delle soluzioni ad oligarchie ristrette politico-tecniche, il nuovo partito si radicherà non con gli appelli o con i volantinaggi, ma con l’apertura a tutti gli elettori dei procedimenti di scelta sia di programmi e proposte sia degli uomini e delle donne più capaci e preparati per realizzarli.
Forza delle primarie
Le primarie del 14 ottobre hanno già dimostrato che la voglia di partecipazione e di cambiamento c’è ed è grande; se il nuovo partito ha pari voglia di partecipazione e di cambiamento, non c’è da incamminarsi per sentieri tortuosi. Se il nuovo Partito democratico riuscirà a far partecipare veramente i cittadini e il popolo del centro-sinistra alle scelte politiche, nazionali, regionali e locali ma anche alla scelta delle persone, il radicamento e la costruzione di un nuovo grande soggetto politico non saranno più un’utopia.
Claudio Frontera
costituente regionale

Dopo le Primarie

Le Primarie di domenica 14 ottobre sono state un gran successo, uno straordinario esempio di democrazia .

Il nostro obiettivo è stato ampiamente superato grazie a 3.500.000 persone che hanno dimostrato, chiesto, con il loro voto, un segnale di cambiamento, una risposta alla crisi della politica, scegliendo il segretario del nascente partito.
Lo abbiamo detto fin dall’inizio che puntavamo ad una vasta partecipazione, ma questo risultato ci rende davvero orgogliosi.

Un risultato frutto anche del lavoro e dell'impegno di tanti di noi sia sostenendo il proprio candidato, sia mettendosi in gioco in prima persona, spesso con buoni risultati.
E ora? forza, ci saremo, continueremo ad esserci , per contribuire alla costruzione del Partito Democratico che vogliamo, partecipando e sostenendo il lavoro di coesione e di organizzazione del nuovo cammino politico.
Daniela Miele


venerdì 19 ottobre 2007

sabato 13 ottobre 2007

La Striscia rossa, 13 Ottobre 2007


«Malata e sofferente sono i due aggettivi più usati per descrivere lo stato della politica italiana, di questi tempi. Se l’Italia fosse un malato, sarebbe in terapia intensiva. Proprio per questo c’è eccitazione mescolata ad ansia per l’arrivo, questo weekend, del Partito Democratico»Financial Times, 12 ottobre