domenica 24 agosto 2008

LA SCELTA DEI CANDIDATI PENSANDO AL MODELLO USA

IL TIRRENO
DOMENICA, 24 AGOSTO 2008

MAURO VAIANI
Come spiega il prof. Damiano Anselmi nel suo agile manuale «Convention e primarie: il sistema dei partiti governati dagli elettori», le primarie sono uno strumento che affascina le élite emergenti e le crescenti reti di cittadinanza attiva. Sono destinate a diffondersi, come moderno strumento di selezione dei leader. Garantiranno, in un futuro forse meno lontano di quanto si pensi, che i grandi partiti siano retti da leadership responsabili e riconosciute. Elimineranno, progressivamente, le vecchie clientelari preferenze o le famigerate “votazioni interne” fra ristrette conventicole di partito. Il futuro delle primarie non è la ripetizione di quei soporiferi plebisciti con cui sono state ratificate dagli elettori del centrosinistra la candidatura di Prodi nel 2005 e la leadership di Veltroni sul PD nel 2007. Se esistono idee e progetti concorrenti, se ci sono persone disposte a portarli coraggiosamente avanti, se si è in grado di raccogliere denaro e consenso, se ci sono gusto del rischio e sincera competizione, le primarie possono trasformarsi in competizioni divertenti e imprevedibili, dove i favoriti possono soccombere, in favore di outsider e volti nuovi. Le primarie tendono a diventare sempre meno una sorta di “amichevole” dall’esito prevedibile, se non addirittura scontato, e sempre di più un lungo “campionato”, ricco di imprevisti. Un processo che si prolunga nel tempo, che si scompone in una serie di appuntamenti intermedi, che consente di mettere alla prova i candidati nel tempo e nello spazio, senza esaurirsi in una unica consultazione, in una unica giornata, in un unico scrutinio. L’esempio che colpisce maggiormente l’immaginazione globale è sempre quello dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti, che si guadagnano la “nomination” attraverso oltre un anno di duro lavoro, in cui viaggiano in ogni angolo del paese, superando uno specifico esame elettorale locale, da parte dei sostenitori del loro partito, in ciascuno dei 50 stati dell’Unione. Mutatis mutandis, non è poi così irragionevole immaginare che le primarie per la scelta, per esempio, dei candidati sindaci o presidenti di provincia, di Firenze, Prato, Livorno, vengano celebrate attraverso dei calendari di consultazioni circoscrizione per circoscrizione, comune per comune, in più turni, che consentano l’eliminazione progressiva dei candidati di bandiera, con una graduale messa a fuoco delle caratteristiche umane e politiche di coloro che restano in gara. Forse un tale cambiamento non potrà affermarsi in questo imminente anno elettorale 2009, in cui il Pd è purtroppo l’ombelico della conservazione toscana e italiana e il Pdl è ancora troppo embrionale...Oppure sì?

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