domenica 22 giugno 2008

"Non c´è alternativa a Walter ma accetti la sfida del congresso"


La Repubblica
DOMENICA, 22 GIUGNO 2008


Correnti oligarchiche

Si può vincere anche al Nord. Ma oggi la composizione sociale dei nostri elettori è drammatica
Esistono correnti oligarchiche e altre che hanno referenti nella società. Nel partito ci sono solo le prime

GOFFREDO DE MARCHIS
ROMA - Non c´era nemmeno lui, nell´assemblea dei tanti vuoti in sala. «Facevo il sindaco. Qualcuno fa politica, a qualcun altro tocca portare la croce», dice con un pizzico di sarcasmo Massimo Cacciari, primo cittadino di Venezia. Ma la sua assenza non significa che anche lui spara contro il segretario del Pd Walter Veltroni, ne contesta la linea, il dialogo con Berlusconi, la leadership. «Io spero che duri a lungo, non vedo alternative. Però torni a decidere, come ha fatto in campagna elettorale. Vada a un congresso su mozioni contrapposte. A gennaio, non dopo le Europee». Parisi sintetizza: «Dopo gli elettori, sono scappati anche i delegati». È così? «C´è un rischio di disaffezione e di demoralizzazione. Non tanto per il risultato elettorale che secondo me non è del tutto negativo. Ma il Pd non ha riflettuto abbastanza su questo voto». Rottura consensuale con la sinistra, disponibilità verso il Cavaliere, governo ombra... «Ma questo non c´entra un bel niente. Le elezioni dimostrano che non siamo riusciti a convincere della bontà riformista del nostro progetto e non siamo riusciti a superare quello che Ilvo Diamanti chiama il muro di Arcore. La composizione sociale del nostro elettorato è drammatica. Noi perdiamo nelle nuove professioni, nei ceti produttivi, negli operai. Vinciamo un po´ qua e un po´ là, ma i settori dove siamo maggioranza sono insegnanti e professori, aristocrazia operaia, pensionati. E tanti giovani, vero. Ma il dato interessante è che questi smettono di votarci quando finiscono di studiare e cominciano a lavorare. Noi, tra chi lavora, quasi non esistiamo. Eppoi, il Nord: è una questione immensa». Lei ha il pallino del Nord. Ma il Pd paga pegno dappertutto, basta vedere i dati della Sicilia. «Il Nord è decisivo. Qui servono linea e struttura del partito. Abbiamo bisogno, ripeto, del Pd federale sennò non saremo mai credibili in zone dove la Lega si muove come sindacato del territorio. Al Nord non servono proconsoli del potere romano, ma dirigenti locali che non si occupino solo di organigrammi. Io qui sono avvertito come un cane sciolto e in politica da soli non si fa niente». Ma un partito demoralizzato come reagisce alla sconfitta? «La delusione totale è sbagliata. Semmai direi che Veltroni ha suscitato fin troppe illusioni nella campagna elettorale: era scontato che perdessimo. Il fallimento del governo Prodi si è rivelato pesantissimo e noi lo abbiamo scontato così come abbiamo scontato il rodaggio. Ma un partito che si afferma ben oltre il 30 per cento, che prende più voti della somma di Ds e Dl ottiene un risultato buono da cui partire. Il punto è che non si parte. Anche al Nord puoi vincere. Lo ha fatto Variati a Vicenza. E sa che succede nel Pd? Qualcuno gli dà del no global. A Variati, che è un democristiano doc. Ma andiamo». Oggi il Pd è sotto il 30 per cento, come dicono i sondaggi? «Sì, non c´è dubbio. Guardiamo la Sicilia. Ma non solo. In Sardegna abbiamo perso clamorosamente in comuni dove si vinceva da 10 generazioni. E glielo dico adesso: lì perderemo anche le regionali del prossimo anno perché governa uno con la puzza sotto il naso che non ha capito che il traino è la piccola impresa, il capitalismo personale, non la grande industria». Allora Veltroni dura poco. «Io spero che duri a lungo, non vedo alternative. A me non interessa che abbia l´appoggio dei gruppi dirigenti, ma dell´elettorato. Deve dividere, deve decidere. Come prima del voto quando ha detto: andiamo da soli. Non vorrei rivedere il film della Bolognina: scelta coraggiosa ma gestita in modo compromissorio. Sarebbe la rovina. Perché sei andato da solo se non continui a decidere? Poi non ci si può lamentare che vengano fuori quelli dell´Ulivo, delle vecchie alleanze... Bisogna scommettere sulle scelte e pagheranno. Veltroni organizzi un congresso con mozioni contrapposte, da fare a gennaio. Altrimenti dopo le Europee le correnti lo impallinano». Le correnti sono il male assoluto? «Vanno benissimo quando si misurano sulla vita reale. Se invece servono discutere del ritorno di Prodi o dell´alleanza con Rifondazione allora fanno casino e gratificano solo gli pesudocapi. Esiste un gioco di correnti oligarchico e un altro che ha referenti sociali. Oggi nel Pd c´è solo il primo».
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