martedì 5 giugno 2007

Il MANIFESTO: la vision del PD


Da sinistra: Daniele Bettinetti, Donata Gottardi, Daniela Miele, Claudio Frontera e Maurizio Paolini








La sala




L’on. Donata Gottardi (Ds) autrice, insieme ad altri 11 “Saggi”, del già famoso “Manifesto per il Partito Democratico” e oggi una dei 45 componenti del Comitato che prepara le regole per l’elezione dell’Assemblea costituente del Partito Democratico, Venerdi 1 giugno, a Livorno, ha incontrato molti cittadini interessati alla nascita del Partito Democratico; ha illustrato il “Manifesto”, un testo propositivo di principi e valori, aperto e provvisorio nel percorso fondativo del nuovo partito giudicato, in questi mesi, in modo spesso affrettato e superficiale. Quella con Donata Gottardi è stata la prima occasione per discutere, a Livorno, del Manifesto, con una degli autori.
L’on. Gottardi è stata presentata da Daniele Bettinetti, dell’Associazione “Incontriamoci”. Sono intervenuti all’incontro anche Maurizio Paolini (Pres. Circ.2), Daniela Miele (Ass.Incontriamoci-Livorno), Claudio Frontera ( segreteria regionale ds).
L’iniziativa è stata promossa dai circoli livornesi di “Incontriamoci” e “Apd”, dai gruppi consiliari Ds e Margherita della Circoscrizione 2 e dall’Unione Comunale Ds.
L’evento ha visto un’alta partecipazione di pubblico; ha dato a tutti la possibilità di intervenire in un dibattito vivace ed appassionato che ha consentito uno scambio di opinioni sulle questioni relative alla nascita del Partito Democratico, sui dubbi, ma soprattutto sulle speranze .
Donata Gottardi ha confermato la necessità che il Partito Democratico non sia né un partito tradizionale nè un nuovo movimento, ma un nuovo modello dell’agire politico che sappia attivare progettualità originali per governare un paese o un territorio e nuovi strumenti di partecipazione vera per i cittadini, per le persone, le realtà associate.
Infine l’attenzione si è concentrata sulla questione dei diritti di cittadinanza, sulla questione di genere e la questione giovanile come deficit di democrazia e come invece nel Manifesto per il PD tra gli obiettivi prioritari ci sia la lotta ad ogni discriminazione, e la promozione della partecipazione dei cittadini e delle cittadine ai processi decisionali attraverso lo “svecchiamento”della politica.
D.M.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

La serata di venerdì, in cui molti interventi del pubblico sono stati diretti a far emeregere nel nuovo partito, attraverso l'analisi del manifesto, le tematiche relative a particolari generi e categorie di cittadini, mi ha dato modo di rifelettere sulla mia condizione di cittadina: io sono donna, sono giovane (27 anni) ma ormai adulta, sono un soggetto con lavoro flessibile e quindi instabile, sono cattolica e praticante, sono impegnata nel volontariato attraverso cui vivo attivamente la mia cittadinaza politica educando degli adoloscenti ad essere, tra l'altro, buoni cittadini, e così via....!
Ho riflettuto perchè se ad oggi i cittadini del nostro paese sono tutti, più o meno o in forme diverse, soggetti "complessi" come me e rientrano in una tal molteplicità di generi e categorie, a mio avviso sarebbe assai lungimirante per il nuovo partito mettere al centro dell'azione politica il cittadino nel suo complesso, affrancato da ogni specificazione particolare. Con questo non intendo certo un generalismo di programmi, obiettivi o metodi... ma intendo un centro unico, il cittadino appunto, nei confronti del quale ogni programma, obiettivo e metodo sia teso a recuperare la credibilità della politica attraverso una proposta significativa ed innovativa.
Solo sulle solide basi di una tale proposta possiamo sperare nella partecipazione: può sembrare un filosofeggiare al livello di uovo e gallina, ma soprattutto per quanto riguarda i giovani credo sia necessario che nasca prima la proposta di temi che possano suscitare interesse, perchè poi l'interesse diventi motivo di partecipazione!
Elena Marini

High Power Rocketry ha detto...

: )